CGIL

CONSULTAZIONE STRAORDINARIA
 DEI LAVORATORI, DEI PENSIONATI, PRECARI

  

IO VOTO

IO CONTO

  

 

PER LA CGIL È  IMPORTANTE  CONOSCERE IL TUO GIUDIZIO 

  

PER TUTELARE  I TUOI DIRITTI,
USA IL MODO PIÙ SEMPLICE:
VOTA
 

Vota per esprimere il tuo giudizio sull’accordo separato
sul modello contrattuale

 


L'aggravarsi della situazione economica spinge il nostro Paese verso una fase di recessione che non sarà di breve durata. Gli effetti della crisi, infatti, colpiscono tutto il sistema produttivo e dei servizi: aumenta la cassa integrazione; crolla la domanda; si riducono drasticamente gli investimenti.

Per questo si pone come priorità assoluta la difesa del lavoro e dell'occupazione.

Ci sarebbe bisogno di sostenere il reddito dei lavoratori e dei pensionati, sarebbe necessaria una politica degli investimenti capace di produrre una ripresa dell'economia e dell'occupazione.

Niente di tutto ciò.

Il Governo ha deciso di affrontare questa crisi impegnando poche risorse per gli ammortizzatori sociali, senza prevedere misure adeguate per i salari e le pensioni, senza alcun piano per ridare fiato all'economia e impulso allo sviluppo.

Anzi, vuole utilizzare gli effetti della crisi per colpire il mondo del lavoro e la sua rappresentanza. E' questo, infatti, il senso dell'accordo separato sul modello contrattuale che Governo e Confindustria hanno fortemente voluto.

Una scelta grave; essa divide il sindacato e il mondo del lavoro quando invece, tanto più in una crisi così grave e profonda, ci sarebbe stato bisogno di unire. 

La CGIL non ha sottoscritto quell'Accordo perché: 

quadratino1a.jpg (635 byte) indebolisce il contratto nazionale, programma salari inferiori all'inflazione e non prevede il recupero del loro potere di acquisto 

quadratino1a.jpg (635 byte) non estende la contrattazione di livello alle aziende che oggi non la fanno e attribuisce ad essa la derogabilità dei diritti e delle normative del contratto nazionale 

quadratino1a.jpg (635 byte) c'è la manifesta volontà di limitare il diritto di sciopero. Un atto, questo, che mette in discussione un diritto fondamentale di libertà, sancito come uno dei principi proprio dalla nostra Carta Costituzionale.

Attraverso l'accordo del 22 gennaio si sceglie una scorciatoia illusoria: utilizzare la crisi per ridurre le tutele sociali, i diritti, il lavoro, la contrattazione.

Per imporre questa strada si vuole utilizzare la stessa divisione sindacale.

La CGIL intende battersi per una prospettiva diversa.

Bisogna strappare, in primo luogo, misure urgenti per contrastare la crisi perché le decisioni del Governo sono largamente insufficienti.

C'è bisogno di ridurre il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e di aumentare le pensioni. Ci vogliono ammortizzatori sociali anche per i lavoratori precari e investimenti per nuove politiche industriali e per le infrastrutture.

Inoltre, bisogna dare la parola alle lavoratrici e ai lavoratori. Decidere, infatti, sulla costituzione materiale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali spetta soltanto ad essi.

Per questo la CGIL ha promosso una grande campagna di assemblee in tutti i luoghi di lavoro: per discutere insieme sulle misure per contrastare la crisi e sugli effetti dell'Accordo separato.

Per questo la CGIL chiede ai lavoratori, mediante il voto segreto, di esprimere il loro giudizio sull'Accordo separato: per noi che cosa pensano i lavoratori è importante.

 


 

La CGIL dice NO!
ALL'ACCORDO SEPARATO
SULLE REGOLE PER LA CONTRATTAZIONE

Perché
quadratino1a.jpg (635 byte) non tutela il salario, non recupera la differenza fra l'inflazione calcolata
con un nuovo indicatore e quella reale, calcola gli aumenti su una retribuzione più bassa
di quella finora utilizzata per i rinnovi contrattuali delle singole categorie

Perché
quadratino1a.jpg (635 byte) non c'è nessuna garanzia circa l'estensione della contrattazione decentrata
in quei luoghi dove finora non è stata fatta

Perché
quadratino1a.jpg (635 byte) limita pesantemente il valore generale del CCNL con l'introduzione della possibilità
di derogare, nella contrattazione aziendale, i diritti normativi e retributivi in esso contenuti

Con la CGIL per dire NO!
quadratino1a.jpg (635 byte) perché le regole sul come si faranno i contratti
non possono essere condivise da tutti ed occorre invece da subito intervenire
con urgenza per affrontare la crisi

Con la CGIL per dire NO!
quadratino1a.jpg (635 byte) per garantire il rispetto del diritto dei lavoratori ad esprimersi
con il voto nel merito degli accordi che li riguardano

Partecipa
quadratino1a.jpg (635 byte) alle assemblee che la CGIL promuove
per illustrare i contenuti dell'Accordo separato
e far conoscere le proprie proposte per affrontare la grave crisi che attraversa il Paese

Partecipa
quadratino1a.jpg (635 byte) alla consultazione promossa dalla CGIL e con il voto fai conoscere
il tuo giudizio sull'Accordo separato

 


 

GIÙ LE MANI DA SALARI, PENSIONI, LIBERTÀ E DIRITTI

 

 SABATO 

  

APRILE

GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE

INSIEME PER UN'ITALIA CHE NON TORNI INDIETRO




PRENOTA IL POSTO PER ROMA AL NUMERO 035.3594.240

  

CONCLUDE

Guglielmo  Epifani



Lo Spi Cgil considera sbagliate e inadeguate le misure economiche e sociali del Governo contro la crisi e rivendica gli obiettivi contenuti nella piattaforma sindacale condivisi anche dagli altri sindacati e che per lo Spi non vengono meno.

Si tratta di obiettivi di grande valore che vanno assunti nel più breve tempo possibile a partire da subito e con la prossima legge finanziaria.

Solo il confronto e la trattativa sindacale possono definire le necessarie gradualità.

 

1 - Estendere la “quattordicesima” ottenuta con le lotte e l’accordo di luglio 2007 anche a coloro che percepiscono più di 700 euro mensili.

2 - Realizzare un nuovo meccanismo di adeguamento delle pensioni al costo della vita e recuperare il drenaggio fiscale, consentendo così di mantenere il tenore di vita acquisito al momento della pensione.

3 - Aumentare le detrazioni fiscali per tutte le pensioni, sostenere gli “incapienti” allargando la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali.

4 - Approvare la legge sulla non autosufficienza (in Parlamento è ancora ferma la proposta del Sindacato pensionati) stabilendo risorse certe e un sistema integrato di servizi territoriali per le persone non autosufficienti e prevedendo nella legge finanziaria un adeguato finanziamento del fondo.

5 - Destinare più risorse a Comuni, Province e Regioni qualificandone la spesa attraverso la diffusione della contrattazione sociale territoriale.

6 - Contrastare la privatizzazione della sanità e la riduzione dello Stato sociale che il Governo, attraverso i contenuti del libro verde, vuol attuare.

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