Liberi, ribelli, resistenti, così si definiscono i
pensionati della CGIL nella nuova campagna che prelude alla mobilitazione nazionale del 27
novembre. La "settimana" di agitazione dei pensionati a Bergamo e in provincia
si sta svolgendo proprio in questi giorni (dal 15 al 20 novembre) nei mercati cittadini:
cinque gazebo (a Gazzaniga, ad Albino, a Ponte San Pietro, a Bergamo e a Treviglio) e
volantinaggi a tappeto (in una ventina di centri) stanno diffondendo capillarmente i
messaggi e le proposte dello SPI in tema di rivalutazione delle pensioni, fisco e welfare.
Il culmine della protesta, anche per i pensionati, sarà la trasferta a Roma per la
manifestazione di sabato 27 novembre: sette pullman (oltre a quelli della CGIL) sono
organizzati dallo SPI-CGIL, con partenza alle 13.00 del 26 novembre (per informazioni,
telefonare al numero 035.3594150).
"Con grande impegno tutta l'organizzazione dello
SPI provinciale sta partecipando alla più generale campagna nazionale del sindacato dei
pensionati" ha detto oggi Gianni Peracchi, segretario generale dello SPI-CGIL di
Bergamo. "Siamo, in questi giorni, nei mercati del territorio, tra la gente, per
spiegare qual è la nostra idea di paese giusto, equo e rispettoso dei diritti anche dei
pensionati".
Di seguito, i contenuti della campagna.
Ribaltiamo il fisco
In Italia l'evasione fiscale ammonta a centoventi miliardi di euro l'anno. La corruzione,
invece, costa sessanta miliardi di euro l'anno. Invece di regalare agli evasori e ai
corrotti queste risorse si potrebbero ridurre le tasse ai lavoratori e ai pensionati,
stanziare un fondo nazionale certo per assistere chi non è autosufficiente, finanziare il
lavoro e lo sviluppo.
La CGIL e lo SPI avanzano proposte chiare sul fisco. Eccole:
1. Ridurre le aliquote Irpef sulle fasce di reddito annuo da 7.500 a 15.000 euro e da
28.000 a 55.000 euro. Abbassando per esempio la prima aliquota dal 23 al 20%, i pensionati
con reddito complessivo annuo non superiore ai 28.000 euro avrebbero un beneficio netto
mensile fino a 34 euro.
2. Abolire il drenaggio fiscale, una tassa occulta che ogni anno impoverisce le pensioni
nette.
3. Unificare le detrazioni tra lavoro dipendente e pensioni. Attualmente i pensionati con
più di 75 anni possono detrarre fino a 7.750 euro all'anno.
Quelli con meno di 75 anni possono detrarre 7.500 euro. Lo SPI chiede di portare le
detrazioni per i pensionati a 8.000 euro come per i lavoratori. E poi aumentarle per
tutti, lavoratori e pensionati.
Con le proposte SPI-CGIL per realizzare un fisco più equo, un pensionato con circa 1.000
euro al mese avrebbe un aumento netto annuo di almeno 500 euro.
Aumenta tutto, tranne le pensioni
Il mancato aggancio alla crescita reale dell'economia ha determinato un progressivo
impoverimento delle pensioni. Con l'accordo sul welfare del 2007 i sindacati dei
pensionati riuscirono a conquistare l'istituzione della quattordicesima per le pensioni da
lavoro più basse, la modifica del calcolo della perequazione automatica delle pensioni e
un tavolo annuale di contrattazione col governo per la rivalutazione delle pensioni in
funzione della crescita della ricchezza nazionale.
L'attuale governo non ha mai convocato i sindacati per estendere la quattordicesima
mensilità alle pensioni medie; per ridurre le tasse man mano che l'età aumenta; per
sostenere economicamente quei pensionati che non pagano tasse perché troppo poveri (i
cosiddetti incapienti).
Le proposte dello SPI-CGIL
Allargare la platea dei pensionati ai quali corrispondere la quattordicesima; aumentare il
reddito dei pensionati riducendo l'incidenza del fisco; contrattare a livello regionale e
comunale le prestazioni dei servizi sociali e la riduzione delle tasse locali in funzione
del reddito delle tasse locali in funzione del reddito.
Vogliamo una vita meno spericolata
Salute, assistenza, dignità per tutti, ospedali pubblici efficienti. Più medicina
territoriale e assistenza domiciliare. Nessuno deve rimanere solo quando non ce la fa
più. I tagli della Finanziaria effettuati dal governo
si scaricheranno sulle amministrazioni locali e di conseguenza sulle condizioni di vita
dei cittadini. Per garantire a tutti il diritto alla salute bisogna riorganizzare il
sistema sanitario italiano. Lo SPI-CGIL chiede di fissare i livelli essenziali delle
prestazioni sanitarie e assistenziali da garantire a tutti i cittadini.
Nell'immediato lo SPI-CGIL è impegnato a dare battaglia contro il pagamento dei ticket e
contro le case di riposo abusive. E propone la riorganizzazione della rete ospedaliera,
dei servizi sul territorio e delle Residenze sociosanitarie per gli anziani. Più di due
milioni e mezzo di persone in Italia non sono autosufficienti. Per loro occorrono più
servizi di assistenza a domicilio, centri diurni e strutture di qualità. Lo SPI-IL chiede
inoltre un fondo nazionale per la non autosufficienza e maggiori sgravi fiscali per le
famiglie e i malati che assumono un assistente familiare.
Le proposte dello SPI-CGIL
Attuare l'articolo 32 della Costituzione: "La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure
gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento
sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i
limiti imposti dal rispetto della persona umana".
Bergamo, 17 novembre 2010
A cura dell'Ufficio Comunicazione
CGIL Bergamo