dueno duesì anche per bocciare il "Patto per lItalia" tu togliiofirmoNO alla modifica
dellart. 18; NO allidea di considerare il lavoro una merceSÌ ai diritti e alle tutele per tuttiSÌ al rafforzamento della indennità di disoccupazione;allestensione della cassa integrazione per tutti i lavoratori; a percorsi formativi per favorire il ritorno al lavoro anche per bocciare il "Patto per lItalia"
LE RAGIONI IN PIU' DEI PENSIONATI NO alle mutue e alla privatizzazione della sanitàNO alla riduzione della spesa socialeSÌ a diritti e tutele per i nostri figli e nipotiSÌ al fondo per la non autosufficienzae alla difesa del reddito dei pensionati
FIRMA E FAI FIRMARE
Le ragioni in più dei pensionati per firmare Il Governo ha deliberatamente tolto dal confronto con le Organizzazioni sindacali le questioni della sanità, dellassistenza e della previdenza e ha prodotto scelte che colpiscono pesantemente i diritti di cittadinanza sociale degli italiani e degli anziani in particolare. Il Governo, infatti, vuole tagliare ben 55 miliardi di euro alla sanità, allassistenza, alla previdenza e allistruzione. Su assistenza e sanità Si mette in discussione luniversalità dei diritti, confermando la volontà di un trasferimento totale della sanità alle Regioni, con un disimpegno progressivo dello Stato e creando differenze inaccettabili; si taglia il Prontuario farmaceutico, riducendo i farmaci a totale carico del SSN e rimettendo in vita gli odiosi ticket sulla malattia; non si assume alcun impegno per la definizione in legge dei livelli essenziali di assistenza sanitaria e sociale, in attuazione del Titolo V della Costituzione; si propongono Mutue sostitutive e volontarie per la non autosufficienza che solo i ceti agiati possono permettersi di pagare. Su previdenza e fisco Il Dpef riconferma i contenuti del Disegno di Legge di delega sulla previdenza che prevede la decontribuzione per i nuovi assunti a tempo indeterminato e il trasferimento forzoso del TFR ai Fondi Pensioni. Tale scelta riduce le entrate contributive e crea una disastrosa situazione finanziaria degli istituti di previdenza mettendo a rischio anche lintegrità delle pensioni in essere; non sono previste correzioni alloperazione "un milione al mese" che ha escluso i due terzi dei titolari delle pensioni più povere e ha penalizzato le persone che hanno versato i contributi; la riforma fiscale Tremonti, con la riduzione a due sole aliquote fiscali, determina una sostanziale iniquità per lavoratori e pensionati. Il fisco perde la funzione che negli anni recenti ha avuto di equa redistribuzione della ricchezza e di miglioramento del reddito netto dei pensionati. Per la fascia che attualmente è tassata con il 18%, la nuova aliquota al 23% senza il riconoscimento dellincapienza, peggiora la condizione dei pensionati più poveri; la riduzione della spesa sociale con conseguente diminuzione dei trasferimenti erariali alle Regioni e ad Enti locali inasprirà ulteriormente il peso del fisco locale e incrementerà tariffe e ticket per i servizi sociali e di pubblica utilità.
LE PROPOSTE DELLO SPI CGIL I diritti sociali devono camminare insieme ad un fisco equo, per affermare in concreto i principi della universalità e della solidarietà. No ad un fisco che, regalando ai ricchi, comprime i diritti di cittadinanza sociale. Per questo lo Spi Cgil chiede Per le politiche socio-sanitarie Lapplicazione coerente delle leggi quadro per la sanità e per le politiche sociali; una legge per definire i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie e sociali (LEA), con una copertura piena dei bisogni di salute e di assistenza sociale delle persone anziane; un incremento delle risorse finanziarie per la sanità e lassistenza per la completa copertura dei LEA e tali da avvicinare lItalia ai Paesi più sviluppati dellUnione Europea; listituzione di un Fondo nazionale per la non autosufficienza, fondato sulla fiscalità generale, sulla base dei principi e delle proposte del sindacato contenuti nella Petizione popolare che è stata sostenuta da oltre un milione di firme di cittadini italiani.Per la tutela dei redditi dei pensionati Vanno modificati i criteri dellart. 38 della Finanziaria 2002 riguardante la cosiddetta operazione "un milione al mese" per ristabilire lequità per i pensionati che hanno contribuito al sistema pubblico. Il provvedimento deve essere subito rifinanziato per ridurre la platea degli esclusi e anche per tenere conto dei titolari di pensioni liquidate in convenzione internazionale. In particolare si rivendica: la neutralizzazione di 1/3 dellimporto della pensione a calcolo per definire il limite di reddito indicato per maturare il diritto alla maggiorazione sociale e per la sua entità; laumento del limite di reddito di coppia da considerare nel suo insieme; labbassamento a 65 anni di età per il diritto, con ulteriori riduzioni degli anni di età in base alla contribuzione (un anno di età ogni tre anni di contribuzione).La restituzione del drenaggio fiscale e il riconoscimento, ai fini di un minor carico fiscale, delle condizioni di età e salute degli anziani. Il problema della non capienza va risolto con la istituzione di unimposta negativa per chiunque abbia un reddito talmente basso da non poter usufruire delle deduzione e detrazioni previste. La istituzione del tavolo di verifica dellandamento del reddito netto dei pensionati come previsto dalla Dlgs 503/92. La ricostituzione del "tavolo tecnico", presso il Ministero del Lavoro per la corretta interpretazione delle disposizioni sulla previdenza e per prevenire il contenzioso.
due no duesìfirma per i tuoi diritti,
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ricorda di portare il documento di identità |
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