| "Basta confusione sui ticket" Gianni Peracchi della segreteria provinciale
"Mi sembra che sul problema dei ticket si stia, da qualche tempo a questa parte, creando molta confusione, sia per quanto riguarda il merito dei provvedimenti messi in campo che le responsabilità dei soggetti che li hanno determinati. Un livello di responsabilità va attribuito al Governo nazionale, con l'introduzione dei 10 euro aggiuntivi sulle ricette per prestazioni specialistiche. Ma nei prossimi giorni tale decisione verrà definitivamente ed integralmente revocata, segno tangibile di ascolto e di accoglimento da parte del Governo delle richieste di molte forze politiche e, soprattutto, sociali. E' stato sostenuto che non è giusto che nel frattempo qualcuno il ticket in questione l'abbia pagato, ma certamente toglierlo gioverà a tutti per il prossimo futuro. Esistono però livelli di responsabilità ben più rilevanti che investono chi, grazie al decentramento costituzionale di alcuni poteri, ha maggiore voce in capitolo su questi temi. Questo soggetto è la Regione. Infatti, il soggetto maggiormente responsabile dell'introduzione e dell'incremento dei ticket è proprio il Pirellone, contrariamente a quanto si vorrebbe dar d'intendere ai cittadini. Alcuni argomenti a sostegno di questa affermazione. 1) la Regione Lombardia ha introdotto, tra le prime in Italia, i ticket sulle ricette mediche nel 2002, ha innalzato da 36 a 46 euro il tetto massimo sulla specialistica ed ha introdotto quello sulle prestazioni non urgenti di pronto soccorso, peraltro in misura superiore alle tariffe nazionali attuali; 2) nulla vietava che la Regione Lombardia potesse assorbire i dieci euro, introdotti con la Finanziaria, nelle tariffe già più alte applicate nel proprio territorio, senza gravare ulteriormente sulle spalle dei cittadini; la Regione ha preferito, invece, introitare i dieci euro aggiungendoli alle tariffe già in essere e si è ben guardata dal diminuire i ticket di pronto soccorso o il tetto massimo di 46 sulla specialistica, adeguandoli ai valori più bassi previsti dalla stessa Finanziaria; 3) ha introdotto, senza troppa pubblicità, un ulteriore aumento di 7 euro sulle visite specialistiche a dicembre dello scorso anno; 4) si è "scagliata mediaticamente" contro il Governo nazionale, dopo aver ottenuto cospicui finanziamenti per il 2006 e 2007 e dopo aver avuto in passato contributi rilevanti, concordati in sede Stato -Regioni, nel tentativo di scaricare ad altri responsabilità proprie. Ora ci troviamo di fronte all'annuncio, quasi enfatico, della eliminazione in Lombardia del ticket per i ragazzi fino a 14 anni e alla rivendicazione del merito della cancellazione dei dieci euro sulle ricette, operata dal Governo nazionale. Nel primo caso si tratta solo di una parziale esenzione della compartecipazione alla spesa sanitaria, mediante l'innalzamento della soglia di età degli esenti (da 6 a 14 anni) e di un adeguamento della quota del pronto a soccorso alle tariffe nazionale (da 35 a 25 euro), ma la sostanza dei balzelli, in termini di quote, più alti di tutte le altre regioni, non cambia. Nel secondo caso il merito della cancellazione dei dieci euro va ascritto più alle rivendicazioni ed alle proteste del sindacato confederale, anche perché la Regione, a cui erano destinate tali risorse, se voleva farlo poteva cancellarle od assorbirle autonomamente, come già detto, da subito. Intendiamoci, l'allargamento della soglia di esenzione è un fatto positivo ma non sufficiente perché rimangono invariati sia l'aumento di 7 euro sulle visite, di cui più nessuno parla, sia la tariffa di 46 euro in luogo di quella di 36, indicata dalla Finanziaria, come tetto massimo di compartecipazione per le prestazioni specialistiche. Il Pirellone insomma, con un'abile quanto opinabile tecnica comunicativa, dà un po' l'idea di quel negozio che dopo aver raddoppiato il costo di un prodotto decide di applicare un minimo sconto sul prezzo finale, inducendo i clienti a ringraziare del generoso trattamento". Bergamo, 17 maggio 2007 |