Qualche considerazione sulle aliquote locali
Imposte e servizi comunali

 

In questi giorni molti Comuni stanno decidendo se aumentare o meno l’addizionale Irpef, l’Ici, la tassa sui rifiuti.

Un corretto approccio per esprimere un giudizio compiuto o formulare proposte alle amministrazioni locali in questo senso dovrebbe andare al di là della semplice comparazione: questo Comune ha aumentato la tassazione locale e va contestato, questo no e va sostenuto.

Infatti, ferma restando una contrarietà di massima del sindacato ad aumenti generalizzati dell’imposizione fiscale locale, credo sia corretto valutare quali sono le entità reali del prelievo e, soprattutto, quali sono in cambio i servizi erogati.

Piuttosto che pochi euro risparmiati sulla pensione, un buon servizio, finanziato con il prelievo fiscale, è più efficace e - anche da un punto vista puramente economico - tutela maggiormente il reddito del pensionato.

tasse_comuni1.gif (15911 byte)

Insomma, un equilibrato rapporto tra contributi e servizi resi può essere una formula vincente per offrire al cittadino maggiore qualità e maggiore ottimizzazione dei redditi, specialmente se bassi.

Il ragionamento, ovviamente, è complesso, ma anche se qui lo affrontiamo sommariamente, merita di essere preso in considerazione.

I grafici allegati mettono a confronto sei Comuni della provincia, prendendo a riferimento la situazione dei bilanci al 31 dicembre 2005 ed evidenziano il rapporto tra entrate ed uscite per finanziare i servizi alla persona. I grafici mettono anche in evidenza come il Comune di Bergamo, ad esempio, che ha deciso quest’anno di aumentare l’addizionale dallo 0,5 % allo 0,7 %, abbia sì un livello alto di contribuzione pro capite, rispetto ad altri Comuni, ma anche una spesa sociale procapite altrettanto elevata. Alcuni Comuni invece hanno aliquote più basse, e quindi poche entrate, ma spendono molto meno per servizi sociali ed educativi.

tasse_comuni2.gif (13522 byte)

Sono dati di massima che consegniamo alla riflessione dei lettori. Dati che però propongono un altro punto di vista per giudicare le scelte dei Comuni in materia di contribuzione locale ed organizzazione dei servizi alla persona.

Gianni Peracchi

 

torna alla home page