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Il nostro impegno per pensionati
e anziani

 Documento delle segreterie territoriali
dei sindacati pensionati
Spi Cgil - Fnp Cisl - Uilp Uil

 

Le segreterie territoriali consapevoli del difficile momento che stiamo attraversando caratterizzato:

dal barbaro attacco del terrorismo internazionale agli USA di martedì 11 settembre, con l’accresciuto rischio di innescare una spirale di ritorsione e di violenza incontrollata

dalla politica del governo Berlusconi, che mette in discussione le conquiste storiche dei lavoratori e dei pensionati e mina le basi dello stato sociale

dalla divaricazione e, su alcuni punti, dalla rottura dei rapporti unitari tra le organizzazioni sindacali confederali

considerano, in questo quadro, molto positivo lo sforzo di CGIL CISL UIL di Bergamo, che hanno deciso di realizzare un percorso comune di ricerca e di sintesi unitaria su alcuni delicati problemi, nonché di riprendere l’iniziativa unitaria sulle politiche rivolte al territorio.

Per queste ragioni vogliamo sostenere tale sforzo, fornendo il nostro contributo in particolare - ma non soltanto - sui problemi che più riguardano pensionati ed anziani.

A tale scopo le segreterie si sono riunite in data 8 ottobre 2001 per un approfondimento della situazione e, dopo attento esame, su alcune importanti questioni hanno assunto unitariamente gli orientamenti e le decisioni qui riportate.

 

Patto per lo sviluppo provinciale

A giudizio delle segreterie, a un anno di distanza dalla firma, emerge la necessità di rafforzare il patto sottoscritto lo scorso anno sul versante dei servizi socio sanitari e assistenziali.

Le politiche sociali rivolte alla persona ed alla famiglia sono state ridisegnate dall’entrata in vigore di diversi provvedimenti legislativi, in particolare la Legge quadro sull’assistenza (328/00). Attraverso questi provvedimenti si dà avvio alla costruzione di un sistema di interventi e servizi sociali che dovrà concretizzare i diritti dei cittadini, superando la frammentazione e la discrezionalità che ancora oggi caratterizzano gli interventi socio assistenziali.

In questo contesto, un ruolo decisivo per la costruzione di iniziative concertate e coordinate è assunto dagli Enti locali ed in particolare dai Comuni, superando così la dispersione di risorse ed al tempo stesso contrastando le tentazioni di un nuovo centralismo regionale.

Il nostro orientamento è volto ad accrescere e riequilibrare il peso e il ruolo degli Enti Locali rispetto a quello troppo preponderante di Regione e ASL nel governo dei processi decisionali, in relazione alle politiche socio sanitarie e socio assistenziali nel territorio.

La Provincia può esercitare un positivo ruolo di coordinamento per:

facilitare la programmazione e l’aggregazione dei comuni;

promuovere il confronto tra enti locali e ASL;

contribuire alla "messa in rete" dei servizi, come previsto dalla stessa legge quadro.

Coordinamento che può favorire un disegno più omogeneo della rete dei servizi, evitando la frammentazione del disegno d’insieme o la mera delega, del ruolo di governo, a strutture tecniche (vedi ASL).

Nel merito dell’attuazione della 328, pensiamo inoltre che:

gli ambiti territoriali previsti dalla legge possano coincidere con gli attuali Distretti e con le Comunità Montane;

le risorse previste per i comuni debbano essere rapidamente destinate agli stessi;

i servizi già presenti nel territorio debbano iniziare da subito a collegarsi tra loro e ad "operare in rete".

Allo scopo di discutere queste questioni con la Provincia, riteniamo necessaria l’apertura di un apposito confronto di merito. Confronto che, a nostro giudizio, deve essere diretto e coordinato dalle Confederazioni, ma nel quale ci sia anche il pieno coinvolgimento dei sindacati dei pensionati.

Infine chiediamo all'Amministrazione provinciale di rilanciare la "Consulta degli anziani", che potrebbe svolgere un fattivo ruolo di Osservatorio delle politiche rivolte agli anziani stessi .

 

Commissione politiche sociali

Uno dei gruppi di ricerca/lavoro che CGIL CISL UIL di Bergamo ha promosso riguarda le politiche sociali. Abbiamo già confermato la nostra richiesta, come sindacati dei pensionati, di essere coinvolti nel lavoro per la definizione del documento finale.

In quella sede, riteniamo che vada esaminata l’opportunità di preparare e organizzare uno specifico incontro con l’ASL di Bergamo per discutere:

quali politiche l’ASL intende realizzare per potenziare le risorse dedicate alla prevenzione, rispetto a quelle (crescenti) dedicate alla cura;

quali iniziative sono previste per rilanciare e potenziare il ruolo dei Distretti e dei servizi nel territorio;

quale ruolo intende svolgere l’ASL nell’attuazione della legge quadro sull’assistenza.

Analogo confronto di merito su questi temi, andrà avviato in sede locale con le rappresentanze dei Comuni e delle Comunità Montane.

 

Comune di Bergamo

All’Amministrazione comunale di Bergamo, anche a seguito dell’impegno assunto dallo stesso sindaco nell’incontro con i segretari di CGIL CISL UIL del 4 ottobre scorso, riconfermiamo la richiesta di aprire un tavolo di confronto e negoziazione sulla piattaforma a suo tempo da noi presentata, e nota a tutte le parti interessate.

La piattaforma contiene richieste in materia di servizi socio sanitari e assistenziali, servizi per la cultura e il tempo libero, agevolazioni e altri progetti per migliorare la qualità della vita e la partecipazione attiva di anziani e pensionati in città.

Sollecitiamo inoltre la ripresa e il proseguimento del confronto, in sede confederale, sull’applicazione dell’ISEE ai servizi rivolti agli anziani. In particolare sul SAD, per il quale il comune aveva già avviato la raccolta e lo studio dei relativi dati.

Infine riteniamo che sia giunto il tempo di decidere come spendere le risorse incamerate in eccesso dal comune per effetto dell’aumento dell’aliquota ICI sulle case sfitte (400 milioni); risorse che, sulla base delle intese intercorse con il vice sindaco, erano state destinate ai cittadini pensionati e anziani meno abbienti (es. attraverso contributi affitto).

 

Negoziazione sociale nel territorio

La concreta applicazione dell’ISEE sui vari servizi sociali e comunali dal prossimo gennaio 2002, nonché la predisposizione dei bilanci comunali preventivi 2002, rendono necessario accelerare i tempi e l’apertura del confronto e della negoziazione con i diversi Comuni, sulle politiche per la tutela della condizione anziana.

In primo luogo si tratta di chiedere ai Comuni di evidenziare e quantificare nei bilanci le risorse destinate alle politiche sociali, con particolare riferimento alla popolazione anziana e a quella non autosufficiente.

Consideriamo indispensabile la generalizzazione dell’ISEE come strumento di garanzia dei diritti di cittadinanza. L’ISEE ha infatti lo scopo di garantire maggior equità nell’accesso e nella compartecipazione alle spese dei vari servizi: garantisce e agevola chi ha meno ricchezza.

Bisognerà tuttavia lavorare per conseguire linee di applicazione dell’ISEE che evitino di provocare aumenti generalizzati delle quote di spesa a carico dei cittadini anziani (compartecipazione) ed evitare la definizione di soglie d’accesso insuperabili anche per i più deboli (esclusione).

Il confronto con i comuni dovrà soprattutto riguardare lo sviluppo e il potenziamento dei servizi alla persona, in particolare anziana (SAD, ADI, Centri diurni ecc.).

Particolare impegno e attenzione dovranno essere dedicati alle persone anziane non autosufficienti, anche potenziando i servizi e rafforzando il sostegno alle famiglie.

Altri importanti terreni di intervento negoziale sono per noi:

contenere le dinamiche delle tariffe entro il tasso di inflazione programmata;

confermare e migliorare i criteri di tutela sociale nell’applicazione dell’I.C.I.;

destinare alla spesa sociale parte del gettito dell’addizionale IRPEF.

Come segreterie, auspichiamo e sollecitiamo lo sviluppo di iniziative unitarie tese ad aprire il confronto e a sviluppare la negoziazione sociale nei comuni del territorio.

 

Case di riposo (RSA)

Per quanto riguarda le case di riposo, riteniamo necessario realizzare, con le associazioni delle stesse, un ravvicinato confronto al fine di discutere:

le iniziative e le proposte utili ad accompagnare la trasformazione delle IPAB al fine di favorire politiche di contenimento dei costi e delle rette;

gli indirizzi per il contenimento delle rette per il 2002, anche alla luce dei trasferimenti regionali di risorse e del recente decreto sull’integrazione sociosanitaria;

le iniziative per la definizione e l’attuazione della carta dei servizi.

 

Casa di riposo di Via GLENO

Condividiamo le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dalla RSU e dal comitato di partecipazione sociale sullo stato dell’organizzazione e sui servizi della casa di riposo in questione.

Per queste ragioni esprimiamo la volontà di promuovere, insieme alle confederazioni, uno specifico incontro con la direzione allo scopo di discutere:

le rette per l’anno 2002;

il trasferimento degli ospiti nei nuovi reparti;

l’organizzazione e i servizi.

Data la delicatezza della situazione, riteniamo opportuno far precedere l’incontro da una riunione immediata e congiunta con i nostri rappresentanti in seno alla casa di riposo. Va inoltre organizzato un analogo incontro con i sindacati di categoria dei dipendenti.

 

Politiche regionali

Mentre è tuttora in corso il confronto con la Regione sulle politiche sociali e dello sviluppo, il 9 ottobre scorso SPI FNP e UILP hanno sottoscritto a livello regionale il "Protocollo d’intesa con ANCI Lombardia e la Lega delle Autonomie Locali sulla tutela della condizione anziana nei bilanci comunali preventivi 2002".

Il protocollo contiene anche gli indirizzi (intenti comuni) sull’attuazione della Legge quadro sulla riforma dell’assistenza (328/00).

Sul contenuto di queste importantissime intese pensiamo di effettuare a breve una più compiuta riflessione.

Nel frattempo ribadiamo la necessità di riprendere l’iniziativa sulla vertenza regionale relativa alla "Non autosufficienza", anche alla luce della pesante mortificazione dei 1.429 anziani ammalati della nostra provincia, che pur avendo i requisiti per il buono socio assistenziale, sono stati esclusi, in quanto le risorse stanziate dalla Regione erano sufficienti solo per 708 delle 2.137 persone ammesse.

Infine per quanto riguarda le tariffe agevolate nel trasporto locale (a favore di pensionati e di categorie protette) che la Giunta Regionale ha recentemente messo in discussione, esprimiamo la nostra netta contrarietà a colpi di mano che stravolgano le intese intercorse o che realizzino risparmi a carico dei più deboli.

Chiediamo che siano prorogati i trattamenti in essere e che sia nel frattempo avviato il confronto di merito con il sindacato. Chiediamo già da ora che i beneficiari delle nuove agevolazioni e l’entità di tali benefici siano determinati sulla base dell’intesa tra sindacati e Regione del 1997 - fondata su una maggiore equità - che la Regione non ha finora applicato, preferendo prorogare di anno in anno la situazione precedente, che quell’accordo aveva superato.

 

Bergamo, 10 ottobre 2001

 

Per le segreterie territoriali di Bergamo:
Spi Cgil - Edoardo Bano
Fnp Cisl - Eugenio Morotti
Uilp Uil - Primo Colombi

 

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