Il 21 dicembre 1999 una delegazione del Comitato Inps di Bergamo
composta dal presidente Giuseppe Dalla Chiesa, da Giorgio Longano (membro Cgil) e da Mario
Manzoni (membro Ascom) ha incontrato a Roma il vertice nazionale dell'Istituto (il
presidente Paci, il presidente del Civ nazionale Smoliza e il direttore generale Trizzino)
per capire quali erano le reali intenzioni dell'Istituto in merito alla costruzione della
nuova sede di Bergamo.
Era successo che il Comitato Inps di Bergamo nello scorso ottobre
scopriva, in una delibera del C. d'A. dell'Inps nazionale del 20 luglio 1999, che il
terreno sul quale doveva sorgere la nuova sede dell'Inps di Bergamo (alla Malpensata) era
posto in vendita. Questo senza nessun contatto o preavviso alle strutture locali e dopo
che, nei primi mesi del 1999, il Sindacato bergamasco aveva organizzato un convegno
provinciale nel quale si era parlato molto dell'esigenza di razionalizzare le risorse oggi
disperse in 5 diversi stabili (2 di proprietā e 3 in locazione con un costo annuo di
oltre 500 milioni tra canoni e spese).
Questa nuova situazione era stata esaminata sia con le parti sociali
della provincia che con i parlamentari bergamaschi. Ne era emersa una unanime convinzione
che si dovesse chiedere all'Inps nazionale di rivedere la decisione presente nella citata
delibera.
Quali risultati ha prodotto l'incontro?
Il presidente Paci ha proposto di stralciare, provvisoriamente, dalla
delibera il punto relativo all'area dell'ex gasometro di Bergamo ed il presidente Trizzino
si č impegnato a verificare, con i direttori dell'Inpdap, dell'Inail e dei responsabili
del Ministero del lavoro, le condizioni per una sede polivalente nella quale concentrare
tutti gli enti previdenziali e alcuni uffici pubblici della cittā.
Lo stralcio e la verifica non sono garanzie di successo per noi
(infatti i dirigenti nazionali dell'Inps confermano la delibera a tutto il contenuto della
riforma generale dell'istituto comprese le alienazioni patrimoniali), ci consentono
comunque un momento di ulteriore approfondimento delle volontā, anche locali, degli altri
enti e di preparare meglio l'incontro che a questo punto diventerā derimente della
questione.
Lo Spi di Bergamo sostiene con convinzione e forza la soluzione
prospettata dai vertici nazionali dell'Istituto. La nascita di una sede funzionale allo
sviluppo delle sinergie tra gli enti previdenziali razionalizzatrice delle risorse č una
necessitā per tutti: pensionati, cittadini e, tutto sommato, anche per la cittā.
(L.B.)