Non solo prestazioni inutili tagliate
con lintroduzione dei LEA
L'informazione a mezzo stampa ad eccezione de l'Eco di Bergamo - non ha finora
dato molto risalto alle novità introdotte dall'entrata in vigore del Decreto del
Presidente del Consiglio che individua i Livelli Essenziali di Assistenza del servizio
sanitario nazionale.
Secondo noi la notizia merita invece molta attenzione, poiché questi provvedimenti
segneranno a partire dal 23 febbraio le abitudini e la cultura sanitaria dell'intera
popolazione ed in particolare di quella anziana.
Fuoriescono immediatamente dal servizio sanitario nazionale saranno poste a carico
del singolo cittadino che, quindi, dovrà pagarle per intero prestazioni di
chirurgia estetica, medicine non convenzionali (omeopatia), certificazioni mediche ad
esclusione di quelle richieste dalle istituzioni scolastiche (certificato per la patente,
certificato per prestazioni sportive,ecc.).
Non saranno più rimborsabili nemmeno tens, mesoterapia, pressoterapia, ultrasuoni ed
altre prestazioni di medicina fisica e di riabilitazione considerate "superflue"
se non "inefficaci".
Sono invece sospese, in attesa di ulteriori determinazioni da parte della Giunta
Regionale, le prestazioni di assistenza odontoiatrica, densitometria ossea e chirurgia con
laser.
A questo gruppo vanno aggiunti altri interventi di natura riabilitativa tra i quali
figurano le manipolazioni alla colonnna vertebrale ed alle articolazioni, la massoterapia
per drenaggio linfatico, la rieducazione motoria individuale e di gruppo.
Se queste prestazioni non saranno considerate erogabili da parte della regione
l'assessorato si è riservato due mesi di tempo per decidere - pur con alcune condizioni
legate, ad esempio, al periodo del ciclo degli interventi o alla loro durata massima,
saranno anch'esse poste interamente a carico del cittadino.
Nel frattempo chi avrà bisogno di queste prestazioni le potrà avere soltanto se
pagherà.
Il ministro della salute ha tenuto subito a precisare in televisione che questa operazione
non verrà avvertita dai pazienti del servizio sanitario e, soprattutto, che è ora di
finirla con il pagare tutte le prestazioni a tutti.
Questa delicata situazione merita alcune riflessioni.
La prima attiene ad un piccolo paradosso e cioè che quanto non ritenuto utile, essenziale
ai fini sanitari, dunque escluso dalla rimborsabilità del servizio sanitario, continuerà
ad essere effettuato dalle strutture pubbliche e private e per giunta sarà pagato dal
paziente.
C'è solo da augurarsi che se davvero queste prestazioni non sono utili crolli in fretta
il loro mercato.
Va anche detto che autorevoli tecnici del settore (fisiatri e fisioterapisti) non
ritengono tutte inutili le tipologie escluse dalla rimborsabilità.
La seconda è che, comunque, i cittadini, gli anziani in modo particolare, si troveranno
di fronte ad una riduzione complessiva delle prestazioni gratuite ( ticket a parte )
erogate, nonostante le dichiarazioni in senso diametralmente contrario del ministero della
sanità.
Anche in questo caso il solo augurio da farsi è che le risorse risparmiate possano essere
meglio investite in prestazioni più efficaci.
La terza ed ultima riflessione riguarda l'assoluta iniquità della sospensione, ci
auguriamo recuperabile INTEGRALMENTE a livello regionale, di alcune prestazioni come
quelle di riabilitazione motoria e di assistenza odontoiatrica.
E' vero che per questo genere di prestazioni molti già oggi si rivolgono al privato ma
proviamo ad immaginare chi meno abbiente subisce un trauma od ha bisogno di sistemare i
denti per poter masticare decentemente.
Significa che per lui queste prestazioni non saranno più accessibili?
Oppure proviamo ad immaginare una lunga riabilitazione motoria necessaria dopo un
infortunio, un incidente, o conseguente una malattia cronico degenerativa.
Dovrà gravare sul reddito delle famiglie o del singolo cittadino?
Questo francamente ci pare inaccettabile.
Ribadiamo, in conclusione, la nostra disponibilità a discutere e considerare ogni ipotesi
di utile razionalizzazione del servizio sanitario nazionale, sia sotto il profilo della
economicità che dell'adeguatezza delle prestazioni rese.
Così come siamo interessati ad una giusta programmazione degli interventi su scala
nazionale, considerati utili ed efficaci secondo canoni scientifici.
Reputiamo, tuttavia, sbagliato ed ingiusto non considerare universali, a disposizione di
tutti, ricchi e poveri, prestazioni di riconosciuta importanza come quelle di natura
riabilitativa ed odontoiatriche.
Gianni Peracchi
SPI Bergamo
Orazio Amboni
CGIL Bergamo