Dopo otto anni allo Spi di Bergamo
Un grazie di cuore

 

Il 13 novembre del 2000, il Direttivo comprensoriale mi eleggeva segretario generale dello Spi Cgil di Bergamo al posto di Maurizio Laini, completando, nella stessa seduta, il rinnovamento della segreteria con l’elezione di Cecilia Bonomi e Gianni Peracchi, che si aggiungevano a Francesco Viero, riconfermato. Il 13 novembre scorso dunque sono scaduti gli otto anni del mio mandato.

Vorrei qui ringraziare di cuore tutti coloro che hanno lavorato in questi anni per rendere lo Spi di Bergamo più forte (+ 18,95% di iscritti), più radicato (da 37 a 42 sedi), più autorevole (più accordi sottoscritti). Anche se ritengo che - con Fnp e Uilp - non siamo riusciti a sviluppare a pieno le nostre potenzialità rivendicative nel territorio e che ci siano spazi di possibile crescita, sono altrettanto convinto che oggi lo Spi sia un patrimonio di grande valore per i pensionati bergamaschi e parte fondamentale della stessa Cgil di Bergamo.

Insieme abbiamo lavorato per difendere il reddito delle pensioni, per tutelare la salute e sviluppare i servizi sociali, per conquistare nuovi fondi e servizi per le persone non autosufficienti, per un invecchiamento attivo e partecipato, per garantire agli anziani una vita dignitosa in una società solidale.

Sulla nostra strada abbiamo incontrato molti ostacoli e politiche non favorevoli, in particolare quelle dei governi di centrodestra, che a più riprese hanno tentato di dividere il sindacato e di mortificare le giuste aspettative di pensionati e lavoratori. Nella sua breve e tribolata stagione, il governo Prodi aveva tracciato un percorso di tutela delle pensioni - a cominciare dalla quattordicesima per le pensioni basse, data a tre milioni di persone - e istituito un primo fondo nazionale per la non autosufficienza. Conquiste messe in discussione dal nuovo governo Berlusconi, che le ha sostituite con misure discutibili e inferiori. Ad oggi, per i pensionati si prevede solo una carta "per i poveri" del valore di 40 € al mese, che riguarderà circa un milione di anziani.

Sotto l’incalzare della crisi finanziaria ed economica, le politiche del governo risultano insufficienti e sbagliate, mentre urgono misure immediate di sostegno ai redditi da lavoro e da pensione. E’ necessaria una politica di forte contrasto alla recessione produttiva e occupazionale che incombe anche sul nostro paese. Così come c’è bisogno di adeguate misure di protezione sociale per gli anziani. Per tutto questo è necessario l’impegno di ciascuno, nello Spi, nella Cgil e nel paese.

So che il vostro apporto non mancherà. Così come sono certo di lasciare lo Spi in mano a dirigenti all’altezza dei gravosi impegni che l’organizzazione è chiamata ad affrontare.

Un caloroso abbraccio e buona fortuna.

Edoardo Bano

 

Dal bimestrale "Spi Insieme" novembre-dicembre 2008

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