Alla redazione del quotidiano
Bergamo, 9 luglio 2001
Il dott. Saffioti, consigliere regionale di Forza Italia ed attento osservatore dei problemi della sanità, in particolare di quella regionale e locale, ha fornito, recentemente, un altro contributo che merita una riflessione. Sostiene infatti in una lettera pubblicata da lEco di Bergamo, che, in un contesto dove coabitano soggetti erogatori delle prestazioni - gli ospedali pubblici e privati - e soggetti che le acquistano per conto dei cittadini - i distretti - , le aziende sanitarie locali del sistema lombardo non dovrebbero avere alcun ruolo di contrattazione del volume e della qualità delle prestazioni e tantomeno funzioni di regolazione del sistema. La fonte prevalente, se non addirittura lunica, di regolazione del "mercato" sanitario risulterebbe - risulta - così essere lofferta delle prestazioni con conseguenze negative in termini della loro appropriatezza e del loro costo complessivo. Ma un sistema sanitario qualificato - è sempre utile ribadirlo - si caratterizza per una attenta analisi ed un approfondito studio dei bisogni - la domanda -, per poter costruire le risposte - lofferta - più appropriate, efficaci ed economiche possibili. Anche perché in questo caso la domanda non è mai pienamente consapevole, considerato che la medicina è una delle scienze più utili ed in evoluzione, ma presenta ancora ampi ambiti di incertezza e di approssimazione. Inoltre lipotesi di completa liberalizzazione del "mercato" sanitario affacciata dal dott. Saffioti non dovrebbe realizzarsi perché è la legge regionale, di cui non condivido né filosofia né impianto, che assegna tuttavia allAsl limportante funzione di contrattazione e di controllo dei volumi e della qualità delle prestazioni ospedaliere ed ambulatoriali del territorio. Il problema, caso mai, è quello della difficoltà, per non dire impossibilità, di assolvere effettivamente a tale compito da parte delle Asl. Distinti saluti. Per la segreteria SPI CGIL Bergamo |