| COMUNICATO STAMPA
Lo spazio maggiore di bit, nella sezione "enti pubblici", dell'archivio informatico dello SPI CGIL è occupato dalla Casa di riposo di Bergamo. Crediamo che siano più o meno nelle stesse condizioni gli archivi di Cisl e Uil e degli organi di informazione del nostro territorio. L'ultima importante notizia - dopo tante polemiche sui servizi o i disservizi della struttura, sulle lacune strutturali in bilancio accumulatesi negli ultimi due anni, denunciate anche dalle forze politiche di opposizione in città - riguarda lipotesi di un aumento delle rette. La notizia è trapelata in occasione del consiglio comunale straordinario su via Gleno tenutosi nei giorni scorsi, senza che vi sia stato, sullargomento, il minimo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei pensionati del territorio. A questo proposito avanziamo alcune schematiche considerazioni: Le tariffe ed i prezzi al consumo di beni e servizi in città e provincia sono già sufficientemente aumentate nel corso degli ultimi mesi. Contenere questo fronte significa, per il sindacato, tutelare concretamente i redditi di lavoratori e pensionati. Tra laltro in una situazione in cui, con linflazione che sale, le pensioni rischiano di subire una forte, ulteriore perdita del loro potere dacquisto. Si affaccia l'ipotesi di un aggiustamento del bilancio di Via Gleno scaricandone i costi sui pensionati e sui loro famigliari ma non si è data una organica risposta al problema, posto dai sindacati unitariamente, di ridefinire ruolo, vocazione, articolazione dei servizi della Casa di riposo di Bergamo nel contesto del suo territorio di riferimento, alla luce dei Piani di Zona previsti dalla legge di riforma dellassistenza. E sbagliato che la Casa di Riposo non intenda rivedere, minimamente, la politica degli appalti che, al di là delle opinioni sullopportunità o meno di ricorrere a queste forme di gestione, ha determinato un aumento sostanzioso dei costi e nessun miglioramento della quantità e della qualità dei servizi di vitto ed alloggio. Non è vero che le rette in questione sono del 25% inferiori al costo medio di quelle regionali. Infatti, la giornata di un non autosufficiente in Via Gleno costa oggi 35,50 euro contro la media regionale di 44,07 euro mentre quella di un parziale autosufficiente costa 31,80 euro contro la media regionale di 37.15 (i dati sono della Regione Lombardia anno 2002). Lo SPI CGIL, sicuramente con CISL e UIL che hanno a loro volta stigmatizzato lorientamento di voler aumentare le rette, chiederà un confronto con lAmministrazione della Casa di Riposo e con il Comune di Bergamo, in qualche misura responsabile ed azionista di maggioranza della più grande residenza sanitaria della nostra Provincia, riservandosi ogni iniziativa successiva che dovesse rendersi utile. Infine lo SPI CGIL completerà una ricerca nel territorio dalla quale, per ora, emergono dati preoccupanti sullaumento delle rette anche in molte altre Case di Riposo bergamasche, contestando nelle sedi più idonee questo ulteriore aggravio di costi per le famiglie. Per la segreteria SPI CGIL BergamoGianni Peracchi
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Bergamo, 15 novembre 2002 |
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