| A proposito
di rette e di costi delle case di riposo
Le dichiarazioni del direttore sociale dellAsl - rilasciate in occasione della illustrazione del "Primo quaderno di epidemiologia sanitaria" alla seconda commissione del consiglio provinciale e riportate da LEco di Bergamo il 18 maggio - certificano laumento del 2005 rispetto al 2004 delle rette delle case di riposo ed il continuo incremento dei costi sanitari sostenuti da queste strutture. Inoltre, quantificano nella misura del 42,3% dei costi complessivi delle Rsa il contributo che il servizio sanitario trasferisce loro tramite la Regione e poi le Asl. Dati ineccepibili, che vanno completati con altri due riferimenti importanti, non citati:
Ricordo che la normativa vigente prevede che la copertura dei costi delle case di riposo, a carico del sistema sanitario, sia pari al 50% del loro volume complessivo e ricordo anche che se questo contributo fosse stato e fosse erogato integralmente avremmo rette molto più contenute. Dunque, maggiori spese a carico degli utenti e, di fatto, minori contributi da parte del servizio sanitario e non mi si dica che la Regione spende in termini assoluti più degli altri anni, perché è un dato che falsifica la reale portata ed incidenza di questi finanziamenti e, di converso, la portata e lincidenza dei costi a carico dellutente. Voglio sottolinearlo perché questa argomentazione è stata utilizzata, in una recente occasione dallo stesso direttore sociale, per contestare la denuncia delle organizzazioni sindacali della diminuzione dei finanziamenti per i centri diurni integrati e, più in generale, del sottofinanziamento della spesa socio assistenziale e sanitaria delle nostra provincia. La realtà, purtroppo, è che in un sistema i cui costi aumentano e sono destinati ad aumentare ancora, le politiche attuate in Lombardia - a Bergamo in particolare - si sforzano di contenere principalmente le spese (storicizzazione dei trasferimenti, diminuzione delle risorse, assegnazione di budget e di tetti anche per i buoni per lADI) a carico del servizio pubblico. A carico degli utenti la differenza che si va facendo sempre più grande. Gianni Peracchi Bergamo, 18 maggio 2006 |