SPI-CGIL FNP-CISL UIL-UILP COMUNICATO STAMPA Il problemi del Gleno
Dopo aver detto no all'aumento del 20% delle rette all'inizio di quest'anno, dopo la contestazione della soppressione di alcuni servizi (podologo e parrucchiere, in precedenza compresi nella retta pagata dall'ospite), ci ritroviamo oggi una nuova e spiacevole sorpresa. Il Consiglio dAmministrazione pare infatti intenzionato ad incrementare ulteriormente del 5% le già onerose quote a carico del contribuente. Questi aumenti risultano ancora più fastidiosi per i seguenti motivi. I sindacati regionali avevano concordato, nel gennaio scorso, un aumento dei contributi alle case di riposo del 5,3%, con l'impegno che questo venisse posto in deduzione dalle rette praticate. Al Gleno questo non è stato fatto e quindi gli aumenti ottenuti, grazie all'azione del sindacato, sono finiti in toto nelle casse della Casa di riposo. Insomma, tra incrementi delle rette già fatti, aumenti dei contributi regionali ed aumento prospettato si può arrivare ad un più 30% di incremento delle entrate. Il tutto senza apportare alcuna modifica significativa alla qualità dei servizi resi agli ospiti. Anzi!!! Ma, soprattutto, senza intervenire in alcun modo (salvo qualche significativa riduzione di personale), sugli assetti strutturali che hanno segnato il grave deficit della più grande struttura residenziale di Bergamo: appalti; assenza di articolazione e diversificazione nel territorio dell'offerta di servizi e prestazioni. I sindacati dei pensionati rispediscono al mittente la proposta di un ulteriore incremento delle rette e si riservano azioni di coinvolgimento delle famiglie degli ospiti e di mobilitazione per trovare soluzioni alternative a quelle che vanno a gravare sempre e comunque sulle tasche dei cittadini e degli ospiti della struttura. Tutto questo in un contesto in cui si è scoperto che linflazione sta viaggiando su livelli ben più alti di quelli dichiarati fino a qualche giorno fa. Le segreterie territoriali |