Regione e anziani
Non paiono del tutto fondate le osservazioni, forse doverose in termini di ufficio, fatte dal Dott. Saffioti quando enfatizza loperato della regione Lombardia nei confronti delle persone anziane. Infatti, il sindacato sta da tempo chiedendo listituzione di un fondo nazionale e di uno regionale per la non autosufficienza senza, purtroppo, aver avuto ad oggi alcun riscontro positivo. Laumento del numero dei posti letto nelle case di riposo è, in parte, riconducibile allintervento del sindacato che ha contestato il Piano socio sanitario, laddove la regione ne prevedeva la diminuzione. Daltra parte, la concentrazione dei posti letto in lombardia, fatta rilevare dal Consigliere regionale di Forza Italia, cè oggi, cera ieri e probabilmente ci sarà ancora per molti anni, essendosi consolidata nel corso di decenni, fino a coprire quasi il 50% dellofferta nazionale. Per quanto riguarda lAssistenza domiciliare integrata, è in atto un progressivo abbandono della gestione diretta da parte della regione, funzionale probabilmente allobiettivo di diminuire i costi del sistema. Se però cè un incremento dei soggetti erogatori e del numero dei fruitori, è facile immaginare come una parte consistente dei costi si scarichino sugli utenti e sulle loro famiglie. Ad esempio, anche se non si tratta propriamente di assistenza integrata, la spesa sostenuta per le badanti è a totale carico delle famiglie. E poi, senza demonizzare i cosiddetti voucher, per un anziano è forse meglio un assegno in meno e qualche servizio in più. Quanto ai ticket, sembra quasi che si debba dire grazie a chi ha rivisto, dopo la forte mobilitazione dei pensionati, una parte di questa tassazione. Peccato che il generoso "benefattore" di oggi sia lo stesso che li ha introdotti, insieme alladdizionale Irpef, dopo che il governo nazionale aveva congelato le diminuzioni previste e poi aumentato i prezzi delle visite specialistiche. E utile anche ricordare che uno dei motivi addotti dalla regione per giustificare gli aumenti fu la necessità di reperire risorse, proprio per lesplosione (altro che oculata gestione del sistema ) della spesa sanitaria. Non parliamo poi delle procedure burocratiche e degli inutili costi "indiretti" - imposti per poter presentare la domanda di esenzione. Il Dott. Saffioti afferma, al riguardo, che un simile rilievo non dovrebbe venire da chi (la sinistra, parte della sinistra?), avrebbe il culto della burocrazia nel proprio codice genetico. Certo è però che la compagine politica cui appartiene il consigliere regionale sta dando prova a tutti i livelli di complicare, burocratizzare e centralizzare come non mai anche la più semplice delle attività amministrative. Infine il Dott. Saffioti attribuisce alle politiche attive della regione per i pensionati linvenzione della festa dei nonni. Una festa per le persone anziane può essere una buona idea, a condizione però che ci si ricordi di loro anche nei rimanenti 364 giorni dellanno. Tra aumenti dei prezzi, delle tariffe, delle rette delle case di riposo, ridimensionamento del potere dacquisto degli anziani e ridimensionamento dei servizi socio sanitari territoriali, vedo poco il segno di questa buona memoria. Gianni Peracchi Bergamo, 13 ottobre 2004 |