| A un anno dalla piattaforma dei pensionati si rilancia il confronto |
| È passato un anno dallapprovazione ufficiale della piattaforma unitaria dei sindacati pensionati provinciali di SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL che fissava le priorità della contrattazione in tema di accesso ai servizi, domiciliarità e politiche abitative, ma anche di liste dattesa e dimissioni in ospedale, centri per gli anziani e residenze sanitarie assistenziali. Dalla prossima settimana, dopo dodici mesi, si comincerà a fare un primo bilancio di quanto fatto fino ad ora: "Sono già una trentina gli incontri con Comuni, case di riposo e Asl che unitariamente i sindacati dei pensionati di Bergamo, da soli o con le confederazioni CGIL CISL e UIL, hanno effettuato tra la fine del 2007 e linizio del 2008" ha commentato Gianni Peracchi della segreteria provinciale dello SPI-CGIL. "Si tratta di un numero praticamente doppio rispetto agli incontri svolti nello stesso periodo del 2007". A Bergamo, grazie ai buoni rapporti unitari, la negoziazione territoriale va affermandosi sempre di più: gli ambiti in cui si sviluppa questo confronto sono molteplici, riguardano gli interessi e le tutele delle persone anziane come lassistenza sociale, i pasti a domicilio, lassistenza sanitaria domiciliare, le rette, la sicurezza, le tariffe e i servizi comunali, lICI, le addizionali e chiamano in causa almeno tre grandi sistemi, quello dei Comuni singoli o associati (ambiti per la gestione di alcuni servizi socio assistenziali), quello della sanità (ospedali, distretti, assistenza domiciliare) e quello delle case di riposo e dei centri diurni integrati. Dagli incontri degli ultimi mesi si sono ricavate informazioni e qualche positivo risultato: "Si pensi ai casi in cui limposizione locale è stata ridotta, come ad esempio nel comune di Bergamo, "congelata" o, comunque, contenuta come a Dalmine" continua Peracchi. "Oppure si pensi agli accordi sullutilizzo delle ISEE per laccesso alle prestazioni sociali (ad esempio a Ponteranica e Seriate), allampliamento dei servizi di assistenza a domicilio, al contenimento degli aumenti delle rette delle case di riposo (ad esempio a Treviglio). Oggi possiamo dire che le priorità di intervento dellazione sindacale sono quelle che mirano a far fronte allaumento di prezzi e delle tariffe, a partire dai costi e dalle rette nelle case di riposo e della domiciliarità. Il fenomeno delle badanti dovrà trovare, infatti, una qualche forma di aiuto e di incentivazione rispetto al passato. Ricordiamo che in una casa di riposo, per quanto onerosa sia la retta, vi è comunque una parte di costi coperta dal servizio sanitario nazionale. Per quanto riguarda lassistenza a casa operata da una badante, a parte qualche positiva esperienza che sta cominciando a crescere nel nostro territorio (Bergamo, Romano e Caravaggio), questi finanziamenti non ci sono. Infine, è sempre importante ricordare che siamo in attesa della legge che istituirà il fondo per la non autosufficienza". Lo SPI-CGIL nelle prossime settimane riprenderà il confronto anche con FNP e UIL, per aggiornare la piattaforma dello scorso anno, e con la confederazione per condividere il progetto di stesura di una piattaforma più generale che riguardi il complesso dei servizi socio assistenziali del nostro territorio.
Comunicato stampa del 25 marzo 2008
|