Persone e case di riposo
in bergamasca

 

Appendice

 

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Indice Appendice
a Testo del questionario base della ricerca
b Elenco delle RSA accreditate presso la Regione Lombardia al 31/12/98
1 "Carta dei diritti dell’anziano non autosufficiente"
Fondazione Zancan - Padova
2 Da: "Autonomia della persona e residenze per anziani"
di Antonio Censi

 

Appendice

a. Testo del questionario base della ricerca
Indagine conoscitiva sulle Case di riposo

 

 
Data ...
Compilatore ...
Casa di riposo ...
Indirizzo ...

Dove è collocata la Casa di riposo:

Centro storico
Semiperiferia
Periferia

Natura giuridica:

IPAB
Comunale
Privata
Privata - religiosa

Ospiti n° ...

Autosufficienti ...
NAT ...
NAP ...

Provenienza

Paese n° ...
USSL n° ...
Fuori provincia n°...

Età

< 60 anni ...
61 - 65 anni ...
66 - 75 anni ...
Oltre ...

Quante delle persone ricoverate avrebbero potuto restare a domicilio se opportunamente assistite? ...

Sono ospitati casi sociali? ...

Situazione familiare degli ospiti:

Con coniuge non ricoverato ...
Soli ...
Con figli ...

Anni di permanenza in Casa di riposo:

Da 0 a 1 ...
Da 1 a 2 ...
Da 2 a 5 ...
Oltre ...

Visite

Ricevono visite settimanali ...
Ricevono visite mensili ...
Ricevono visite 2-3 volte all’anno ...

Retta mensile

Autosufficienti ...
NAT ...
NAP ...

Che cosa comprende la retta (specificare)...

Quota sanitaria regionale

NAT ...
NAP ...

Riduzioni - differenziazioni per i residenti ...

Vengono richiesti altri contributi? ...

Se sì, per quali prestazioni e per quali importi (es. trasporto, lavaggio biancheria, assistenza notturna ecc.) ...

Esiste lista d’attesa? ...

Se sì, quante domande sono attualmente in giacenza? ...

Provenienza delle domande:

Paese n°.........................
Distretto/USSL n°..................
Fuori provincia n°..................

Bilancio anno 1995

Pareggio
Disavanzo
Attivo

Esistono convenzioni con cooperative? ...

Se sì, con quali e per quali servizi (specificare: pulizie, cucina, assistenza, ecc.) ...

Personale in servizio:

Totale n° ...

Laico n°…

Religioso n°…

ASA n°…

IP n°...

FKT n°…

Indicare per quante ore ...

Animatori con qualifica professionale n°...

Per quante ore...

Ausiliari servizi generali n°…

Medici n°...

Amministrativi n°...

Personale dipendente da cooperative n°...

Personale dipendente a tempo parziale n°..

Data prima domanda ...

Data ultima domanda ...

Criteri adottati per articolare la graduatoria della lista d’attesa: ...

Esiste un regolamento o delibera per l’organizzazione e funzionamento della Casa di riposo? ...

Se sì, chiedere copia

Da chi sono presentate le domande di ricovero:

Assistente sociale
Familiare
UVG
Altro

Sono previste visite alle strutture o colloqui informativi prima dell’accettazione?

No

Chi si presenta ...

L’ospite viene coinvolto, è presente alle visite o ai colloqui? ...

E’ prevista gradualità nell’inserimento ...

Informazioni principali richieste per l’ammissione (indicare priorità)

Sanitarie
Familiari
Personali

Tipo di tabella personale adottata ..

Vengono date informazioni al personale ASA sui nuovi ospiti? ...

Se sì, quali, quando e con quali modalità e chi lo fa ...

Vengono date informazioni al personale ASA sugli ospiti in generale? ...

Se sì, quali, quando, in quali occasioni e in che modo e chi lo fa ...

Chi cura i rapporti con le famiglie? ...

Per quali motivi vengono attivati e mantenuti i contatti con le famiglie? ...

All’interno della struttura ci sono spazi riservati all’incontro famiglie - ospiti? ...

Se sì, descrivere gli ambienti e dove sono ubicati ...

I familiari possono partecipare alle attività ricreative organizzate dalle Case di riposo? ...

Se sì, quante volte nel 1995 ...

Se sì, quali e in quali occasioni ...

Possono pranzare con gli ospiti?...

Se sì, quanti casi nel 1995 ...

Se sì, in quali occasioni ...

Gli ospiti possono tornare a casa per brevi periodi? ...

Se sì, quanti casi nel 1995 ...

Ci sono presenze di volontari? ...

Se sì, per quali attività ...

Sono singoli? ...

Fanno parte di associazioni? ...

Chi li coordina?...................

 

 

Note da parte del compilatore: ...

 

 

Sigle:

NAT = Non autosufficienti totali

NAP = Non autosufficienti parziali

ASA = Ausiliario socio assistenziale

IP = Infermiere professionale

FKT = Fisioterapista

 

 

 

Appendice

b. Elenco delle RSA

accreditate presso la Regione Lombardia al 31/12/98

 

Asl Denominazione Comune

Posti accreditati
a dicembre 1998

Tariffa giornaliera x ospite - 2° semestre

Remunerazione massima 98
Nat Nap Alzh. Tot. Nat Nap Alzh.
Bg Casa Albergo Honegger Albino 50 88   138 65.000 34.000   2.146.743.000
Bg Opera Pia Rota Almenno S.S. 72 3   75 65.000 34.000   1.645.518.000
Bg Martino Zanchi Alzano L. 34 41   75 65.000 34.000   1.239.621.000
Bg Filisetti Ardesio 20 12   32 65.000 34.000   587.582.000
Bg Centro Don Orione Bergamo 201 45   246 65.000 34.000   5.021.737.500
Bg Ist. Suore Cappuccine Bergamo 29 51   80 65.000 34.000   1.244.643.500
Bg OO.PP. Annesse Bergamo 340 130 20 490 65.000 34.000 88.000 9.730.330.000
Bg Sacro Cuore Bergamo 30 10   40 65.000 34.000   787.885.000
Bg S. Chiara Bergamo 13 20   33 65.000 34.000   524.497.500
Bg Casa di Riposo Brembate Sop. 80 100   180 65.000 34.000   2.958.000.000
Bg Ospitale Aresi Brignano 50 14   64 65.000 34.000   1.281.979.000
Bg Carlo Zanoncello Calcio 30 35   65 65.000 34.000   1.080.035.000
Bg Maria Immacolata Calvenzano 15 25   40 65.000 34.000   627.662.500
Bg Opera Ceruti Capriate S.G. 120 70   190 65.000 34.000   3.502.120.000
Bg S. Giuseppe Casnigo 40 44   84 65.000 34.000   1.408.884.000
Bg Serenità Cene 21 21   42 57.500 34.000   670.687.500
Bg Don Ciriaco Vezzoli Cividate al P. 32 52   84 65.000 34.000   1.323.432.000
Bg Sant’Andrea Clusone 54 33   87 65.000 34.000   1.593.483.000
Bg Vaglietti Corsini Cologno al S. 44 16   60 65.000 34.000   1.171.146.000
Bg Cav. Contessi Costa Volpino 35 20   55 65.000 34.000   1.016.582.500
Bg G. Scarpini Covo   27   27   34.000   315.522.000
Bg Osp. Civile Fontanella Fontanella 35 19   54 65.000 34.000   1.004.896.500
Bg I.P.A.B. Gandino Gandino 78 56   134 65.000 34.000   2.399.081.000
Bg S. Giuseppe Gazzaniga 20 28   48 65.000 34.000   774.558.000
Bg S. Giuseppe Gorlago 68 32   100 65.000 34.000   1.894.942.000
Bg Caprotti Zavaritt Gorle 22 15   37 65.000 34.000   667.375.000
Bg Milesi Gromo 24 11   35 65.000 34.000   665.366.000
Bg Madonna del Boldesico Grumello d. M. 35 5   40 65.000 34.000   841.292.500
Bg Casa Serena Leffe 24 50   74 65.000 34.000   1.121.120.000
Bg Martinoli Casa Serenità Lovere 44 29   73 65.000 34.000   1.323.064.000
Bg Francesco Balicco Martinengo 47 18   65 57.500 34.000   1.183.512.500
Bg S. Camillo Monasterolo 9 7   16 65.000 34.000   283.109.500
Bg I.P.A.B. Nembro Nembro 50 25   75 65.000 34.000   1.410.525.000
Bg Commissaria Pia Olmo Osio Sotto 20 12   32 65.000 34.000   587.582.000
Bg Piatti Venanzi Palosco 43 7   50 65.000 34.000   1.043.604.500
Bg Centro D. Stefano Palla Piazza Bremb. 65     65 65.000     1.453.887.500
Bg Casa Riposo Ponte S. Pietro   65   65   34.000   759.590.000
Bg Villa Serena Predore 15 7   22 65.000 34.000   417.314.500
Bg Opere P. Riun. Rubini Romano L. 21 19   40 65.000 34.000   691.751.500
Bg Oasi S. Pellegrino S. Pellegrino T.   41   41   34.000   479.126.000
Bg P. Faccanoni Sarnico 60 10   70 65.000 34.000   1.458.910.000
Bg Fondazione Piccinelli Scanzorosciate 132 46   178 65.000 34.000   3.490.066.000
Bg Villa Bartolomea Spada Schilpario 17 24   41 65.000 34.000   660.711.500
Bg I.P.A.B. Sovere Sovere 60 15   75 65.000 34.000   1.517.340.000
Bg I.P.A.B. Spirano Spirano 38     38 65.000     849.965.000
Bg Villa della Pace Stezzano 32 12   44 65.000 34.000   855.992.000
Bg Palazzolo Torre Boldone 85 28   113 65.000 34.000   2.228.445.500
Bg Parrocchia S. Pietro A. Trescore B. 25 11   36 65.000 34.000   687.733.500
Bg Consorzio Intercomun. Treviglio 120 21   141 65.000 34.000   2.929.506.000
Bg Istituto Ospitale Magri Urgnano 68 22   90 65.000 34.000   1.778.082.000
Bg S. Lorenzo Valbondione 10 10   20 65.000 34.000   340.535.000
Bg Brolis Giavazzi Verdello 40 17   57 65.000 34.000   1.093.362.000
Bg Card. Giorgio Gusmini Vertova 32 17 30 79 65.000 34.000 88.000 1.781.557.000
Bg S. Giuseppe Villa d’Adda 110 90   200 65.000 34.000   3.512.165.000
Bg Nobile Baglioni Villa D’Almè 25 20   45 65.000 34.000   792.907.500
Bg Opera Pia Caritas Zogno 70 20   90 58.500 34.000   1.646.040.000

 

 

 

Appendice

1. Diritti negati degli anziani
non autosufficienti

Fondazione Zancan - Padova

Lineamenti per una "Carta dei diritti dell’anziano non autosufficiente"

 

 

Premessa

L'anziano non autosufficiente è un soggetto in età avanzata che non può, in modo continuativo e permanente, gestire compiutamente se stesso, la propria vita, la propria persona.

Tale condizione non discende esclusivamente ed automaticamente dall’età, ma da incidenti, malattie fisiche o psichiche e loro sequele, nonché dal contesto socio economico e relazionale. Tale non autosufficienza si esprime con modalità ed esigenze ampiamente differenziate che richiedono interventi necessariamente personalizzati.

I diritti dell’anziano non autosufficiente sono quelli di ciascun altro individuo. Ma l’esigenza di una "Carta dei diritti" nasce dalla sua condizione di soggetto debole, vittima di frequenti abusi in famiglia, in ospedale, in comunità.

 

I diritti degli anziani non autosufficienti

(Con particolare riferimento agli articoli 2 - 3 della Costituzione)

1. Diritto alla vita e alla identità personale intesa come rispetto globale del suo vissuto, delle sue esigenze e aspirazioni;

2. diritto alla libertà: personale

diritto alla libertà: di domicilio

diritto alla libertà: di movimento

diritto alla libertà: di corrispondenza

diritto alla libertà: di pensiero

diritto alla libertà: di professione religiosa

diritto alla libertà: di opinioni politiche

diritto alla libertà: affettiva

diritto alla libertà: sessuale;

3. diritto alla informazione e alla partecipazione;

4. diritto al nome, alla immagine, alla riservatezza, all’onore, alla reputazione;

5. diritto alla salute, come prevenzione, cura e riabilitazione, a domicilio e in strutture sanitarie, ospedaliere e non ospedaliere, con trattamento individualizzato e rispettoso della sua personalità;

6. diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

 

Le fonti normative

L’articolo 2 della Costituzione precisa che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, come singolo e nelle formazioni sociali in cui svolge la sua personalità.

L’articolo 3 delinea un generale impegno pubblico a rimuovere ogni ostacolo, anche di ordine economico-sociale, allo svolgimento della personalità.

L’articolo 32 indica nella salute un fondamentale diritto di ogni individuo.

L’articolo 38 enuncia il diritto alla previdenza del lavoratore anche in caso di vecchiaia e all’assistenza per gli inabili al lavoro.

Qui è già in nuce tutta la problematica giuridica degli anziani (e degli anziani non autosufficienti): le "formazioni sociali" cui fa riferimento l’articolo 2 potrebbero essere la famiglia, il posto di lavoro (per l’anziano che lavora), l’ospedale, l’istituto, eccetera; l’impegno "pubblico" indicato dall’articolo 3 dovrebbe estendersi a tutti gli organi dello Stato (amministrativi e giudiziari) ma anche alle organizzazioni sociali. Il diritto alla salute riguarda tutti gli individui e in particolare gli anziani. La previdenza del lavoratore conduce alle questioni connesse alla materia pensionistica, all’assistenza agli inabili (e tra essi dovrebbero annoverarsi almeno una gran parte degli anziani), alle leggi assistenziali, alla (mancata) elaborazione di una legge quadro, alle leggi regionali.

 

Voci… Testimonianze… Denunce…

Noi, tutti, società civile, esperti e gente comune, davanti alle persone gravemente non autosufficienti ci chiediamo: "chi ci dà il diritto…?". Facciamo questo accogliendo le voci confuse che salgono verso di noi da quelli che reclamano per le loro esigenze non soddisfatte e per i loro diritti negati.

Questa domanda non è retorica, è per tutti. In particolare la si può però riferire a situazioni concrete:

1. la società nel suo complesso

2. la famiglia

3. le strutture assistenziali

4. le strutture sanitarie.

Ad ogni domanda corrisponde quindi un numero. E’ l’indicazione del luogo concreto a cui ci sembra debbano riferirsi più da vicino questi interrogativi. Sappiamo che tutto è legato, connesso, relazionato, ma è forse utile ascoltare queste domande collocandole in un contesto più preciso per dare un più giusto peso e valore.

 

Chi ci dà diritto…

Di dargli del tu e di chiamarlo nonno?
di usare il numero e non il nome per indicare la sua persona?
di chiamarlo con il nome della sua malattia?
di non usare i titoli che gli spettano?
di legarlo al letto?
di non accompagnarlo al bagno quando ne ha bisogno?
di decidere noi chi debba incontrare e chi no?
di vestirlo come vogliamo noi?
di mandarlo via di casa "per il suo bene"?
di fare pressioni perché decida quello che vogliamo noi?
di imporgli un nostro medico perché ci fa comodo?
di non accompagnarlo in giardino, quando si potrebbe, e ne avrebbe voglia?
di trasferirlo in modo coatto dove "c’è posto", lontano dalla sua casa, dai suoi parenti, dai suoi amici?
di tagliargli corti i capelli?
di imporgli una divisa da malato?
di farlo vivere solo tra vecchi?
di farlo vivere in un ambiente anonimo, squallido, dove si perdono identità e riferimenti?
di farlo vivere come in una caserma, dove ci si perde, perché tutte le stanze sono uguali?

Chi ci dà diritto…

di farlo dormire in una camerata con altre dieci, venti, cinquanta persone, che si disturbano a vicenda?
di non tollerare che non abbia la nostra religione, che ne abbia una sua, o non ne abbia affatto?
di disprezzare qualsiasi cosa dica?
di trattarlo come un imbecille quando ha la testa a posto?
di non dargli ascolto quando esprime il suo parere sulle cose che lo riguardano direttamente?
di fotografarlo ed usare la sua immagine senza il suo permesso?
di usare la sua faccia oggi che è solo e abbandonato, per dire che i vecchi sono tutti così?

 

Chi ci dà diritto…

di dimenticarci che è una persona sempre, nonostante sia vecchia?
di considerarlo meno perché malato e non produttivo?
di negargli una vita affettiva piena per quelle che sono le sue capacità?
di non fargli conoscere ciò che vorrebbe e potrebbe essergli utile?

 

Chi ci dà diritto…

di spogliarlo nudo davanti agli altri?
di non lasciarlo in pace neppure in bagno?
di impedire, di fatto, ai suoi cari di andarlo a trovare?
di non andarlo mai a trovare?
di dargli ciò di cui ha bisogno solo se ci dà dei soldi?
o solo se ci fa eredi?

 

Chi ci dà diritto…

di non curarlo perché è inguaribile?
di non aiutarlo a mantenere lo stato di salute che gli resta?
di rompere rapporti, legami, canali che lo tenevano vivo questo mondo?
di farlo diventare un cronico, paralizzato, perché non è iniziata subito la riabilitazione?
di considerarlo solo un "pesante carico di lavoro"?
di cacciarlo via dall’ospedale perché, anche se malato, si fa finta che sia "sano"?
di progettare solo bagni per "sani autosufficienti"?
di trascuralo, in quanto non sarebbe un caso scientificamente interessante?
di mandarlo via perché costa troppo al servizio sanitario nazionale?
di non rispettare le leggi che tutelano il diritto alla salute, alle cure senza limiti di durata, per lui e per ogni cittadino?

 

Chi ci dà diritto…

di farlo vivere dove non dovrebbe, dove non ha le cure e l’assistenza necessaria, di cui ha diritto?
di farlo anche pagare, quando non dovrebbe?
di rimandare a lungo la visita per l’assegno di accompagnamento?
di far passare anni prima della concessione dell’assegno?
di ritardare le pratiche burocratiche al punto che quando l’assegno arriverà, sarà già morto?
di trascurare la sua preferenza a vivere a casa?
di lasciarlo vivere in una casa non attrezzata per la sua sopravvivenza, ora che non è più autosufficiente?
di non considerare che abbandonare la casa, per molti, vuol dire morire prima?
di non capire che tornare a casa ed essere curati è spesso un modo per vivere meglio e più a lungo?
di negargli gli ausilii, la carrozzella, la poltrona, che gli permetterebbero di vivere meglio?
di non applicare le leggi sulle barriere architettoniche?

 

Chi ci dà diritto…

Di risparmiare togliendo a lui ciò di cui ha diritto?
di pretendere soldi e garanzie dai suoi parenti, quando solo lui - a norma di legge - potrebbe chiederli a loro?
di non considerare tutti i contributi che ha pagato - a norma di legge - perché fosse tutelato da vecchio, anche se non autosufficiente?
di curarlo come pensiamo noi senza nemmeno consultare medici e personale qualificato?
di trattarlo come un animale da esperimento senza chiedere il suo consenso?
di fargli perdere la continuità delle cure?
di rifiutargli un trattamento sanitario che si riserva invece ai giovani con la stessa malattia?
di non dargli da mangiare o da bere quando non può farlo da solo?
di non aiutarlo a muoversi nel letto?
di non avere quelle piccole attenzioni che possono evitargli le piaghe da decubito?
di invocare le regole dell’igiene e dell’organizzazione per non fargli incontrare persone, solo perché non è un pagante?
di impedire ai suoi cari di entrare e di stare con lui proprio mentre sta per morire?
di non farlo morire con dignità?
di non trattare il suo dolore perché secondo noi non è un problema?
di trascurare l’igiene necessaria ad evitare le infezioni ospedaliere?
di non aiutarlo nell’igiene personale?
di usare il catetere più per ridurre il carico di lavoro che per una reale necessità?
di farlo stare a letto, anche quando potrebbe alzarsi con un po’ di aiuto?
di accanirci con trattamenti eccezionali, contro il suo parere?
di non mandare a casa sua lo specialista e l’attrezzatura di cui ha bisogno - costringendolo all’ospedale - quando a domicilio avremmo risultati migliori, spendendo meno?
di non far nulla, o poco, o meno, perché tanto "è vecchio"?
di dargli sonniferi e tranquillanti più per nostro comodo che per sua necessità?
di dirgli "no" quando potremmo e dovremmo dirgli "sì"?

Tutto quello che precede è l’eco confusa di un insieme di diritti e di esigenze degli anziani cronici non autosufficienti. Non c’è pretesa di esaurire o classificare in modo rigido l’insorgere di queste domande. Le abbiamo riportate perché quest’eco si senta più forte, perché gli interrogativi proposti siano più largamente ascoltati. Molte altre cose sono da aggiungere, molte altre voci da ascoltare. Chi ha incontrato degli anziani non autosufficienti, sa che tutto quello che è scritto in questi "lineamenti per una Carta dei diritti dell’anziano non autosufficiente" è un accenno, un tentativo di raccogliere dei frammenti. Le cifre, le condizioni obiettive, le contraddizioni tra dettato legislativo e attuazione concreta rendono attuale e necessaria la questione dei diritti degli anziani non autosufficienti.

 

Forme di tutela giuridiche ed extragiuridiche

Porre la questione dei diritti vuol dire anche porre quella delle necessarie forme di tutela che sarà possibile suddividere in giuridiche ed extragiuridiche.

Circa le forme di tutela giuridica, va segnalata l’inadeguatezza dell’ordinamento di fronte alle attese dei diritti enunciati. Si pensi che difficilmente l’anziano non autosufficiente è in grado di esercitare tali diritti da sé, e che la risposta fornita è solo quella della tutela e della curatela, caratterizzate da rigide determinazioni, limitando le capacità dell’anziano in un’ottica prevalentemente patrimonialistica.

In ambito penale va segnalata la scarsità delle ipotesi di reato di fronte alla violazione dei diritti e l’estrema difficoltà di accertare le singole responsabilità.

La giurisdizione civile è, per altro, prevalentemente, se non esclusivamente, indirizzata al risarcimento del danno, là dove l’esigenza del non autosufficiente è quella di veder paralizzati tempestivamente determinati comportamenti lesivi, affinché siano eseguite le prestazioni dovute. Solo parzialmente potrà rispondere a tali esigenze un uso più ampio (ma assai discusso e combattuto) del procedimento di urgenza (ex art. 700 C.P.C.).

Anche la tutela davanti al giudice amministrativo appare inadeguata a causa delle lungaggini e dei costi relativi, nonché in relazione all’insufficienza delle risposte alle esigenze da soddisfare.

Di particolare interesse risulta invece la proposta di una riforma dell’ordinamento che preveda la figura del "pubblico tutore" non più solo per il minore ma, più generalmente, per i non autosufficienti. In questo modo il sistema di garanzie giuridiche potrebbe non essere eccessivamente vincolato alla tutela dei beni e del patrimonio, offrendo con continuità e senza interruzioni, sostegno nella difesa dei diritti a cittadini che non possono farlo pienamente in proprio.

Circa le forme di tutela extragiuridica possono indicarsi quelle attuate:

per iniziativa dei cittadini che coinvolti non possono abbandonare a se stessi altri, in situazione di assoluta necessità;
per iniziativa della stampa, dei mezzi di comunicazione di massa, che possono far conoscere tempestivamente fatti, episodi, violazioni, nuove esperienze, posizioni innovative;
per iniziativa dei sindacati, delle associazioni territoriali e di categoria, quale stimolo e vigilanza anche istituzionale;
per iniziativa del volontariato, delle famiglie, delle forme spontanee di aggregazione sociale, per una stretta connessione delle relazioni umane, sociali e affettive;
per iniziativa del mondo scientifico e culturale che può indirizzare enormi risorse verso la risoluzione delle emergenze umane, sociali, culturali, sanitarie e relazionali proprie dei non autosufficienti.

 

Che dire quindi sui diritti degli anziani non autosufficienti?

Individui ed istituzioni che entrino in contatto con questi soggetti più deboli possono direttamente e indirettamente, ledere i loro diritti. Sia la famiglia che le strutture assistenziali e sanitarie - sia come istituzioni in quanto tali, sia come singoli che ne costituiscono l’organico - sono chiamati in causa dal richiamo ai diritti degli anziani non autosufficienti. La responsabilità sociale, politica, culturale resta significativa.

Le leggi tuttora in vigore sono cogenti per ciascuno e per ogni livello istituzionale e organizzativo. La legislazione vigente potrà essere trasformata, migliorata, corretta, ma ciò che dovrà avvenire anche attraverso atti legislativi, e non solo amministrativi.

Sono quindi da auspicare:

la riforma dell’assistenza, che dia certezze al settore socio-assistenziale;
la definizione operativa di servizi sanitari adeguati in termini di rete, anche realizzando strutture sanitarie intermedie che, valorizzando le esperienze sociali e sanitarie fin qui sperimentate, integrino attività sociali e sanitarie, territoriali e ospedaliere in un sistema di interventi globali a favore della persona non autosufficiente, a carico del fondo sanitario nazionale;
la riforma della disciplina della tutela e curatela contenuta nel codice civile: ove l’anziano non sia in grado di gestire se stesso e tutelare da sé i propri diritti, è necessario individuare un soggetto che difenda tali diritti o lo rappresenti in giudizio.

Ogni tutela e curatela sono caratterizzate da eccessiva rigidezza e sono comunque ispirate ad una logica patrimoniale: la riforma dovrà individuare strumenti assai più agili e snelli e volti alla protezione della persona e dei suoi diritti fondamentali, prima ancora che alla difesa del suo patrimonio.

 

 

 

Appendice

Da "Autonomia della persona
e residenze per anziani"

di Antonio Censi
in Qualità Equità n.12/1998

Sentirsi a casa, secondo Philippe Dehan, autore di un bel manuale sull’habitat delle persone anziane1, significa ad esempio:

1. Pagare un affitto e soltanto le prestazioni assistenziali di cui si fruisce. Il principio della retta tutto compreso, sottrae alla persona la possibilità di decidere e di conseguenza le responsabilità.

2. Occuparsi della stanza, delle pulizie, della cucina, del bucato; se necessario ci si fa aiutare dai familiari o da una domestica.

3. Mantenere la propria privacy: la camera può essere chiusa a chiave, e i visitatori (familiari o personale) bussano o suonano prima di entrare.

4. Usufruire di uno spazio abitativo esclusivo. Ciò significa che le camere doppie o a più posti andrebbero abolite o ridotte di numero per rispettare eventuali necessità di coabitazione non solo tra coniugi.

5. Restare nella propria camera anche in caso di peggioramento delle condizioni di salute evitando sia il trasferimento interno sia il ricovero in una struttura più attrezzata.

6. Essere assistito da personale che non indossa la divisa. A che serve una architettura domestica se il personale indossa camici bianchi?

7. Organizzare lo spazio abitativo in funzione delle proprie abitudini e dei propri gusti.

8. Conservare i propri mobili e acquistare, solo se necessario, un letto medico.

9. Utilizzare liberamente gli spazi collettivi.

10. Essere libero di rispettare le prescrizioni mediche e di poter fumare (in zone riservate ai fumatori).

11. Poter scegliere il menù.

12. Tenere un animale domestico.

 

 

Convegno del 26 maggio 1999
Bergamo, Casa del Giovane

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