| " Se
immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate vengono tolti la sua casa, le sue
abitudini, i suoi abiti, tutto in fine, letteralmente quanto possiede: sarà un uomo
vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e di discernimento, poiché
accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso"
(Primo Levi: Se questo è un uomo)
IL PARADOSSO DELLA FILOSOFIA MODERNA E':
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Assicurare longevità
alle persone senza garantire la vivibilità |
 |
Perseguire la
differenziazione qualitativa che riconosce ciascuna persona protagonista della propria
vita |
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Predicare, governare
il processo di invecchiamento |
NELLA REALTA' SI CONSOLIDA:
 |
Una cultura
assistenziale pessimistica, medicalizzante |
 |
Una cultura che tende
spesso al disimpegno, all'indifferenza verso l'umanizzazione dei servizi rivolti alle
persone anziane |
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Un pensiero diffuso,
forse in aumento, rassegnato, resistente al cambiamento |
 |
Un pensare comune e
generalizzato più amico delle maschere che dei volti nel quale gli anni vengono quasi
sempre intesi come "FATTORI CONTRO" |
A QUESTO ATTEGGIAMENTO DOBBIAMO CONTRAPPORRE CON FORZA UN ATTEGGIAMENTO
POSITIVO:
 |
Più operativo e meno
normativo |
 |
Più attento
all'ESSERE e meno al DOVER ESSERE |
 |
Più rispettoso delle
diversità, anche di quelle scomode e più allusive di altre, al lato notturno
dell'esistenza |
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Più capace di
empatia, soprattutto verso esistenze tolte dal mondo, bloccate sul presente, rubate alle
rete protettiva degli affetti |
SUL PIANO POLITICO DOBBIAMO ATTUARE UN PROGETTO ATTENTO A:
 |
Promuovere e
conservare l'autonomia della persona anziana |
 |
Mantenerla nel suo
ambiente di vita e di relazione |
 |
Realizzare la
domiciliarità |
Tutto questo è contenuto nel Progetto Obiettivo Anziani nazionale e
regionale.
Esso può essere considerato tra i più innovativi ma anche tra i più
disattesi.
IL P.O.A. E' TRA I PIU' INNOVATIVI
Perché:
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Presta molta
attenzione alle metodologie di comprensione delle diversità |
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Tende a supportare
nella terapia e nell'approccio ciò che rimane piuttosto di ciò che la persona ha perso |
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Ribadisce il diritto
di ciascuno a vivere dignitosamente ogni giorno della propria vita, soprattutto a vivere
dignitosamente il lato notturno della serenità compromessa |
IL P.O.A. E' TRA I PIU' DISATTESI
Perché:
 |
Nella nostra società
bisogni e servizi viaggiano ancora troppo spesso su linee separate, addirittura parallele |
 |
La politica
domiciliare è poco sviluppata e qualificata |
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Le strutture
residenziali sono mediamente poco qualificate, distribuite sul territorio in modo
disomogeneo e ricoveri impropri risultano frequenti |
E' POSSIBILE IL SUPERAMENTO DELLA CASA DI RIPOSO?
In Italia si registrano più di 200.000 anziani ricoverati, dei quali
40.000 in Lombardia e 5.000 nella provincia di Bergamo
Nel mondo occidentale, fino agli anni '70, è stata fortemente
incrementata la logica delle istituzioni totali che ricoveravano malati di mente,
handicappati, minori in difficoltà
Con leggi più aperte e maggiori risorse si è avviato un processo di
servizi, interventi aperti sul territorio
A tale processo non ha fatto riscontro tutta l'area delle persone
anziane compromesse che invece è andata aumentando
Forse un giorno guarderemo con occhio critico questo momento storico
che addirittura vede il business dei servizi residenziali per anziani.
La logica del mercato ha scoperto le residenze azzurre, dorate, ecc.
E' una grande scommessa impostare la qualità della vita a partire
dalla popolazione anziana
MA INTANTO
 |
Dobbiamo
realisticamente migliorare le case di riposo che esistono |
 |
Dobbiamo alzare il
livello della vita delle persone accolte e di quelle che entreranno |
La ricerca dello SPI è già un modo per migliorare le Case di Riposo
PERCHE'
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Ha saputo guardare
dentro, nel "buco nero", nel cuore dell'organizzazione |
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Rappresenta una
denuncia coraggiosa e credibile, perché documentata, del pensiero di reclusione delle
nostre Case di Riposo |
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È la traduzione
dell'ascolto e della registrazione degli spazi della NON-VITA |
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Colma il vuoto di
altri Enti più deputati, sulla carta, a promuovere cultura in materia |
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Ha spessore perché
rappresenta un campione significativo e rappresentativo della realtà provinciale |
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Analizza 45 Casa di
Riposo su un totale di 60 |
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Analizza 3.500 ospiti
su un totale di 5.000 |
 |
Analizza il 70% dei
Ricoverati |
2° PARTE
L'ORGANIZZAZIONE DELLE CASE DI RIPOSO NELLA NOSTRA PROVINCIA
SITUAZIONE ORGANIZZATIVA DELLE STRUTTURE RESIDENZIALI
AL 31/3/1999
Autorizzazione |
Permanente |
Pluriennale |
Provvisoria con Piano Programma |
In Istruttoria |
Totale |
Servizio |
Casa
Albergo |
1 |
3 |
/ |
3 |
7 |
RSA |
11 |
19 |
25 |
5 |
60 |
Questo quadro, immobile fino a due/tre anni fa, si è finalmente messo
in movimento fino a raggiungere la situazione discreta qui presentata:
 |
In pratica il 50%
delle RSA ha ottenuto una autorizzazione permanente o pluriennale |
 |
Il 40% ha
sottoscritto piani programma, quasi tutti garantiti da copertura finanziaria |
E' stato un processo lento a mettersi in moto perché si trattava di
reperire ingenti mezzi finanziari senza incidere sulle rette.
Da alcuni anni e ancora per un certo periodo molte strutture sono veri
e propri cantieri aperti con disagi che si possono immaginare.
COME SARANNO DOMANI LE CASE DI RIPOSO?
Saranno RSA non inferiori ai 40 posti letto e non superiori a 150 posti
letto, suddivisi in nuclei abitativi di 20 posti letto ciascuno.
In ogni nucleo deve essere previsto quanto è possibile per vivere in
una casa appena più grande del normale.
| Si chiamano: Residenze
Sanitarie
Assistite |
= case
= forte richiamo medico/ospedaliero
= collegate al significato dell'accudimento, del prendersi cura |
| RSA |
=
struttura per anziani non assistibili a domicilio e che richiedono un trattamento
continuo, finalizzata a fornire accoglienza, prestazioni sanitarie, assistenziali e di
recupero a persone prevalentemente non autosufficienti. |
SITUAZIONE DELLE RSA BERGAMASCHE
DAL PUNTO DI VISTA GESTIONALE
La situazione sembra migliore perché quasi tutte ormai dichiarano di
possedere standard programmatori
Ciò equivale ad avere dalla Regione il massimo del contributo
giornaliero che corrisponde a L. 65.000/giorno per ogni NAT, che si integra alla retta in
vigore, variabile da un minimo di L. 45.000-50.000 a un massimo di L.
100.000-120.000/giorno
Situazione migliore almeno in teoria, perché la realtà è molto
complessa:
 |
Sia perché molti
anziani figurano autosufficienti o parzialmente non autosufficienti, ma nella realtà sono
diventati progressivamente non autosufficienti totali, senza l'adeguamento degli standard
previsti |
 |
Sia perché in ogni
caso gli standard programmatori non risultano più sufficienti a garantire alla persona
tempi più umani (accudimento, imboccamento, relazione personale: es. giovane affetta da
morbo di Alzheimer) |
ALCUNE OSSERVAZIONI RELATIVE ALLA EVOLUZIONE ORGANIZZATIVA DELLE CASE
DI RIPOSO:
UNA PRIMA CARATTERISTICA DELLE RSA ODIERNE PUÒ ESSERE RIFERITA ALLA
COMPLESSITÀ
prima del PSA si registrava pressappoco questo quadro:
 |
poche figure
assistenziali |
 |
personale religioso
presente 24 ore su 24 |
 |
alcuni laici a
livello esecutivo |
 |
alcuni volontari |
 |
il medico condotto
che passava ogni tanto |
 |
nessuna
documentazione relativa alla storia clinica degli ospiti (vedi cartelle cliniche) |
Dopo la graduale realizzazione degli specifici obiettivi del PSA, si
può trovare questa nuova realtà:
 |
personale ASA in
rapporto 1/3 |
 |
infermieri
professionali |
 |
terapisti della
riabilitazione |
 |
animatori/educatori |
 |
direttore sanitario |
 |
medici specialisti |
 |
figure amministrative
e dei servizi generali |
SI È PASSATI, CIOÈ, DALLA
SEMPLICITÀ ALLA COMPLESSITÀ
COME E' GOVERNATA QUESTA COMPLESSITA'?
Una ricerca della Provincia di Bergamo, che risale a 4 anni fa, ha
messo in evidenza molte situazioni diversificate, e precisamente:
 |
un governo del
presidente "padre-padrone", con inevitabile confusione di ruoli |
 |
un governo di tipo
amministrativo, nelle mani del Direttore/Segretario che fa quadrare i conti, guida bene i
processi amministrativi, ma è lontano dalle esigenze reali degli ospiti. |
 |
Una guida
prevalentemente sanitaria, affidata al Direttore sanitario o ad una figura paramedica, che
rischia di accentuare gli aspetti ospedalieri |
 |
Un governo a doppio
binario sanitario e amministrativo, con logiche spesso parallele, quando non
contraddittorie |
 |
Non si è riscontrata
nessuna direzione di tipo sociale |
QUALE FIGURA DI DIRETTORE TIPO PER LE RSA?
 |
Una figura ideale non
esiste nella realtà, anche se va di moda la figura del manager pubblico, ma bisogna
formare una nuova cultura per formarlo, in tutti i campi |
 |
In futuro è
necessario investire risorse per preparare dirigenti polivalenti, in grado di assumere
competenza socio-sanitaria, nel contesto delle RSA, organizzate a nuclei |
 |
Sul
"mercato" sono disponibili Direttori sanitari, crescono soprattutto Direttori
sanitari donne, capaci di trasferire la loro sensibilità sociale nel sanitario, con
ottimi risultati |
 |
In ogni caso, di
fronte alla varietà e alla complessità delle situazioni e delle funzioni, la strada da
seguire è il lavoro collegiale, una comunicazione circolare chiara e sistematica tra i
diversi livelli decisionali, amministrativo, sanitario e politico/istituzionale |
UNA SECONDA CARATTERISTICA DELLE RSA BERGAMASCHE SI RIFERISCE ALLA LORO
DIMENSIONE, IN GENERE MEDIO/PICCOLA
 |
La maggior parte va
dalle 40/60 alle 100 unità di ospiti |
 |
Una parte dalle 100
alle 200 unità |
 |
Poche superano i 200
posti letto |
 |
Una sola è superiore
ai 400 posti letto |
Questo quadro, molto diverso da quello cremonese ad es., rappresenta
una opportunità che favorisce la vivibilità dell'ambiente, il governo della situazione e
soprattutto è una buona premessa per costruire un clima familiare, umano, caldo e
accogliente.
3° PARTE
QUALI OPZIONI STRATEGICHE PER LE RSA?
Accennerò, sia pure per sommi capi, ad alcuni obiettivi strategici che
le nostre RSA bergamasche devono, in modo individuale e/o collettivo, perseguire per
raggiungere la più alta qualità della vita possibile da garantire alle persone anziane
ricoverate.
1° OBIETTIVO:
le RSA devono saper compiere un salto di qualità sul piano
organizzativo. Precisiamo che:
 |
Organizzazione
significa organismo vitale, dinamico, in continuo cambiamento.
|
Le RSA stanno trasformandosi, da struttura semplice a struttura
complessa, ma non devono dimenticare che la persona ha il primato sulle regole
comunitarie.
 |
Organizzazione
significa definizione chiara e distinta dei ruoli ricoperti da ciascuna figura operativa,
ai vari livelli politico/istituzionale/gestionale |
 |
Organizzazione
significa capacità di lavorare sistematicamente in équipe, nella consapevolezza che
ciascuna figura della organizzazione è importante, ma la figura centrale è quella
dell'ausiliario socio/assistenziale, perché è l'operatore che conosce di più l'anziano
ricoverato, in quanto vi trascorre la maggior parte del tempo. |
 |
Organizzazione
significa: |
 |
Chiarezza delle
regole comunitarie |
 |
Trasparenza delle
procedure |
 |
Condivisione dei
canali di comunicazione |
 |
Tutto comunque
subordinato alle prioritarie esigenze delle persone anziane ricoverate |
II OBIETTIVO: LE RSA DEVONO ESSERE CAPACI DI UNIRSI IN ASSOCIAZIONE,
PER
 |
Uscire dal loro
deleterio isolamento, cessare di essere monadi disperse nell'universo territoriale dei
servizi, per cercare collegamenti, alleanze, intese, patti e convenzioni per gestire
sempre più servizi comuni |
 |
Favorire scambi di
conoscenze, metodi e tecniche di lavoro attingendo al meglio dalle esperienze di ciascuno |
 |
Essere interlocutori
credibili, perché organizzati in associazione, presso la Regione, la Provincia, l'ASL, le
Aziende ospedaliere, ecc. |
 |
Rapportarsi sul
mercato (acquisto medicinali, ausili sanitari, ecc.) in modo unitario e contrattualmente
forte per compiere economie di scala e concorrere così a ridurre i costi e quindi a
diminuire le rette |
 |
Promuovere un
coordinamento amministrativo autonomo fra più RSA nel medesimo Distretto, facendo leva su
figure preparate a gestire le IPAB, non ricorrendo quindi esclusivamente ai ruoli
pubblici, come fino ad oggi è accaduto |
 |
Favorire
scambi/prestiti di operatori, quando necessario |
 |
Promuovere in modo
unitario convegni, scambi culturali, domande formative
|
III OBIETTIVO: LE RSA, RISORSA PER LA RESIDENZIALITA' PROTETTA,
A VALENZA COMUNALE E ZONALE
 |
Perché in grado di
accogliere gli anziani in modo definitivo |
 |
Per periodi
stagionali, durante l'inverno, nella stagione estiva |
 |
Per sostenere
situazioni di emergenza, per rendere ancora possibile il ritorno in famiglia |
 |
Per alleviare il
gravoso lavoro delle famiglie che assistono a domicilio persone NAT (posti di sollievo) |
RSA dunque non più o non soltanto per ricoveri permanenti, da ultima
tragica spiaggia della vita, ma anche per ricoveri temporanei che contemplano in modo
serio il ritorno a casa.
Tutto questo esige:
 |
Da parte delle RSA
una grande faticosa ma indispensabile flessibilità organizzativa, che ha i suoi gravi
costi |
 |
Da parte
dell'ASL/Distretto una collaudata organizzazione per fungere da filtro della domanda di
ricovero, da mediazione fra diverse agenzie coinvolte, da coordinatore delle diverse
competenze coinvolte |
 |
Da parte degli
ospedali e/o strutture di lungodegenza viene richiesta una sorta di reciprocità, di
sinergia; devono cessare di agire come inesorabili "buttafuori" delle persone
anziane scomode, e porsi come enti responsabili e collaboranti, capaci di tessere alleanze
che alla lunga pagano (perché spesso le dimissioni ospedaliere affrettate, in nome della
famosa D.G.R., si ritorcono come boomerang, con costi sanitari altissimi) |
IV OBIETTIVO: LE RSA RISORSA PER UNA POLITICA DELLA DOMICILIARITA'
Le RSA, se ben organizzate, possono:
 |
Gestire, tramite
convenzione con i Comuni, l'assistenza domiciliare |
 |
Collaborare con l'ASL
per l'ADI |
 |
Avviare e gestire
Centri Diurni Integrati, riducendo o comunque rinviando il ricorso alla Casa di Riposo |
 |
Offrire al territorio
alcuni servizi, come ad es. fisioterapia, prelievi ematici, misurazione di pressione
arteriosa, ecc. |
 |
Fornire agli anziani
del territorio o a persone in difficoltà i pasti a domicilio, ecc. |
Le RSA hanno infatti:
 |
Competenza specifica
per garantire adeguata e diversificata assistenza agli anziani |
 |
Continuità di
assistenza nelle 24 ore della giornata, per tutto l'anno solare |
 |
In sintonia e
collaborazione con le Unità di valutazione geriatrica (UVG) distrettuali, possono offrire
risposte diversificate, dove il ricovero può essere considerato l'ultima e nemmeno
definitiva alternativa |
V OBIETTIVO: LE RSA DEVONO RICHIEDERE CON URGENZA ALL'ASL L'ATTIVAZIONE
DELL'UVG, ALMENO, A TITOLO SPERIMENTALE, IN ALCUNE ZONE DELLA PROVINCIA, SENZA ATTENDERE
CHE TUTTI I 14 DISTRETTI DEBBANO ESSERE PRONTI A PARTIRE.
L'ASL di Bergamo risulta in grave ritardo rispetto alle altre province
lombarde su questo servizio.
Tale UVG deve comprendere, oltre a figure previste dal Piano regionale,
il Direttore sanitario delle RSA interessate (non si entra in casa d'altri senza conoscere
il clima che vi si respira, senza tener conto dei diversi problemi della organizzazione).
L'UVG deve soprattutto rispettare i criteri di:
1) territorialità
2) gravità
3) urgenza.
VI OBIETTIVO: LE RSA DEVONO, ALMENO IN PARTE, SPECIALIZZARSI
NELL'ACCOGLIENZA DI ALCUNE TIPOLOGIE DI PERSONE ANZIANE
 |
Malati di Alzheimer |
 |
Pazienti psichiatrici
cronici |
 |
Comi vigili |
Specializzazione peraltro da non
esasperare troppo per non riprodurre la logica della ghettizzazione di lontana memoria
VII OBIETTIVO : LE RSA DEVONO GOVERNARE IN MODO UNITARIO IL PROBLEMA
DELLE RETTE, SENZA NESSUNA PRETESA DI OMOLOGAZIONE
Non è possibile tollerare ancora a lungo l'attuale sperequazione a
fronte di entrate:
 |
Uguali da parte della
Regione |
 |
Disomogenee e
discriminati da parte degli ospiti (rette) |
Il problema può essere affrontato in maniera responsabile da parte:
 |
Delle RSA unite in
associazione e in grado di ridurre i costi gestionali |
 |
Della Regione e
dell'ASL, chiamata ad offrire incentivi che incrocino qualità dei servizi e costo-retta |
Bisogna peraltro riconoscere la preziosa azione delle OOSS in questi
anni sul fronte finanziamenti pubblici a rilievo sanitario e riduzione rette per gli
ospiti, destinata in prospettiva a porre a carico del Ministero della Sanità (e quindi
della Regione) tutto l'onere sanitario, che rappresenta sicuramente 2/3 dei costi
gestionali
VIII OBIETTIVO: DEVONO ESSERE MODIFICATI VERSO L'ALTO GLI STANDARD
PROGRAMMATORI GESTIONALI
Gli attuali standard programmatori, ormai generalmente garantiti in
quasi tutte le RSA provinciali, non sono più sufficienti ad assicurare una presa in
carico dignitosa della persona NAT, che giunge in RSA in modo molto compromesso.
In particolare è necessario modificare l'attuale rapporto:
 |
ASA/ospiti |
 |
Animatori-educatori /
ospiti e introdurre figure nuove, come: |
 |
Lo psicologo di
comunità |
 |
L'assistente sociale |
IX OBIETTIVO: LE RSA DEVONO GARANTIRE
 |
La formazione e
l'aggiornamento del proprio personale e degli amministratori, attraverso programmi
diversificati e mirati |
 |
in particolare deve
essere molto potenziata la formazione di base degli ASA (ipotesi 1.000 ore di formazione)
e quella specializzata degli animatori sociali, per rispondere ai bisogni delle persone
molto compromesse |
 |
inoltre è necessario
preparare i quadri direttivi della RSA a svolgere una funzione strategica di coordinamento
unitaria e globale per la presa in carico delle persone protette |
X OBIETTIVO: LE RSA DEVONO FORMARSI AD UNA CULTURA NUOVA, CAPACE DI
SINTONIZZARSI SU DUE GRANDI LEGGI NAZIONALI VARATE IN QUESTI ULTIMI ANNI, COME:
 |
la L. 142/90 che
incentiva la collaborazione fra le istituzioni e stimola a sviluppare modalità gestionali
miste pubblico/privato nella programmazione e nella organizzazione dei servizi resi alle
persone |
 |
la L. 285/97 che, pur
rivolgendosi ai bambini e agli adolescenti, propone forme di concertazione nuove e
stimolanti e soprattutto invita a pensare "in grande" nelle azioni politiche del
nuovo stato sociale, chiama ogni istituzione, ogni segmento della società civile
organizzata a fare la propria parte, a portare il proprio contributo dentro il sistema dei
servizi a rete |
L'individuazione di obiettivi strategici potrebbe continuare ancora, ma
è meglio lasciare aperta la ricerca, come dimensione, atteggiamento continuo verso il
miglioramento della politica della terza età degli anni Duemila.
Ho iniziato il mio intervento citando Primo Levi e assimilando, con
eccessiva ma provocatoria forzatura, le Case di Riposo di ieri (e forse di oggi, chissà?)
ai campi di concentramento di lontana memoria.
Vorrei concludere:
con un paradosso e una suggestione
 |
il paradosso: anche
una RSA, una buona, organizzata RSA, può portare il suo contributo nella realizzazione di
una politica della domiciliarità, interpretando un ruolo flessibile, dinamico, attivo,
attraverso l'offerta di servizi polivalenti e la disponibilità a diventare risorsa nella
dialettica fra servizi territoriali e servizi residenziali |
 |
la suggestione: la
vita dell'uomo è cantata da poeti e scrittori di ogni tempo come un viaggio più o meno
ricco di eventi e di anni. |
Nella cultura greca il viaggio umano era rappresentato in modo
circolare: contemplava una partenza e prevedeva un ritorno; il personaggio Ulisse ben
rappresenta questa circolarità: torna ad Itaca sia pure dopo un'odissea durata 20 anni.
Nella cultura ebraico/cristiana invece il viaggio dell'uomo è
raffigurato come una linea retta verso l'infinito, senza ritorno, dunque, verso il
totalmente altro, rappresentata da Abramo e da tanti altri personaggi simbolo della storia
occidentale.
In ogni modo, aldilà di dove noi vogliamo collocarci in questa ricerca
esistenziale, facciamo in modo che il viaggio delle persone anziane, il nostro viaggio di
domani sulla terra, che incontrano l'esperienza della Casa di riposo, possa contemplare la
possibilità del ritorno a casa.
Nell'ottica che ho cercato di delineare le RSA del Duemila devono
essere in grado di raccogliere questa suggestione.
|