Una colossale macchina organizzativa accoglie i pensionati che devono compilare i RED
Autocertificazione e diritto

di Maurizio Laini

 

E' in corso la "campagna Red": l'Inps sta inviando a milioni di pensionati lettere che contengono l'invito a produrre una autocertificazione dei redditi. In sostanza, ciascun titolare di pensione che abbia un qualche contenuto "assistenziale" legato al reddito, dovrà dichiarare all'Inps il proprio reddito per continuare a godere dei trattamenti in corso. Riceverà la lettera chi è titolare di pensioni integrate al minimo, di assegni sociali, di pensioni di invalidità, di assegni al nucleo familiare, pensioni di reversibilità e di qualche altro trattamento minore. Si tratta di una colossale opera di revisione delle posizioni degli assistiti: per stabilire chi ha diritto a continuare a percepire gli assegni che oggi riceve e chi invece questo diritto non l'ha. Noi aggiungiamo che la "campagna Red" deve essere anche una occasione per verificare quanti siano coloro che hanno diritto a trattamenti che neppure si immaginano. Già da ora chi non riceve la lettera dell'Inps è invitato (a campagna conclusa, a febbraio/marzo del 2000) a passare in Sindacato, o meglio al patronato Inca Cgil, per verificare se è titolare di diritti che non conosce.

In questi termini, l'"operazione Red" è un'operazione che tende a fare giustizia. Per questo motivo Cgil Cisl e Uil sono d'accordo e ritengono che debba essere presa sul serio: affinché i redditi siano certificati, i dati servano a costruire un archivio, e il "disturbo" arrecato ai pensionati serva veramente a minimizzare gli "indebiti" e a riconoscere i diritti. In modo non solo giusto, ma anche efficace.

Cgil Cisl Uil hanno quindi consentito ai loro Caaf (Centri autorizzati di assistenza fiscale) di convenzionarsi con l’Inps. In questo modo i pensionati chiamati dall'Inps hanno la possibilità di utilizzare le sedi sindacali decentrate vicine a casa (la Cgil ne mette a disposizione addirittura una settantina nella provincia); hanno la possibilità di essere accolti da persone che non solo conoscono bene la materia, ma possono metterli a proprio agio, usare un po' più di cortesia, di attenzione, di disponibilità.

Non si deve dimenticare infatti che a compilare il modello Red sono chiamate molte persone anziane, spesso sole, sicuramente poco "difese": che sia il Sindacato ad aiutarle è per loro più di una garanzia. Gli operatori che incontreranno nelle sedi dei Caaf lavorano per aiutarle e non certo per moltiplicare il loro disagio.

Al Sindacato tutto questo costa molto, in termini organizzativi e anche di consenso: saranno pochi quelli che avranno piacere a sentirsi dire "caro signore lei non ha più diritto all'integrazione della pensione". Eppure bisogna che ciascuno si assuma per intero le sue responsabilità. Oppure: quanti disguidi, quanti problemi organizzativi ricadranno sul Sindacato come altrettanti giudizi negativi, nonostante gli investimenti e la generosa disponibilità di moltissimi collaboratori volontari (molto più di cento)?

Per il Sindacato è una prova di maturità, anche organizzativa. Lo Spi è un Sindacato che sempre più deve rispondere con servizi efficaci alle vere e proprie richieste di aiuto dei propri iscritti: i pensionati più anziani, si rivolgono al proprio Sindacato per avere un parere, per essere assistiti nel rapporto con le istituzioni, con le case di riposo, l'ospedale, i proprietari di casa. Magari non sanno come fare di fronte ad uno scippo, ad una truffa; oppure hanno solo bisogno di essere orientati per un viaggio, o un corso culturale.

Tutto questo fa parte, di quella tradizione che è tipica della Cgil, anzi, della "Camera del Lavoro". Si tratta di riconoscere questi bisogni, questa richiesta di servizi per quello che è: il contenuto attuale di quella tradizione mutualistica, solidale, di mutuo aiuto. La "Camera del Lavoro" nasceva tanto tempo fa per aiutare le famiglie dei lavoratori vittime di incidenti a… pagare il funerale. Poi per fare fronte comune nel collocamento, senza farsi dividere; per tutelare il lavoro e far valere il diritto. Con un grande senso di solidarietà tra uguali: con una consapevolezza e una dignità grande, quanto quella che oggi può essere invocata per i più marginali, per i più deboli. E per i pensionati.

 

  

Articolo dal bimestrale dello Spi Cgil di Bergamo
"Spi Insieme"
novembre-dicembre 1999

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