Caro prezzi e pensionati.
Spi Cgil: "Bene l’iniziativa di Asl e Comune di Bergamo,
chiediamo di estenderla ai comuni di tutta la provincia"
 

Comunicato stampa del 14 aprile 2008

Di seguito l’intervento di Gianni Peracchi della segreteria provinciale dello SPI-CGIL di Bergamo a proposito dell’iniziativa dell’ASL e del Comune di Bergamo su prezzi di frutta e verdura e la richiesta di estenderla in tutta la provincia.

"Già a febbraio la questione era stata affrontata dal Comitato Direttivo dello SPI-CGIL di Bergamo: serviva sollecitare le associazioni degli esercenti e le istituzioni ad ideare qualche iniziativa per rendere meno violento l’impatto del caro prezzi sui soggetti deboli, prima di tutto i pensionati. Per questo lo SPI-CGIL dà un giudizio davvero positivo all’iniziativa "Dammi un 5…" dell’Asl e del Comune di Bergamo che, con l’accordo stipulato con le associazioni degli esercenti, prevede che 19 negozi del capoluogo metteranno in vendita ad 1 euro al chilo i propri prodotti ortofrutticoli. L’iniziativa si colloca in un progetto di incentivazione al consumo di frutta e verdura per tutelare la popolazione, attraverso una corretta educazione alimentare, contro le malattie tumorali e cardiovascolari dei nostri giorni. L’idea ha anche un risvolto di tutela economica di notevole interesse, soprattutto, in un periodo in cui pensioni e stipendi non viaggiano certamente a mille. Di sicuro questa tipologia di tutela sarà posta all’attenzione delle discussione unitaria dei sindacati dei pensionati e delle confederazioni CGIL, CISL e UIL in occasione dell’aggiornamento delle loro piattaforme di rivendicazione locale. La nostra proposta è, infatti, quella di estendere questa buona prassi all’intero territorio bergamasco. Ci mobiliteremo presso i comuni orobici e le associazioni degli esercenti affinché in tutta la provincia numerosi esercizi offrano frutta e verdura, ma anche altri generi alimentari di prima necessità, a prezzi accessibili. Questa potrebbe essere una valida risposta , oltre che sul piano dell’educazione alimentare, anche su quello delle difficoltà economiche in cui versano le condizioni delle fasce più deboli della popolazione".

 

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