Posta allo Spi – Una lettera del Direttore sanitario della Rsa

Sulla casa di riposo di Brignano

 

 

Riceviamo e volentieri ospitiamo la lettera che la dottoressa Severina Allevi, Direttore sanitario della Rsa di Brignano, ha inviato nel corso dell’estate agli organi competenti e di controllo, e per conoscenza alle Organizzazioni sindacali.

 

Ritengo doveroso trasmettere un rapporto sulla mia esperienza professionale di Direttore sanitario presso questa Rsa relativamente al periodo febbraio-maggio 2001, che si è conclusa con la revoca anticipata del mio mandato da parte del nuovo Consiglio di amministrazione dell’Ente, decisa a maggioranza dei suoi membri con motivazioni del tutto pretestuose e lesive della mia professionalità.

All’indomani dell’insediamento del nuovo CdA, il Presidente indiceva una riunione di tutto il personale, ad eccezione della sottoscritta che, in qualità di Direttore sanitario, esercita un preciso mandato di direzione degli operatori socio-sanitari.

Successivamente lo stesso Presidente, alla presenza di alcuni Consiglieri, mi convocava e mi sottoponeva a una sorta di processo su argomenti presumibilmente emersi dalla riunione suddetta, senza degnarmi della minima fiducia, nonostante la responsabilità ricoperta, la totale mancanza di riscontro dei fatti contestati da parte del Consiglio appena insediato e i dieci anni di apprezzato servizio prestato presso questo Ente.

Da allora non ho più avuto incontri con il Presidente e sono stata costretta ad assistere impotente ad una serie di gravi provvedimenti che, per il contenuto e la rilevanza sugli ospiti e sul personale avrebbero dovuto richiedere la mia autorizzazione e/o il mio parere.

Cito in particolare: spostamenti di personale da un servizio all’altro; agevolazione di turni a personale socio-sanitario sulla base di criteri discrezionali; nomina a coordinatore della cucina e servizi generali del sig. Botti di cui ignoro idoneità e possesso della qualifica equipollente; disdetta della convenzione per il servizio civile, da anni attivo presso l’Ente e svolgente un’importante attività complementare a favore degli ospiti, per i quali non bastano mai gli standard programmatori regionali; l’assunzione al posto degli obiettori di un operatore di cui si ignorano mansioni e qualifica; l’allontanamento dei volontari, membri dell’associazione Anni d’argento, che da tempo svolgevano attività di supporto assistenziale agli ospiti e alle varie iniziative di animazione; la comparsa di "divieti" di ogni genere indirizzati agli ospiti, al personale ed ai parenti, in aperta contraddizione con il contenuto del regolamento degli ospiti e degli indirizzi regionali circa la creazione di un clima umano, rispettoso e garante dei diritti delle persone ospitate sia presso la Rsa che il Cdi (Centro diurno integrato, ndr); è in programma un’ipotesi di revisione dei pasti con saltuari tentativi per arrivare all’attuazione del "piatto unico"; il mancato adeguamento delle ore settimanali richieste per il servizio di animazione, già privato degli obiettori e dei volontari, sotto standard da oltre 3 mesi consecutivi e ciò nonostante le proposte di soluzione della sottoscritta; sempre in questo periodo si sono svolte ripetute riunioni fra Presidenza e personale da cui sono stata sistematicamente esclusa.

Per finire, a prescindere dalla mia esperienza personale ormai conclusa, segnalo un crescente clima di disagio, di preoccupazione, di tensione che attraversa ospiti, personale, famigliari di questa Casa di riposo, la quale ha ricevuto in questi anni ripetute attestazioni di stima per la sua conduzione di tipo familiare, attenta a mettere al centro della propria azione la persona anziana ivi accolta, nel rispetto dei suoi diritti di cittadinanza.

Assicuro che, nonostante le crescenti difficoltà in cui sono stata costretta a lavorare e la strumentale riduzione di autorevolezza subita a seguito dei provvedimenti sopra illustrati, ho continuato in questo periodo a svolgere il mio mandato con l’impegno e la passione di sempre.

Segnalo quanto sopra anche agli altri Enti in indirizzo: per doveroso senso di responsabilità nei confronti di una struttura assistenziale che appartiene alla storia di Brignano e che ricopre una funzione importantissima anche per i paesi vicini; perché coltivo ancora la speranza che gli improvvidi atti assunti per presunta inesperienza e/o presunzione da parte dei nuovi amministratori possano essere corretti prima che sia troppo tardi; perché infine, al di là di una possibile revisione critica dell’attuale CdA, i competenti Organi di controllo possano intervenire a tutela degli ospiti e del personale, onde evitare che l’impegno profuso in questi anni da tanti attori per migliorare la qualità della vita nella Casa Ospitale Aresi di Brignano possa essere vanificato da improvvide azioni politico-gestionali.

 

dal bimestrale "Spi Insieme"
ottobre 2001

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