CGIL CISL UIL BERGAMO
Osservatorio provinciale
per i problemi della sanità e dei servizi territoriali

 

VALUTAZIONE DEI PIANI STRATEGICI
DELLE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE
DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

 

PREMESSA
AZIENDA SANITARIA LOCALE
AZIENDA OSPEDALIERA OO.RR. BERGAMO
AZIENDA OSPEDALIERA DI SERIATE
AZIENDA OSPEDALIERA DI TREVIGLIO

Premessa

Lo scenario in cui si presentano i piani strategici aziendali è caratterizzato dal contenimento marcato della spesa (riduzione delle prestazioni) , ed è improntato da marcate contraddizioni. La legge regionale di riordino del SSR inizialmente impostata sulla concorrenzialità tra soggetti erogatori ora, anche a detta di alcuni autorevoli sostenitori di questa discontinuita' rispetto al precedente sistema, deve essere oggetto di correzioni tese a creare un mercato governato .

L’importante svolta, peraltro sollecitata da CISL CGIL UIL , non deve però creare discriminazioni o peggio ancora riserve per alcuno come fa chiaramente intendere la Direttiva alle A.S.L. n°124677 del 23/11/98 a firma del Direttore Generale Sanità Dott. R. Botti. Quest’ultima disposizione, infatti, droga il mercato ad ulteriore netto vantaggio degli erogatori privati che si dovrebbero veder garantito uno sviluppo annuale del 7% del portafoglio clienti nel triennio per i ricoveri e del 6,4% annuale per le prestazioni ambulatoriali. L’orientamento regionale ( e conseguentemente quello delle Direzioni Generali di ASL ) va nella direzione di i ampliare la platea e la quota di mercato degli erogatori privati. Per noi una realta' di questo tipo sarebbe eticamente e politicamente inaccettabile ,in quanto consentirebbe la destinazione al profitto di quote di contributi sanitari e fiscali che i cittadini regolarmente versano nelle casse dello Stato. Tanto più che il decantato privato che funzionerebbe meglio (sarebbe opportuno riflettere sulle distorsioni del sistema emerse anche in Lombardia e la scarsa attenzione ai sistemi di sicurezza) privato non è tanto che tutti questi erogatori chiedono di essere accreditati per erogare in nome e per conto del SSR.

La comparazione dei sistemi dimostra che i sistemi pubblici funzionano meglio e garantiscono miglior qualità di salute a costi ridotti; si tratta evidentemente anche in Italia di porre attenzione al sistema dei controlli e creare quella coscienza che in numerosi Paesi Europei, (v. Olanda e Danimarca) impediscono ai soggetti privati di lucrare sulla salute.

L’ASL di Bergamo , prima in Lombardia e per forte sollecitazione sindacale, ha allestito un tavolo provinciale di concertazione tra soggetti pubblici per definire quale livello di prestazioni questi ultimi fossero in grado di garantire; modalità di confronto peraltro suggerita ora dalla stesso Assessorato Regionale che si è reso conto della difficolta' di compatibilità tra i piani delle Aziende Ospedaliere e quello dell’ASL; cio' e' il naturale risultato del mancato governo ed indirizzo di processi complessi che questa Giunta Regionale non intende affrontare e che invece affida a decisioni improvvide quali quelle proprie del mercato dei beni, secondo cui all’aumento dell’offerta corrisponde una riduzione del prezzo.

Il piano dell'ASL di Bergamo

  1. I Sindacati Confederali bergamaschi si confermano nella convinzione che la legge regionale 31 rischia di provocare serie difficoltà e squilibri pesanti al diritto alla salute di cui i cittadini sono titolari. In particolare sembrano in discussione le prestazioni territoriali di medicina di base (carenza di contrattazione con i medici di base e quindi di governo complessivo di questo livello del sistema) , l’accessibilità dei servizi specialistici e di diagnostica (esiti reali della contrattazione con le AA.OO. e dell’orientamento sviluppato nelle loro politiche) , il volume e la qualità dei servizi di assistenza a rilevanza sanitaria e più in generale dei servizi territoriali integrati (difficoltà preventivabili nell’avvio dei distretti).
  2. Per questo motivo CGIL CISL UIL di Bergamo ritengono insufficienti – nella formulazione delle previsioni economiche dell’ASL – gli investimenti a favore dei servizi territoriali. I Sindacati bergamaschi chiedono un preciso segnale di riequilibrio tra budget delle prestazioni indirizzate agli acuti e il budget dei servizi territoriali sanitari e sociosanitari (prevenzione, riabilitazioni e lungodegenza, servizi alternativi all’ospedalizzazione, domiciliarità etc.). Va spostata dall’una voce all’altra una quota di risorse (dal Sindacato stimata in 43 mld/anno) che permetta:

a. un giusto equilibrio tra investimenti degli enti locali sui terreno sociale (sad, adi, rsa, cdi, cse, etc.) e budget di carattere regionale; in particolare si ritiene che la quota "sanitaria" dei servizi integrati sia sottodimensionata rispetto al carico economico complessivo per competenza istituzionale accollato ai comuni;

b. il mantenimento di prestazioni territoriali di prevenzione, di diagnosi precoce, di specialistica ambulatoriale vicini alla gente e al suo bisogno.

  1. Su questi fronti è decisivo il ruolo del distretto, non ancora pienamente definito nel testo dell’ASL: CGIL CISL UIL ritengono a questo proposito che:
  1. l’avvio dell’operatività programmatoria dei Distretti debba essere contestuale al licenziamento in gennaio dei piani strategici;
  2. che ai responsabili di distretto vada ascritta anche la responsabilità ( e il relativo budget) dell’acquisto (quantità e qualità) delle prestazioni di diagnostica strumentale e precoce, di specialistica ambulatoriale dentro i presidi territoriali esistenti oltre che di gestione diretta e complessiva dei programmi di prevenzione e delle attività integrate col sociale;
  3. che quindi il bacino territoriale della programmazione e della gestione di questi servizi coincida con il distretto;
  4. che, in un quadro di rapido avvio dell’operatività dei distretti, possano essere individuati, su progetto, distretti "sperimentali" dentro i quali investire da subito in particolari ipotesi di qualificazione (rapporti con i medici di base, UVM, rapporti con il "distretto sociale"….).
  1. Per CGIL CISL UIL il ruolo degli Enti Locali, ancorchè sacrificato nell’impianto della legge regionale 31, risulterà vitale se accompagnato dalla necessaria attenzione da parte dei responsabili dell’ASL e in particolare nei Distretti: devono essere individuati e definiti all’interno del piano strategico percorsi strutturati che associano gli Enti Locali del Distretto all’informazione, alla discussione, alla coprogettazione e alla realizzazione dei servizi sanitari territoriali e dei servizi sociosanitari. Il Sindacato è impegnato a perseguire attraverso proprie azioni positive la costituzione dei "Distretti Sociali" intesi come corrispondenti del Distretto Sanitario, costituiti da tutti i comuni del distretto, con compiti di coordinamento e di confronto, ma anche di programmazione e, per la realizzazione di servizi di competenza, consortili.
  2. Tra le priorità irrinunciabili da realizzare immediatamente, contestualmente al varo del piano strategico, c’è l’Unità di Valutazione Geriatrica Distrettuale. La scadenza è improcrastinabile non solo per la vetustà del progetto (POA della Regione Lombardia del 1988?) ma perché l’UVG prelude ed è condizione essenziale per l’avvio di un sistema omogeneo di valutazione geriatrica, di accesso alla rete dei servizi distrettuali e provinciali, di informatizzazione del sistema di prenotazione. Dall’UVG dipendono le garanzie di equità e di efficienza nella gestione della rete dei servizi agli anziani.
  3. L’UVG, nella sperimentazione prevista per alcuni distretti, dovrà assumere la caratteristica di strumento di valutazione multidimensionale.
  4. CGIL CISL UIL rivendicano infine che il piano di sviluppo organizzativo dell’Azienda sia corredato dalle scadenze temporali da fissare per ciascun obiettivo. Il Sindacato ritiene dirimente la formulazione di un "calendario delle priorità" in grado di contestualizzare gli impegni e di dare cornice ai singoli progetti.
  5. Per quanto attiene al modello di relazione con le AA.OO. CGIL CISL UIL ritengono decisivo il tavolo di concertazione provinciale promosso dall’ASL anche a seguito delle sollecitazioni di parte sindacale: annettono infatti grande valore alle decisioni condivise che emergeranno da questo organismo (in particolare CGIL CISL UIL si aspettano una premessa comune ai piani strategici delle Aziende pubbliche).
  6. A giudizio del Sindacato va rapidamente completato l’itinerario per la definizione della rete pubblica di sanità attraverso una seria progettazione condivisa dell’offerta. Successivamente sarà necessario allargare all’intero sistema il metodo concertativo: le OO.SS. sollecitano trasparenza e informazione relativamente ai tetti di budget preventivati, nel sistema, rispettivamente alle strutture sanitarie pubbliche e a quelle private. Come è evidente le OO.SS. annettono all’equilibrio della ripartizione del budget tra pubblico e privato un’importanza strategica.
  7. .CGIL CISL UIL sono altresì preoccupati della tendenza dei piani delle AA.OO. di Treviglio e Seriate di prevedere modifiche nella composizione del budget grazie all’incremento di DRG "pesanti": l’ASL, che il Sindacato ritiene primo interlocutore rispetto al diritto dei cittadini, deve rispondere del dato epidemiologico e degli interventi ospedalieri ragionevolmente prevedibili, garantendo che domanda e offerta non soffrano di scarti irragionevoli che poi finirebbero per essere pagati o dai cittadini in termini di quantità e qualità dei servizi o dagli operatori in termini di occupazione.
  8. .Del resto le AA.OO. possono garantirsi la remuneratività non solo attraverso l’aumento del valore del punto medio di DRG ma anche attraverso processi di riorganizzazione e di razionalizzazione nell’utilizzo degli impianti.

Azienda ospedaliera di Bergamo

Per quanto attiene al piano strategico dell’A.O. di Bergamo, CGIL CISL UIL rilevano la sostanziale continuità delle ipotesi di carattere strategico in esso contenute con l’impostazione del dibattito sul ruolo dell’Ospedale Maggiore avviato sul progetto del Nuovo Ospedale per Bergamo e con il recente piano organizzativo.

In sostanza l’A.O. conferma la sua vocazione di interesse nazionale e all’alta specializzazione, autoriducendo anzi la propria potenzialità di servizio alla città e al territorio limitrofo: questa scelta andrebbe eventualmente compiuta in stretta relazione alle strategie delle altre AA.OO. perchè non si traduca alla fine in una secca diminuzione dell’accessibilità dell’Ospedale e dei suoi servizi di base per i cittadini di Bergamo.

Ciò senza sottovalutare come l’A.O. debba certamente assumere un ruolo di punta relativamente all’intero sistema sanitario in provincia di Bergamo. Mirare cioè ad essere l’elemento identificativo del livello e della qualità del sistema nel suo complesso; l’offerta attrattiva di professionalità e di competenze per l’intera rete; il volano di promozione del servizio pubblico di sanità a Bergamo (anche per quanto attiene alle sue relazioni con il mondo dell’Università lombarda e con gli Istituti di ricerca pubblici e privati): questo ruolo va gestito consapevolmente dall’A.O. di Bergamo e condiviso nella sua strategia dalle altre AA.OO.

CGIL CISL UIL, nell’apprezzare lo sforzo di trasparenza e di disponibilità alla relazione con il territorio compiuto dalla direzione generale nell’avvio dell’itinerario che porterà alla realizzazione del Nuovo Ospedale, rilevano nel piano alcuni punti critici che dovrebbero essere corretti.

  1. La legge regionale 31 assegna alle AA.OO. (anche a quella di Bergamo) compiti nuovi in materia di gestione dei servizi territoriali di prevenzione, diagnosi precoce, diagnostica strumentale, psichiatria; pur condividendo la scelta di organizzare questi servizi all’interno di ciascun dipartimento dell’A.O., si rileva come nulla, nella descrizione della mission dell’A.O. ricordi le responsabilità relativa alla medicina territoriale trasferite dalle ex USSL all’A.O. Il Sindacato Confederale attende garanzie anche dall’A.O. di Bergamo relativamente ai presidi territoriali e alle loro funzioni nonché sugli spazi di confronto a proposito delle scelte in progress.
  2. Più in particolare il piano strategico dovrebbe contenere scadenze temporali indicative delle priorità di intervento.
  3. Vanno meglio definiti, all’interno del piano, i temi relativi al personale non medico: in particolare relativamente alla formazione (il finanziamento di questa funzione è sotto lo standard dell’1% ed in gran parte insiste su figure dirigenti) e alla scelta, innovativa, di governare la formazione, l’autonomia professionale, l’organizzazione di questo personale attraverso la costituzione di un apposito Dipartimento Infermieristico.
  4. Va infine definita la questione delle relazioni sindacali di categoria: le procedure e gli spazi di agibilità contrattuale devono essere oggetto di una riflessione che porti alla definizione di regole condivise ed esigibili.

Il Piano dell’Azienda Ospedaliera
Bolognini di Seriate

Risulta decisamente l’Azienda più complessa del territorio bergamasco e ciò è desumibile dalla stessa attenzione dedicata dalla Regione ai fondi di riequilibrio che sono assegnati a questa azienda in modo più generoso rispetto alle altre; purtuttavia non vogliamo dimenticare che i fondi di riequilibrio se non utilmente indirizzati rappresentano l’aspetto più deleterio delle vecchie modalità di ripiano a piè di lista.

  1. L’Ospedale di riferimento

Ci saremmo aspettati, per le ragioni in premessa , un piano più coraggioso e coerente; l’azienda in un’area di cinque chilometri dispone dei due presidi che storicamente sono oggetto di flussi attrattivi e quindi, anziché pensare a gestire i campanili, ci saremmo aspettati una politica che mettesse in rete questi due presidi, facesse emergere le sinergie e le potenzialità. Così sinora non è stato, di fatto la messa in sicurezza del presidio di Alzano Lombardo dovrà far convergere verso di esso le necessità e le professionalità d’area chirurgica e dovrà essere sviluppata una politica di marketing che attragga verso questo presidio un'utenza adeguata per compensare gli investimenti fatti e per garantire l'adeguata remuneratività. I flussi dell'ospedale di Seriate non potranno facilmente essere convogliati verso tale presidio se nel frattempo non si realizzerà una politica di integrazione dei due presidi che possa contare sulla fattiva collaborazione delle professionalità presenti e non sulle deleterie contrapposizioni campanilistiche o di mestiere.

Le disponibilità economiche per l'ospedale di riferimento, ( "padiglione" di Seriate) consentiranno lo sviluppo dei volumi e la dislocazione in esso di quelle specialità e servizi intermedi oggi mancanti che potranno e dovranno essere di riferimento anche per il "padiglione" di Alzano Lombardo allo scopo di mantenere e sviluppare unitamente l'offerta.

  1. L’Ospedale dell’Alta Valle Seriana

Vecchie e nuove idee delle forze politiche locali mettono ora in discussione anche il faticoso accordo sul riutilizzo dei volumi di Piario per farvi insediare l’Ospedale dell’Alta Valle.

Questo ospedale dovrà essere la sede unica delle specialità mediche oggi presenti nei due presidi di Clusone e Piario (esclusa la riabilitazione) così come è necessario il mantenimento nel presidio dell’alta valle, oggi ed in futuro, delle multiprofessionalità che garantiscono tempestività ed appropriatezza dell’intervento sanitario. Qualora sia necessario integrare le competenze dell’ospedale di riabilitazione di Gazzaniga saranno i professionisti a spostarsi di volta in volta e non viceversa collocare specialità mediche in un ospedale dedicato alla riabilitazione.

  1. Riabilitazione e Lungodegenza

Apprezzabile l’indirizzo aziendale di diversificare la propria offerta verso il trascurato ambito della riabilitazione e della lungodegenza. Per la Riabilitazione tuttavia, essendo una branca specialistica, ci permettiamo di esprimere dissenso riguardo la disseminazione delle attività in tre presidi, Gazzaniga, Trescore Balneario e Sarnico. Le diseconomie che quest’azienda è destinata a mantenere sono dovute pure a questa scelta che mantiene nei tre succitati ospedali attività di medicina generale se non di chirurgia a Sarnico che richiedono il supporto continuativo dei servizi di diagnosi. Condivisibile la scelta del decentramento delle prestazioni in regime lungodegenziale.

  1. Area psichiatrica

Pur previsto anche per questa Azienda un discreto sviluppo degli introiti per l'attività psichiatrica non si intravedono nel Piano elementi che consentano un adeguata lettura del fenomeno e quanto questo sia strettamente correlato ai bisogni della popolazione di riferimento.

  1. Prestazioni ambulatoriali

Per le attività ambulatoriali il piano non fornisce indicazioni riguardo le intenzioni dell'Azienda di mantenere l'attuale assetto che, tra l'altro, prevede un significativo decentramento delle attività data l'orografia del territorio su cui insiste. E' previsto un sostanziale sviluppo delle entrate; il piano dovrebbe essere accompagnato da una descrizione maggiormente comprensibile delle politiche anche per giudicarne la coerenza rispetto alle attese dell'ASL.

  1. I livelli occupazionali

Per il Sindacato lo sviluppo ed il mantenimento dei livelli occupazionali è una delle principali ragioni dell’operare. La combinazione delle informazioni contenute nel piano ed in particolar modo la coniugazione della produzione con gli schemi di bilancio non può che suscitare alcune serie preoccupazioni, in particolare registrando il rapporto tra gli esuberi non dichiarati ed una politica di DRGs "pesanti" probabilmente non in grado di acquisire le quote di mercato individuate come obiettivo . Come è possibile mantenere l’attuale livello di occupazione con un piano che prevede larghi interventi di ripiano ? E’ indispensabile conoscere chi e come ha fornito le garanzie considerato che l’Azienda Ospedaliera è diretta emanazione e dipende in larga misura dalle decisioni dell’Assessorato Regionale alla Sanità. Risulta alle nostre categorie che ancora non si è discusso del rapporto volumi di attività - personale dedicato e che pertanto tale analisi potrebbe determinare sorprese. La prudenza di questa amministrazione nel procedere in nuove assunzione a tempo determinato ne è una conferma, il precariato strisciante non è tollerabile.

  1. La sicurezza sul lavoro

E’ uno degli elementi determinanti la qualità dell’occupazione. Letteratura e studi specifici al riguardo indicano che i luoghi di cura, proprio per il concentrato di tecnologia, risorse umane ed ammalati, rappresentano una miscela altamente rischiosa per la salute, oltre che per i malati, per gli operatori. In presenza di normative specifiche oltre alla direttiva sull’accreditamento, e conoscendo la naturale e rapida obsolescenza degli impianti, è necessario conoscere gli intendimenti di questa Amministrazione al riguardo e l’espressione degli impegni di spesa da mettere in conto per realizzare la sicurezza impiantistica e strutturale. Sono pensati impegni in conto capitale visto che risorse dal capitolo delle spese correnti non sembra possibile trarne ?

 

Il Piano dell’Azienda Ospedaliera
di Treviglio

  1. E' evidente dal Piano l'ambizione dell'azienda di caratterizzarsi per prestazioni remunerative tendenti all'alta specializzazione e' pero' altrettanto evidente che la risposta più appropriata per patologie oggetto dell’attenzione di alcune discipline specialistiche si ottiene laddove si riunisce una "massa critica" di professionisti dedicati e di soggetti affetti da tali patologie Oltre tutto in una fase di riduzione delle risorse economiche ed in presenza di un ospedale di riferimento nazionale a 20 chilometri di distanza , alcune scelte dovrebbero inquadrarsi in una logica di sistema, piuttosto che di concorrenzialita' esasperata, anche per garantire quelle prestazioni rese in regime di ricovero ed ambulatoriali maggiormente richieste ad un ospedale di natura prettamente territoriale
  2. Nulla invece è pensato per ridurre le diseconomie nell’ambito delle doppie divisioni specialistiche all’interno dello stesso presidio, vedasi il mantenimento delle due unità di medicina e chirurgia generale. (integrazione e flessibilità sono gli strumenti principali della riduzione degli "sprechi")
  3. Non è inoltre comprensibile data la collocazione orografica come il presidio di Calcinate possa diventare un "polo delle nascite". E’ un presidio che, per storia naturale risponde alle necessità specifiche di un ben delimitato territorio. Gli stessi servizi pubblici sono carenti ed è, di norma, raggiungibile quasi esclusivamente con mezzi privati.
  4. Nulla è dichiarato rispetto alla struttura di Martinengo, la si intende dismettere, alienare, trasformare in polo ambulatoriale?
  5. L’annunciato disavanzo in alcuni settori dell’azienda, vedasi i trattamenti ambulatoriali erogati in zone decentrate, potrebbe giovarsi del soccorso di altrettanti e comuni linee produttive, con margine di contribuzione positivo, proprie dei cosiddetti ospedali a specialità intermedie.
  6. Si apprezza l’attenzione verso la diversificazione della mission degli ospedali con dedicazione dell’ospedale di Romano Lombardo alla Riabilitazione. Nulla è l’attenzione verso il settore della lungodegenza , prestazione di fatto assente per tutta la Bassa Bergamasca e per la quale dovrebbe invece essere porvisto un significativo e programmato investimento strategico, in termini anche di integrazione di risorse e di interventi con l'ASSI. Il progetto integrato con il territorio per l’assistenza alla cronicità ed agli anziani ci sembra francamente troppo debole; nulla è dichiarato riguarda all’attenzione geriatrica, alle dimissioni protette, a sperimentazioni di ospedalizzazione domiciliare. Così come lo sviluppo delle prestazioni di diagnostica strumentale specie nell'ambito della prevenzione e del trattamento del tumore della mammella, con riduzione delle code.
  7. Incomprensibili, mancando la descrizione analitica, le ragioni degli esuberi di personale concentrato prevalentemente nell'ambito della produzione diretta dei servizi.
  8. Il piano di questa azienda dedica una giusta attenzione al trattamento dei malati psichiatrici ormai di quasi esclusiva competenza delle Aziende Ospedaliere tant'è che la stessa trae notevole beneficio dalle rinnovate tariffe. Oltre agli interventi strutturali previsti dal piano sarebbe interessante sapere quali sono gli sviluppi gestionali ed organizzativi previsti per la disciplina considerato che il piano prevede un aumento degli introiti di una cifra superiore ai cinque miliardi nel triennio. L'accesso al fondo di riorganizzazione ci sembra coerente con le indicazioni del piano regionale.

 

     

    Bergamo, gennaio 1999

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