I conti sono in equilibrio La controriforma delle pensioni
Alberto Brambilla, leghista, sottosegretario al ministero del lavoro non smette di stupirci. Lo scorso anno il ministro del lavoro Maroni gli tolse la delega sulla previdenza perché, incaricato di fare la tanto attesa verifica dei conti della previdenza pubblica, aveva "osato" affermare che la riforma del 1995 aveva funzionato e che i conti erano sostanzialmente in regola. Recentemente ha realizzato il rapporto sulla spesa per lo stato sociale che è stato presentato al Cnel (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro). Nel rapporto si afferma tra laltro che - se la spesa pensionistica pubblica viene correttamente riclassificata separando la parte previdenziale da quella assistenziale - la tanto vituperata anomalia italiana non esiste e la dinamica della spesa è sotto controllo. Praticamente afferma concetti che il sindacato va ripetendo da anni. Ovviamente il ministro Maroni ha subito declassato il rapporto a iniziativa personale dell "eretico" Brambilla che, a quanto pare, è una di quelle persone che non si accontenta di eseguire solo degli ordini di scuderia. Al contrario, la maggioranza di centro destra sta premendo per la definitiva approvazione della delega sulle pensioni, che, tra altre misure, prevede la decontribuzione (cioè la riduzione fino al 5 per cento dei contributi a carico delle imprese per tutti i nuovi assunti). Riduzione che progressivamente farà mancare entrate fondamentali alle casse del sistema pensionistico pubblico, mettendo a rischio il pagamento delle pensioni già in corso e preparando intere generazioni di pensionati poveri. Come al solito, la direzione intrapresa dal centro destra è quello degli sconti per le imprese, che si vogliono favorire a tutti i costi, alla faccia di chi, oggi come domani, avrà solo la propria pensione per vivere. Edoardo Bano Bergamo, aprile 2003 |