Alla Direzione Sanitaria dell’ASL di Bergamo

 

Abbiamo ricevuto la segnalazione che le Aziende Ospedaliere e l’ASL di Bergamo continuano a chiedere il pagamento del ticket per l’esame citologico cervico-vaginale (Pap test), previsto ogni tre anni per le donne in età compresa tra venticinque e sessantanove anni, nonostante il fatto che l’art. 85 della legge Finanziaria ( L. 388/2000 ) ne disponga l’esenzione.

Le motivazioni deriverebbero da una circolare regionale, la n. 52 del 29.12.00, che dispone l’esenzione dal pagamento dei ticket per gli screening di prevenzione oncologica solo se inseriti in un programma organizzato dall’ASL.

Al di fuori di questo contesto la Regione ritiene, dunque, si debba continuare a pagare il ticket per la prestazione.

Questo orientamento è contrario alla disposizione legislativa nazionale e viola il diritto alla gratuità per le prestazioni di prevenzione dei tumori.

Chiediamo che l’ASL intervenga immediatamente perché gli esami in questione vengano effettuati senza chiedere alcuna partecipazione alla spesa, così some disposto dalla legge finanziaria.

Distinti saluti.

 

 Per lo SPI CGIL di Zogno
Agostino Asoni

Per la segreteria SPI CGIL
Gianni Peracchi

Bergamo, 18 gennaio 2001

 

A seguito di questa denuncia, pubblicata dal quotidiano l'Eco di Bergamo il 23 gennaio 2001, si sono tenuti incontri con la Direzione ASL di Bergamo, al fine di regolare la materia.
Riporteremo l'esito della questione non appena verrà definita.

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