Il recente comitato direttivo territoriale SPI CGIL di Bergamo ha
discusso la Finanziaria 2003, e dei riflessi negativi che la stessa determina sulle
condizioni dei pensionati e degli anziani. Ordine del giorno della segreteria comprensoriale SPI CGIL di Bergamo
"La segreteria territoriale SPI CGIL di Bergamo condivide il giudizio negativo espresso dalla CGIL e dallo SPI alla Finanziaria, approvata dal Governo di centro destra, che prosegue nel solco dellattacco ai diritti di chi lavora e nella messa in discussione dello stato sociale. In particolare il CD SPI territoriale di Bergamo ha esaminato i problemi relativi alla tutela del potere dacquisto delle pensioni che, come ha rilevato anche la ricerca del CER, sotto lincalzare della crescita dellinflazione e dei provvedimenti del governo continua ad essere eroso, determinando un differenziato, ma progressivo impoverimento delle pensioni. Nonostante la situazione non sia a noi favorevole la questione è ineludibile e va assunta con tutta limportanza e il peso che ha, riproponendola con il necessario rilievo. Riprenderla significa per noi porre attenzione a tutti gli aspetti che interagiscono con il potere dacquisto: dalle politiche previdenziali a quelle fiscali (iniziando dal recupero del drenaggio fiscale), dalle sanitarie alle sociali. Quindi quale piattaforma, quali priorità, quale livello di partecipazione alla definizione della stessa, quali iniziative per sostenerla; sono questioni aperte che, come assunto dal CD nazionale del 22 gennaio u.s. si collegano direttamente al percorso di discussione di merito che si concluderà con lAssemblea annuale delle leghe e dei delegati SPI. Tutto questo perché decisivo rimane il giudizio dinsieme che trarremo dal rapporto tra queste politiche e la condizione degli anziani e pensionati, che da quelle politiche sono in questa fase fortemente penalizzati. Nel dibattito è emersa con forza la necessità di rimettere mano ai meccanismi di rivalutazione delle pensioni che, ad eccezione delle importanti modifiche introdotte dalla Finanziaria 2001, non sono più in grado di proteggere le pensioni dall'aumento dell'inflazione determinando quindi un progressivo impoverimento delle stesse. Chiediamo quindi alla segreteria regionale e nazionale di farsi carico di queste nostre valutazioni e di aprire una riflessione specifica nel merito, al fine di costruire proposte e iniziative in grado di arrestare limpoverimento del valore delle pensioni. Da subito va richiesta la verifica periodica tra Governo e parti sociali per definire aumenti aggiuntivi delle pensioni che tengano conto non solo dellinflazione, ma anche dellandamento delle retribuzioni, tenendo conto che la sospensione dellindicizzazione della dinamica salariale sulle pensioni, in atto dal 1992, ha certamente costituito una delle ragioni dellimpoverimento delle stesse". La segreteria comprensoriale Bergamo, 6 marzo 2003
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