Ordine del giorno su Terrorismo e Pace
Comitato Direttivo Spi - 2 giugno 1999

Il Comitato Direttivo dello SPI CGIL di Bergamo si riconosce nelle posizioni espresse unitariamente dai Direttivi Regionali di CGIL CISL e UIL della Lombardia riuniti lo scorso 21 maggio.

Quelle posizioni sono oggi rafforzate dalla sostanziale accettazione da parte del governo serbo dei cinque punti fissati dal G-8 come condizione indispensabile per la cessazione della guerra: ciò avvicina obiettivamente la fine delle ostilità e ripropone prepotentemente la necessità di percorrere la strada della trattativa diplomatica.

Il Comitato Direttivo dello SPI di Bergamo sottolinea l'impegno e la mobilitazione delle pensionate e dei pensionati a favore della pace e sostiene con decisione la necessità che il G8 rivaluti la situazione aperta dalle recenti disponibilità e il Governo italiano continui ad essere protagonista nella ricerca ostinata della pace giusta.

Il Comitato Direttivo dello SPI respinge con forza qualsiasi tentativo di riaprire in Italia il libro insanguinato del terrorismo: rifiuta sdegnato la logica assassina di chi ha voluto colpire un uomo del Sindacato, uno studioso capace, un infaticabile costruttore dell'innovazione e del progresso nella cieca e vana convinzione di poter ripercorrere i sentieri della lotta armata.

Lo SPI CGIL di Bergamo è dalla parte della più inflessibile lotta dello Stato agli assassini per garantire ai cittadini di questo paese la possibilità di vivere nel diritto, nelle conquiste di civiltà che hanno caratterizzato la storia anche recente del nostro paese.

Approvato all'unanimità

Bergamo, 2 giugno 1999 torna alla home page