Il Comitato Direttivo dello SPI
CGIL di Bergamo si riconosce nelle posizioni espresse unitariamente dai Direttivi
Regionali di CGIL CISL e UIL della Lombardia riuniti lo scorso 21 maggio.
Quelle posizioni sono oggi rafforzate dalla sostanziale accettazione da
parte del governo serbo dei cinque punti fissati dal G-8 come condizione indispensabile
per la cessazione della guerra: ciò avvicina obiettivamente la fine delle ostilità e
ripropone prepotentemente la necessità di percorrere la strada della trattativa
diplomatica.
Il Comitato Direttivo dello SPI di Bergamo sottolinea l'impegno e la
mobilitazione delle pensionate e dei pensionati a favore della pace e sostiene con
decisione la necessità che il G8 rivaluti la situazione aperta dalle recenti
disponibilità e il Governo italiano continui ad essere protagonista nella ricerca
ostinata della pace giusta.
Il Comitato Direttivo dello SPI respinge con forza qualsiasi tentativo
di riaprire in Italia il libro insanguinato del terrorismo: rifiuta sdegnato la logica
assassina di chi ha voluto colpire un uomo del Sindacato, uno studioso capace, un
infaticabile costruttore dell'innovazione e del progresso nella cieca e vana convinzione
di poter ripercorrere i sentieri della lotta armata.
Lo SPI CGIL di Bergamo è dalla parte della più inflessibile lotta
dello Stato agli assassini per garantire ai cittadini di questo paese la possibilità di
vivere nel diritto, nelle conquiste di civiltà che hanno caratterizzato la storia anche
recente del nostro paese.
Approvato all'unanimità