Negoziazione territoriale

 

Richieste dei Pensionati di Bergamo
all'Amministrazione Comunale di Bergamo

 

I sindacati dei pensionati, dopo aver esaminato alcuni dei problemi espressi dalla popolazione anziana della nostra città, chiedono un incontro, meglio ancora una sessione di incontri, per discuterli con i rappresentanti dell’amministrazione comunale

Al fine di facilitare questo confronto si elencano di seguito gli argomenti rispetto ai quali si avanzano proposte o si chiedono dati ed informazioni.

  1. ISEE
  2. Si chiede l’estensione dell’ISEE a tutti i servizi rivolti agli anziani che prevedono una compartecipazione dell’utente, ferma restando l’invarianza dell’onere complessivo.

    Confermiamo il nostro interessamento all’applicazione dell’ISEE per la determinazione della quota di partecipazione dei familiari alla retta nelle RSA.

  3. SAD
  4. Si chiede di poter avere un quadro sufficientemente dettagliato della situazione attuale (in termini quantitativi e qualitativi) onde valutarne l’adeguatezza alle esigenze degli utenti (o potenziali tali), ritenendo anche che il servizio debba raccordarsi con il più ampio circuito di assistenza previsto dalla legge 328.

    In questa ottica si chiede a che punto siano i rapporti e le interlocuzioni tra i servizi sociali e quelli sanitari al fine di una maggiore integrazione tra questi due settori distinti sul piano istituzionale ma strettamente collegati tra di loro (ADI).

  5. CENTRI DIURNI INTEGRATI
  6. Non è più sostenibile la carenza nella città capoluogo di centri diurni integrati, livelli intermedi tra assistenza domiciliare (SAD/ADI) e ricovero in RSA.

    Chiediamo di individuare due strutture adeguate nella zona sud e nella zona ovest della città, nelle quali realizzare il servizio.

    Possibilità che detti centri possano essere anche polivalenti.

  7. ABITAZIONI

Si chiede:

di avere un quadro completo della situazione delle abitazioni di proprietà del Comune,
del loro stato di manutenzione (messa a norma degli impianti, ecc.),
dei criteri di assegnazione e di definizione dei canoni di affitto, delle spese condominiali, della loro ripartizione e del controllo delle stesse
degli eventuali alloggi sfitti
di come vengono risolti gli eventuali casi di insolvenza: quanti sono e come vengono valutati dalla Amministrazione Comunale.

Anche per la definizione dei canoni d’affitto chiediamo che venga utilizzato l’ISEE del nucleo assegnatario con adeguamento annuale.

Chiediamo altresì che nel caso di alienazione delle case popolari comunali i conseguenti introiti vengano utilizzati sempre nel settore della edilizia popolare (nuovi alloggi o ristrutturazione degli esistenti), vista la carenza cronica di alloggi, puntando a realizzare alloggi per nuclei di 1-2 persone. Il Comune deve compiere tutti gli sforzi per accedere a finanziamenti per la costruzione di case a canone sociale (vedi intervento del prefetto relativamente allo stanziamento di 14 milioni di euro che rischia di vanificarsi).

  1. VIVIBILITA’

Per una migliore vivibilità della nostra città riteniamo che necessitino ulteriori interventi:

Bergamo è una città che potrebbe permettere un forte utilizzo delle biciclette quali mezzi di spostamento anche per gli anziani; riteniamo però necessaria una estensione delle attuali piste ciclabili prevedendo il raccordo tra periferia e centro
migliore agibilità dei marciapiedi: ci sono parecchi punti dove è difficile per un anziano rimanere in equilibrio
superamento delle barriere architettoniche per quanto riguarda le strutture comunali (biblioteche, marciapiedi, scuole, ecc). per quanto riguarda le altre strutture di uso pubblico (ASL, Case di riposo, uffici postali, banche, ecc.) si chiede alla Amministrazione Comunale di farsi promotrice nei riguardi degli enti prima elencati. Su questo argomento vedi studio della UILP del 2003 "città senza barriere" in Vs. possesso.
sicurezza nei parchi pubblici, sia per quanto riguarda la prevenzione di atti delittuosi sia per quanto riguarda la presenza di cani non al guinzaglio
maggiori spazi di aggregazione. In particolare per la Circoscrizione 1, carente di detti spazi, sollecitiamo la decisione sulla destinazione dell’immobile di via Vivaldi (ex sede del PSI), che ben si potrebbe prestare; eventuale possibilità di altri locali idonei.
  1. PREZZI E TARIFFE

Vista l’estrema delicatezza del momento con le pensioni erose dall’aumento del costo della vita (particolarmente alto per i consumi dei pensionati a basso e medio reddito), chiediamo:

interventi incisivi e continuativi di controllo sui prezzi al dettaglio
riduzione delle tariffe di competenza del Comune quali:
TARSU. Secondo informazioni in nostro possesso dovrebbero essere almeno un migliaio i cittadini in condizione di riduzione TARSU. Qualora le richieste presentate in Comune fossero significativamente inferiori, chiediamo che si proceda in modo automatico alla acquisizione dei dati necessari
Trasporti cittadini:

rivedere i criteri con i quali vengono definite le riduzioni del costo degli abbonamenti, nel senso di:

legare la riduzione a fasce di reddito misurabili con l’ISEE
definire un limite di età inferiore per avere diritto alla riduzione, portandolo a 65 anni.

Le segreterie cittadine di :
SPI/CGIL (Giliberto Roberto)
FNP/CISL (Castelletti Giuseppe)
UILP/UIL (Selogni Lia)

 Bergamo, 10 febbraio 2004

 

 

Comune di Calusco d’Adda
SPI FNP UILP territoriali

 

In data 11 febbraio 2004 a Calusco si è svolta una riunione con il Sindaco e l’assessore ai servizi sociali sul progetto di realizzazione di un nuovo centro diurno integrato per anziani.

L’occasione è stata utile per fare il punto della situazione sulle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali e sullo stato dei servizi social.

In particolare il Sig. Colleoni Rinaldo in qualità di sindaco, la Sig.ra Viscardi Michela in qualità di assessore ed i sigg. Giuseppe Biffi per lo SPI CGIL, Giampietro Biffi per la FNP CISL ed Roberto Licastri per la UILP UIL, hanno convenuto su quanto di seguito descritto:

SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE

Attualmente è in vigore il regolamento approvato nel dicembre 2002. e sono rimasti invariati i valori ISEE per la determinazione dei costi:

Interessa circa 120 utenti cosi suddivisi:

  1. 33 utenti per la consegna a domicilio dei pasti; il numero è fortemente aumentato negli ultimi mesi ed a breve i pasti verranno prodotti presso la cucina della scuola materna. A tale proposito è stata ampliata la convenzione con l'Associazione Volontari Assistenza Ammalati ed Anziani che provvede alla consegna a domicilio dei pasti.
  2. 27 utenti per il trasporto presso Ospedali, ambulatori ecc.. per esami clinici. Per questo servizio il comune si avvale della collaborazione dell'Associazione Nazionale Fanti.
  3. 26 utenti per la Teleassistenza, svolta in convenzione con l'Associazione Volontari Assistenza Ammalati ed Anziani e Croce Bianca di Merate.
  4. 15 utenti giornalieri per l’igiene personale, svolta sia dall'Assistente Domiciliare del Comune che dal personale specializzato della Cooperativa Sociale La Mano Amica
  5. 30 utenti per l’assistenza generica: aiuto nei piccoli lavori domestici, assistenza per gli acquisti, collaborazione sul territorio con le altre agenzie competenti (medici di base, ASL, sindacati, associazioni ecc..) per l'espletamento delle pratiche amministrative, proposte di socializzazione, sostegno ai nuclei famigliari in difficoltà e supervisione nella gestione economica.
    Attualmente per il servizio non vi è lista d'attesa.

Il Comune fornisce anche in comodato gratuito carrelli, carrozzine, deambulatori, ecc. in attesa che tali ausili vengano assegnati definitivamente agli utenti dall’Asl

COMPARTECIPAZIONE ALLE RETTE DELLE CASE DI RIPOSO

Per l'anno 2004 il Comune ha assunto un impegno di spesa di Euro 60.936,94 per la parziale copertura delle spese di ricovero presso case di riposo per. 5 anziani indigenti e senza parenti prossimi tenuti agli alimenti

EROGAZIONE GRATUITA SACCHI IMMONDIZIA

Da circa due anni è stato attivato un servizio di erogazione gratuita di una confezione di sacchi gialli per l'immondizia per le persone incontinenti.

SOGGIORNO MARINO PER ANZIANI BISOGNOSI DI ACCOMPAGNAMENTO

Il servizio, che si svolge ormai da diversi anni, consiste nell'assistenza qualificata di un assistente domiciliare durante il soggiorno. Per il 2004 sono previsti 40 partecipanti.

SCAMBIO DI AUGURI NATALIZI

Ogni anno viene organizzato un momento festoso per lo scambio degli auguri di natale, Quest'anno con l'aiuto delle associazioni del territorio sono stati coinvolti più di 100 anziani che hanno potuto passare un pomeriggio di festa insieme.

CENTRO DIURNO PER ANZIANI

Nel 2004 inizieranno i lavori di ristrutturazione dello stabile delle ex -scuole elementari che verrà destinato a Centro Diurno per Anziani.

Al piano terra sarà ospitato l'attuale Centro, gestito in convenzione con l'Associazione Anziani. Al primo piano è prevista la realizzazione di un Centro Diurno Integrato per anziani non autosufficienti, in alternativa al ricovero in casa di riposo, per sostenere le famiglie ed agevolare la domiciliarità. Tale servizio sarà gestito in convenzione con i Comuni di Villa d'Adda e Carvico e si inserirà nella rete di Centri Diurni Integrati già esistenti sul territorio dell'Isola.

Una situazione positiva, considerate le grandi difficoltà economiche in cui versano gli enti locali, codefinita con i nostri rappresentanti territoriali, che sarà oggetto di confronto e verifica periodica.

 

 

Piattaforma unitaria provinciale SPI CGIL - FNP CISL - UILP UIL
Intesa SPI CGIL FNP CISL e UILP UIL con Associazione Case di Riposo Bergamasche e con Associazione S. Giuseppe

Le segreterie territoriali di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL hanno definito una piattaforma unitaria di proposte e di rivendicazioni sui temi socio-sanitari e assistenziali del nostro territorio.

La ripresa di proficui rapporti unitari a livello generale ha certamente agevolato la produzione in sede locale di questo importante documento, il secondo su queste materie dopo la piattaforma unitaria dei pensionati della città di Bergamo.

E’ opportuno, comunque, sottolineare come a livello locale i rapporti unitari siano stati sempre molto collaborativi.

Ciò ha consentito un qualificato confronto tra operatori, pensionati e rappresentanti delle istituzioni, in tutti i 14 ambiti distrettuali, durante la fase di predisposizione dei Piani di Zona.

A livello provinciale sono in corso positivi incontri con i rappresentanti dell’Asl.

Recentemente si è anche pervenuti alla definizione di un protocollo d’intesa con le due Associazioni bergamasche delle R.S.A. sui problemi delle rette, della nuova classificazione (SOSIA) degli ospiti e sulla qualità delle prestazioni assistenziali offerte.

Cecilia Bonomi
Gianni Peracchi

 Bergamo, marzo 2004

 

 

Piattaforma SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL
sui temi socio assistenziali e sanitari
in provincia di Bergamo

 

Negoziazione con gli enti locali

  1. Definizione di criteri e modalità per la concessione dei titoli sociali
  2. Si propongono bandi annuali che pubblicizzino le modalità di raccolta delle domande

    Le eventuali graduatorie o la selezione delle domande dovranno essere improntate al principio di trasparenza, evitando eccessive rigidità e burocratizzazioni,

    Si può prevedere la possibilità da parte del segretariato sociale – soggetto deputato alla gestione di buoni e voucher - di intervenire "d’ufficio" qualora si verifichino situazioni particolari e di estendere la propria competenza, laddove vi siano le condizioni organizzative, alla presa in carico dell’utente (segretariato professionale)

    E’ opportuno acquisire sotto la voce" buoni" l’esperienza consolidata dei contributi comunali.

    I buoni devono essere diversificati secondo le finalità per la quale vengono erogati e devono, in ogni caso, essere proporzionati alla situazione economica e alla composizione del nucleo familiare del beneficiario

    La quantità dei buoni deve essere organizzata complessivamente, tenendo conto della spesa storica dei comuni

    Si deve tendere ad una omogeneizzazione dei criteri per la raccolta e la erogazione dei titoli su base provinciale.

  3. Armonizzazione della definizione dei limiti di reddito e dei criteri di accesso ai servizi
  4. Si propone l’applicazione dell’ISEE a tutti i servizi del territorio, uniformando gli accessi prima in ambito distrettuale e poi a livello provinciale.

  5. Individuazione dei soggetti gestori dei servizi sociali, dopo la prima fase che ha individuato soluzioni come quella dei comuni capofila, delle comunità montane, dell’appalto gestionale all’Asl
  6. Si possono prendere in considerazione Consorzi, Istituzioni o forme giuridiche di diritto privato a prevalenza di capitale pubblico

  7. Sviluppo della domiciliarità
  8. Va incentivato ogni possibile intervento volto a mantenere, sviluppare, potenziare gli interventi di assistenza domiciliare (pasti caldi a casa, cure e assistenza, compagnia, sicurezza, ecc.),

  9. Rapporti economici tra Asl ed enti locali

Ferme restando le indicazioni normative di riferimento, deve essere sancito, inequivocabilmente, che ad ogni eventuale passaggio di competenze tra soggetti istituzionali diversi deve corrispondere un passaggio di risorse attuale, adeguato, completo,

Negoziazione con l'Asl e con i distretti

  1. Elaborazione e stesura dei piani di salute dei distretti sanitari, anche in relazione al P.O.F.A.
  2. Per poter correttamente procedere nella direzione di un sistema territoriale dei servizi a rete, organico, complessivo è necessario realizzare e concretizzare il principio della integrazione tra sociale e sanitario.

    La realizzazione di questo obiettivo, assunto negli atti formali dell’Asl nella fase di progettazione della stesura dei piani di zona, passa necessariamente dall’adempimento dei compiti di programmazione sanitaria e dalla conseguente organizzazione delle risposte a livello distrettuale: la definizione appunto dei piani di salute, tenuto conto del P.O.F.A. (vedi anche accordo o.o.s.s. ed ASL del 18.6.2003)

  3. Esternalizzazione dei servizi sociali e dell'Adi
  4. Anche a questo riguardo si rinvia all’accordo già sottoscritto tra O.O.S.S. confederali ed Asl del 18.6.2003.

  5. Finanziamenti agli ambiti territoriali e rapporti economici tra Asl ed enti locali
  6. Vale quanto già esplicitato sotto al capitolo" comuni".

  7. Definizione delle modalità di gestione del buono- voucher socio sanitario regionale (criteri di concessione, selezione delle domande e composizione dei soggetti deputati a tale selezione, budget, ecc)

Si tratta di valutare, le modalità migliori per coinvolgere èquipe distrettuali e medici di base nelle unità di valutazione multidimensionali, probabili soggetti deputati a vagliare e selezionare le domande presentate.

Si chiede, in ogni caso, di poter avere la documentazione per un monitoraggio ed una verifica periodica e costante dell’andamento del servizio

Negoziazione con il livello interistituzionale costituito da Comuni, Provincia ed Asl

  1. Individuazione di criteri omogenei su base provinciale per l’erogazione dei titoli sociali dei comuni e per l’accreditamento dei soggetti erogatori delle prestazioni socio assistenziali, anche in considerazione della circolare regionale 6 del febbraio 2004
  2. Si richiama il documento elaborato in sede tecnica dal gruppo di lavoro su buoni e voucher

  3. Integrazione e messa in rete dei servizi sanitari ed ospedalieri con quelli socio assistenziali
  4. Va rimesso al centro della discussione il tema del distretto, delle sue funzioni e del suo ruolo.

    Il distretto in questo caso inteso come luogo di incontro tra il piano di zona(ex 328) ed il piano di salute(ex 229).

    Anche la ridefinizione della rete ospedaliera provinciale, partendo dalla funzione e dagli ambiti di intervento del nuovo ospedale di Bergamo, necessita esplicitamente di un livello di contatto e di integrazione con il sistema territoriale.

    Gli ospedali di comunità, governati dagli enti locali, con il coinvolgimento dei medici di base e con una funzione di coordinamento del sistema delle R.S.A. sono un’ interessante prospettiva di un pezzo significativo di integrazione.

    Va allargata la positiva esperienza di Albino di uno più centri unici per le prenotazioni dei ricoveri in R.S.A.

  5. Definizione di un sistema più aperto, integrato ed organico delle R.S.A.
  6. Le R.S.A. sono forse i soggetti più esposti ad un processo rapido e profondo di cambiamento,che ha visto la trasformazione dello stato giuridico di tutte le R.S.A. in fondazioni e che vede un nuovo sistema di classificazione delle patologie degli ospiti (S.O.S.I.A.), che andrà presumibilmente a regime verso la fine del prossimo anno.

    Prima ancora delle recenti modifiche legislative, questo cambiamento è imposto da una nuova qualità e quantità della domanda e dei bisogni assistenziali,

    Lungodegenza, strutturazione più economica di alcuni pezzi di rete ospedaliera, riabilitazione, diversificazione di alcuni servizi offerti, possibilità di prendere in capo porzioni di ADI – disponibilità di infermieri professionali permettendo- sono soltanto alcuni esempi di un processo di adeguamento già in corso.

    Si propone pertanto un livello specifico di confronto articolato con le due associazioni bergamasche, con l’Asl e, naturalmente con le singole strutture.

  7. Individuazione di progetti e soluzioni organizzative in termini di formazione per gli operatori, come supporto per i diversi ambiti territoriali

Si propone di potenziare il ruolo già svolto dalla Provincia e di integrare ed armonizzar le diverse iniziative messe in campo dai diversi soggetti istituzionali (Asl, Comuni, Case di riposo e Provincia)

 

Si richiama, infine, come punto di riferimento omogeneo per tutte le proposte qui avanzate, il protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali elaborato da CGI CISL e UIL confederali e proposto ai responsabili di ogni ambito associato.

 

 

Associazione delle Case di Riposo
della Provincia di Bergamo,
Associazione San Giuseppe,
SPI - FNP - UILP Bergamo

 

I rappresentanti delle Associazioni laica e religiosa delle R.S.A. della Provincia di Bergamo e delle Organizzazioni Sindacali dei Pensionati SPI CGIL FNP CISL e UILP UIL, riunitisi in data 16 marzo 2004, dopo ampia discussione convengono su questi punti:

1. un certo numero di RSA della Provincia di Bergamo ha rivisto le rette 2004 a carico degli ospiti; questo tema può essere approfondito in un confronto specifico in ciascuna realtà interessata agli adeguamenti delle tariffe; si assume, in ogni caso e congiuntamente, l’obiettivo di contenere al massimo gli aumenti, considerata l’importanza in termini di esborso che questi incrementi economici;

2. per quanto riguarda le ricadute economiche su ospiti e parenti, le organizzazioni sindacali si riservano di intervenire, chiedendo alla Regione di assumere l’onere della totale o parziale restituzione dei corrispettivi;

3. la Regione Lombardia dovrebbe incrementare nel corso del 2004, con effetto retroattivo dal 1° Gennaio 2004, i contributi regionali per le R.S.A. quale sostegno al costo sanitario; in ogni caso i contributi andrebbero adeguati proporzionalmente all’aumento dei costi sostenuti dalle Strutture;

4. verrà all’uopo avanzata formale richiesta congiunta da parte delle scriventi indirizzata ai corrispettivi livelli regionali ed all’Assessorato alla Famiglia e Solidarietà sociale;

5. si conviene sull’opportunità di avviare una serie di confronti tra le Associazioni e le OO.SS., in alcuni casi congiuntamente con l’Asl, al fine di analizzare e affrontare problemi generali e di indirizzo;

6. le Associazioni e le OO.SS. concordano sulla proficuità del confronto come interlocuzione sulle linee di sviluppo delle politiche per gli anziani e sul confronto con l’ASL, la Provincia, i Comuni e la Regione;

7. le singole RSA gestiscono le modifiche tariffarie e le specifiche questioni e trattative sindacali, che perciò sono sottratte, come tali, ai confronti suddetti;

8. si ritengono di rilevante importanza e problematicità alcuni punti quali: la classificazione degli ospiti (SOSIA), la quota sanitaria, il premio di qualità e l’attuazione dei piani programma. Su questi temi si sono sottolineate convergenze significative in vista del benessere degli ospiti e della qualità del servizio socio-sanitario nelle RSA e nel loro territorio. In ulteriori incontri si elaboreranno proposte specifiche.

Associazione delle Case di Riposo della Provincia di Bergamo
Associazione San Giuseppe
SPI, FNP e UILP Bergamo

 

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