A sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale:
conflitti, terrore, guerra di civiltà e paure
è possibile che le donne abbiano una lettura di genere
da proporre a questo mondo così infelice?

Malga Lunga, venerdì 16 settembre 2005

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Dalle donne della Resistenza, alle donne alle prese con un’interpretazione dei conflitti del nuovo secolo, tra guerre di civiltà e mondo globalizzato. Il tradizionale seminario annuale organizzato alla Malga Lunga da CGIL e SPI-CGIL si interroga, in questa edizione 2005, sull’esistenza di una lettura di genere della realtà contemporanea e di modi diversi di agire dentro di essa.
"Gli scenari di questo inizio secolo" spiega Maurizio Laini, segretario generale della CGIL di Bergamo, "sembrano fatti apposta per rinfocolare paure antiche, diffondere incertezze sul segno e la qualità del progresso, seminare l’idea di prospettive apocalittiche: la guerra, il terrorismo, l’ambiente, il declino dell’Europa, la tentazione di "ritoccare" i diritti anche individuali oltre che il modello sociale e la qualità delle nostre democrazie. Ci muoviamo in un quadro sconfortante, nel quale il primo terreno del dibattito è costituito dai "conflitti": tra culture, civiltà, tra popoli, religioni e storie. Di fronte a questo scenario si può ancora dire che le donne abbiano un approccio culturale specifico? C’è un modo diverso di interpretare le scelte che peseranno sui destini del mondo? E, soprattutto, può essere sostenuto che la politica della forza, del potere, del terrore, dell’arbitrio, nell’esperienza delle donne è mitigata più che in quella maschile dalla valorizzazione della solidarietà, della cooperazione, del confronto?"

Programma

Introduce e coordina
Maurizio Laini, Segretario Generale CGIL Bergamo

ore 9,45 saluto di
Costantino Zorzi, a nome della sezione ANPI di Alzano Lombardo
Edoardo Bano, Segretario Generale Spi CGIL di Bergamo

ore 10,15 interventi
"La Malga e le donne della resistenza"
Prof. Angelo Bendotti, Direttore ISREC Bergamo
"Le donne, la sicurezza, le isitituzioni: dall'antifascismo al rifiuto dell'arbitrarietà del potere
Barbara Pezzini, Docente di Diritto Costituzionale all’Università di Bergamo
"Nelle diverse culture un denominatore comune per le donne?"
Carolina Carena, Ufficio Immigrazione CGIL di Torino/Novara
"Le donne della politica: una lettura specifica dell'Europa, dell'Occidente, del mondo globalizzato?"
Pasqualina Napoletano, Vicepresidente del Parlamento Europeo
"La globalizzazione, le economie, le donne: protagoniste di un percorso di pace"
Marigia Maulucci, Segretaria Confederale CGIL

 

Come ogni anno dal 1999, la sede che ospita gli interventi è quella della Malga Lunga, Rifugio e Museo della Resistenza tra le montagne sopra Gandino e Valpiana. Tornare alla malga per l’edizione 2005 del seminario acquista un significato ancora più forte che in passato, a sessant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dai tragici avvenimenti che i partigiani bergamaschi hanno vissuto in mezzo ai boschi attorno alla malga.
La storia del Rifugio Partigiano della Malga Lunga è legata alla tragedia del 17 novembre del 1944, quando alcuni reparti fascisti della "Tagliamento" riuscirono a catturare parte della squadra di Giorgio Paglia, ufficiale della 53° Brigata Garibaldi. A causa dell’agguato fascista, avvenuto verso mezzogiorno alla Malga Lunga, Paglia e compagni furono costretti alla resa. Due di loro vennero uccisi a pugnalate sul posto. Gli altri furono fucilati il 21 novembre 1944 al cimitero di Costa Volpino. Giorgio Paglia, che pure poteva aver salva la vita perché figlio di una medaglia d’oro al valor militare, rifiutò la grazia e morì coi compagni.

 

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