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sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale: conflitti, terrore, guerra di civiltà e paure è possibile che le donne abbiano una lettura di genere da proporre a questo mondo così infelice?
"Gli scenari di questo inizio secolo" spiega Maurizio Laini, segretario generale della CGIL di Bergamo, "sembrano fatti apposta per rinfocolare paure antiche, diffondere incertezze sul segno e la qualità del progresso, seminare lidea di prospettive apocalittiche: la guerra, il terrorismo, lambiente, il declino dellEuropa, la tentazione di "ritoccare" i diritti anche individuali oltre che il modello sociale e la qualità delle nostre democrazie. Ci muoviamo in un quadro sconfortante, nel quale il primo terreno del dibattito è costituito dai "conflitti": tra culture, civiltà, tra popoli, religioni e storie. Di fronte a questo scenario si può ancora dire che le donne abbiano un approccio culturale specifico? Cè un modo diverso di interpretare le scelte che peseranno sui destini del mondo? E, soprattutto, può essere sostenuto che la politica della forza, del potere, del terrore, dellarbitrio, nellesperienza delle donne è mitigata più che in quella maschile dalla valorizzazione della solidarietà, della cooperazione, del confronto?" Programma Introduce e coordina Maurizio Laini, Segretario Generale CGIL Bergamo ore 9,45 saluto di Costantino Zorzi, a nome della sezione ANPI di Alzano Lombardo Edoardo Bano, Segretario Generale Spi CGIL di Bergamo ore 10,15 interventi "La Malga e le donne della resistenza" Prof. Angelo Bendotti, Direttore ISREC Bergamo "Le donne, la sicurezza, le isitituzioni: dall'antifascismo al rifiuto dell'arbitrarietà del potere Barbara Pezzini, Docente di Diritto Costituzionale allUniversità di Bergamo "Nelle diverse culture un denominatore comune per le donne?" Carolina Carena, Ufficio Immigrazione CGIL di Torino/Novara "Le donne della politica: una lettura specifica dell'Europa, dell'Occidente, del mondo globalizzato?" Pasqualina Napoletano, Vicepresidente del Parlamento Europeo "La globalizzazione, le economie, le donne: protagoniste di un percorso di pace" Marigia Maulucci, Segretaria Confederale CGIL Come ogni anno dal 1999, la sede che ospita gli interventi è quella della Malga Lunga, Rifugio e Museo della Resistenza tra le montagne sopra Gandino e Valpiana. Tornare alla malga per ledizione 2005 del seminario acquista un significato ancora più forte che in passato, a sessantanni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dai tragici avvenimenti che i partigiani bergamaschi hanno vissuto in mezzo ai boschi attorno alla malga. La storia del Rifugio Partigiano della Malga Lunga è legata alla tragedia del 17 novembre del 1944, quando alcuni reparti fascisti della "Tagliamento" riuscirono a catturare parte della squadra di Giorgio Paglia, ufficiale della 53° Brigata Garibaldi. A causa dellagguato fascista, avvenuto verso mezzogiorno alla Malga Lunga, Paglia e compagni furono costretti alla resa. Due di loro vennero uccisi a pugnalate sul posto. Gli altri furono fucilati il 21 novembre 1944 al cimitero di Costa Volpino. Giorgio Paglia, che pure poteva aver salva la vita perché figlio di una medaglia doro al valor militare, rifiutò la grazia e morì coi compagni.
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