I ticket e le lettere ai pensionati
Produrre comunicazioni rassicuranti, accattivanti, che pubblicizzino il proprio operato fa parte della intrinseca natura delle persone, dei rappresentanti, dei venditori. In politica in particolare. In questi anni di grande sviluppo delle tecniche della comunicazione ancora di più. Qualche volta, però, si va oltre. I meriti rivendicati non corrispondono alla realtà e non vi sono spazi interpretativi di sorta per sostenerne la fondatezza. Ci riferiamo alla lettera del presidente della giunta regionale, inviata a circa 1.400.000 cittadini lombardi, pensionati in particolare, accompagnata da alcuni moduli da compilare, in cui spiega come, grazie alle decisioni ed alla buona amministrazione della giunta è stato possibile eliminare, dal primo ottobre, i ticket per le malattie croniche appunto. Proviamo ad argomentare. I ticket, insieme alladdizionale regionale Irpef, sono stati introdotti da questa stessa giunta più di due anni fa. La buona qualità del servizio sanitario lombardo si è consolidata nel corso dei decenni scorsi, in un sistema accessibile a tutti in cui hanno operato insieme strutture pubbliche e private "accreditate" (pagate con contributi pubblici), mentre la spesa sanitaria è esplosa, rispetto al passato, dopo lintroduzione del nuovo sistema sanitario voluto proprio da Formigoni, che ha prodotto un ridimensionamento della programmazione e dellintervento pubblico e numerosi tagli e riduzioni di servizi nel territorio. La parte più consistente dei ticket rimane, così come laddizionale Irpef. Risulta, quindi, quantomeno ardito da parte di Formigoni "vendere" come un proprio merito il contenimento parziale di questi costi a carico dei cittadini. Legittimo, intendiamoci, ma è altrettanto legittimo dire che le cose non stanno esattamente in questo modo. Anche perché questo risultato, pur parziale, è stato ottenuto dopo una faticosa e lunga lotta delle organizzazioni sindacali, dei pensionati, soprattutto. Anche perché non è piacevole vedere aumentare tasse e prezzi mentre stipendi e pensioni segnano il passo e quasi dover ringraziare per un piccolo "sconto" (ottenuto dopo faticose proteste) chi ha contribuito a determinare questa situazione. Piccolo sconto, quello per leliminazione dei ticket sulle malattie croniche, che oltretutto implica (dopo i labirinti burocratici per accedere agli sgravi sui trasporti) complicazioni e perdite di tempo considerevoli. Alla faccia della semplificazione delle procedure della pubblica amministrazione, regionale nel nostro caso. segreteria SPI CGIL Bergamo
28 settembre 2004 |