L’ho votato
sulla pensione mi ha preso in giro

Mario Colonna

 

Caro presidente,

sono un pensionato classe 1931, vivo con mia moglie, classe 1936, in una bella casa popolare di 45 metri quadrati. Prima che Lei diventasse il nostro presidente del Consiglio, i nostri assegni sociali congiunti raggiungevano la cifra di un milione e 400mila lire, 700mila lire per ognuno di noi due. Poi abbiamo votato Forza Italia e a marzo 2002 ho ricevuto l'aumento a un milione di lire da Lei promesso, raggiungendo così, con l'assegno di mia moglie, la cifra di un milione e 700mila lire.

Ero felice, signor presidente, tanto che un giorno leggendo su un giornale un articolo della signora Livia Turco che affermava: "Il milione al mese ai pensionati non arriva", non esitai a scrivere ad alcuni giornali nazionali e locali la verità.
Scrissi: "Onorevole Turco, il mio milione l’ho avuto, perché dice bugie?" Due giornali pubblicarono parte della mia lettera.

Signor presidente, la nostra gioia è durata un anno. Giorni orsono abbiamo ricevuto una lettera da Roma, dell'Inps che comunica a mia moglie Rosina De Martinis che avendo il suo assegno sociale, unito al mio, superato un certo reddito, circa un milione e 700mila lire, dal mese di aprile 2003 avrebbe avuto il suo assegno dimezzato, come puntualmente è avvenuto. Ma non basta, mia moglie dovrà pagare cinque milioni di lire di arretrati avuti ingiustamente, secondo l'Inps, a partire dal gennaio 2002, cioè dal giorno in cui io ho riscosso il mio primo milione.

Mi perdoni, signor presidente, ma io e mia moglie ci siamo sentiti beffati. Ci sono stati rincari in tutto, l'inflazione, l'euro, etc. ma la nostra pensione è tornata quella del 2001, anzi un po' meno, 1.367.000 di lire.
Confesso che mi verrebbe voglia di chiedere scusa alla signora Livia Turco.

 

Questa lettera è stata pubblicata
il 21 maggio su "La voce di Romagna"

da "L'Unità, 22 maggio 2003

 

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