Giuseppe Della Chiesa

Presidente Civ Inps di Bergamo
Sintesi dell'intervento
al convegno Spi

su lavoro nero e pensionati nella Bergamasca

 

Ringrazio per il gradito invito per dare un contributo al Convegno su un argomento delicato come èquello del "lavoro in nero".

E’ certamente un tema di attualità che coinvolge lavoratori, pensionati, Sindacati, imprese, enti previdenziali e pubblica amministrazione.

Sul versante INPS l’argomento è importante, oltre che sentito, perché diverse prestazioni erogate sono collegate al reddito del lavoratore e/o del pensionato.

Considerato poi che il Comitato provinciale, che ho l’onore di presiedere, è composto da rappresentanze dei lavoratori dipendenti, autonomi, datori di lavoro e della pubblica amministrazione va da sé che l’attenzione al problema riflette non soltanto compiti istituzionali ma anche interesse sociale.

Consentitemi di darvi in premessa una breve scheda di cosa significa l’INPS a Bergamo.

26.000 aziende
233.000 lavoratori assicurati
259.000 pensioni gestite
3.291 miliardi di entrate per contributi
3.768 miliardi di pagamento pensioni.

Sono numeri consistenti che rispecchiano la dimensione socio - economica della realtà bergamasca.

Una prima questione che ritengo da valutare è la seguente: il lavoro nero nelle sue diverse sfaccettature è, come si dice, un fenomeno o una realtà?

Dal mio punto di vista credo che ci troviamo ormai di fronte ad un fatto di così vasta portata tale da configurarsi una realtà che produce tanti interrogativi ai quali le risposte non sono né semplici né scontate.

Una realtà per essere capita va indagata a fondo, così come ci vuole coraggio per metterla in discussione, così come è indice di responsabilità volerla conoscere senza pregiudizi per proporne possibile normalizzazioni.

Sotto questo profilo il convegno è apprezzabile anche perché i diversi risvolti, ben evidenziati nella relazione, sono terreno di impegno non comune e per tutti.

Un secondo punto di riflessione riguarda la strumentazione occorrente per tentare di contenere prima le origini e poi gli effetti distorsivi o negativi, che indubbiamente esistono, dentro questa realtà.

In proposito una maggiore intesa operativa tra enti previdenziali, amministrazione finanziaria e banche dati può portare al coordinamento di un più efficace intervento per correggere la realtà in positivo.

Ciò presuppone azioni di accertamento e controllo ispettivo aventi non tanto scopi o effetti esclusivamente repressivi ma anche di tipo "educativo" laddove si riscontri che le inadempienze da parte delle aziende conseguono a evasioni o elusioni contributive per errate interpretazioni e applicazioni di norme di legge.

Certo è che quando è rilevata una palese intenzionale violazione per evadere, e quindi sottrarre risorse pubbliche, occorre decisione e fermezza per far rispettare doveri e diritti.

Come si è mosso e come si sta muovendo l’INPS.

Gli ispettori dell’INPS attualmente sono dotati di una valigetta informatica, strumento che fornisce all’ispettore, in tempo reale e ovunque egli si trovi, i dati presenti nella banca dati dell’Istituto consentendogli controlli più puntuali e mirati.

Nell’aprile scorso il CIV - Comitato di indirizzo e vigilanza - ha presentato il piano nazionale triennale 2001 - 2003 contenente le linee generali e specifiche sugli obiettivi che l’Istituto si propone nel periodo.

Un capitolo del piano parla del recupero della evasione contributiva e vigilanza richiamando le problematiche poste dal "fenomeno sommerso di azienda" le cui tipologie vanno dal lavoro nero autonomo e dipendente, al lavoro occasionale, ai falsi apprendisti, ai lavoratori parasubordinati. Detto fenomeno, secondo la lettura dell’INPS, è riferibile:

alla maggiore incidenza delle attività produttive di piccole e piccolissime dimensioni;
ad un sistema sanzionatorio oneroso e inadeguato nei casi di accertate omissioni;
alla tecnica del condono gestita ogni volta come un evento isolato e non in una logica di processo;
ai rapporti di lavoro fittizi.

Per fronteggiare la situazione viene proposto di intensificare la vigilanza integrata con le altre pubbliche amministrazioni mediante iniziative mirate nelle seguenti direzioni:

potenziamento delle sinergie con il fisco, Infocamere, le ASL, i Comuni, l’INAIL;
rafforzamento degli organici degli Ispettori di vigilanza per avere un gruppo che consenta un significativo controllo sulla evasione;
incremento dell’efficacia delle attività ispettive con l’intento di ridurre lo scarto, ancora elevato, tra accertato, riscosso e contenzioso.

Per ultimo e più recentemente il Consiglio di Amministrazione dell’INPS ha promosso la Costituzione degli Osservatori Regionali sul lavoro nero, l’economia sommersa, l’evasione e l’elusione contributiva. Questo organismo, composto da un massimo di 3 rappresentanti per ogni ente che vi partecipa, avrà i seguenti compiti:

studio e analisi del territorio e degli insediamenti produttivi;
analisi del PIL, della popolazione residente e dell’andamento occupazionale;
studio delle tipologie dei contratti;
individuazione delle zone ove il "fenomeno" del lavoro nero è presente e studiarne le cause.

L’analisi dei dati che emergono darà vita ad iniziative e collaborazioni con le Commissioni costituite presso le Camere di Commercio come previsto dalla legge finanziaria per l’anno 1999 (448/1998).

Concludendo nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa condivido sull’opportunità che possano essere riviste le attuali norme che riguardano il cumulo reddito - pensione nel senso richiamato dalla relazione introduttiva al Convegno.

 

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