
Il 2001 è lanno del centenario della Camera del Lavoro di Bergamo: un
anniversario importante, loccasione come si è detto ormai più volte
per una riflessione seria dal punto di vista storico ma capace di illuminare le ragioni e
il senso della nostra appartenenza, della nostra militanza, oggi.
La situazione storica del 2001 è certamente lontana da quella del 1901, è
radicalmente diversa così come diverse sono le condizioni di vita e la cultura dei
lavoratori che rappresentiamo.
Ma il 2001 è terribilmente diverso anche solo dal 2000: il quadro politico che abbiamo
davanti e gli avvenimenti più recenti ci inducono a ragionamenti che non avremmo più
voluto fare: del fascismo oggi non siamo chiamati a parlare solo in senso storico; della
cultura autoritaria e illiberale siamo costretti a valutare forme e peso nellattuale
situazione istituzionale, politica e sociale.
Fino a chiederci quanto "fascismo" cè, oggi, nei comportamenti della
polizia a Genova; dentro la compagine governativa e per esplicita dichiarazione dei membri
autorevoli del Governo stesso; nel riemergere del terrorismo; nelle ipotesi più spinte di
secessione; nel rifiuto per la politica, nei suoi toni arroganti, gridati e quasi
violenti; nel disprezzo per i contenuti della democrazia che sembra riaffiorare.
Magari per concludere che alcune preoccupazioni sono eccessive, che alcuni allarmi sono
ingiustificati, che la consapevolezza democratica del paese, il suo tessuto istituzionale
e sociale, la comune appartenenza allEuropa possono in qualche modo tranquillizzarci
sul futuro del nostro paese.
Ma la domanda va posta e una risposta oggi va data: cè un nuovo rischio di
"fascismo"? che caratteristiche ha? Dove si annida e come si propone? Cè
una rivendicazione di democrazia da porre?
Questa riflessione va fatta insieme e il luogo più adeguato è la "Malga
Longa".
Un luogo emblematico, terribilmente concreto e al tempo stesso simbolico. Un luogo di
Resistenza.
