Relazione introduttiva
del Segretario Generale Edoardo Bano
ai lavori del Comitato Direttivo

Spi Cgil del 19 dicembre 2003

 

 

Ordine del giorno
Situazione politica generale – Finanziaria 2004
Documento dei CD nazionali SPI FNP UILP del 12 novembre 03
Varie ed eventuali.

 

Un inverno caldo e unitario

Lo sciopero generale del 24 ottobre e soprattutto la grande manifestazione del 6 dicembre a Roma, ai quali come SPI abbiamo assicurato una forte partecipazione, segnano un passaggio (una svolta) importante nell’esperienza del sindacato italiano. Dopo un periodo di divisioni e difficoltà, si è maturata la convinzione che la pesante offensiva conservatrice del Governo può essere affrontata con qualche possibilità di successo solo con un fronte unitario. Si è ritrovato un linguaggio comune, un’analisi convergente su diversi problemi, quali ad esempio su Pace, Terrorismo, Mezzogiorno, Immigrazione ecc. c’è quindi un rilevante cambiamento di clima nelle relazioni sindacali. Clima positivo, che abbiamo verificato in piazza a Bergamo prima e a Roma dopo, che incoraggia a lavorare per irrobustire la prospettiva unitaria.

Credo siamo altresì consapevoli che l’unita è un processo lungo e faticoso, che le differenze, di analisi e impostazione sindacale che permangono, e se non verranno risolte, possono ripresentarsi. L’importante è la voglia di governare il pluralismo e ricondurlo entro una linea di azione convergente, che sia in grado di far fronte ai gravi problemi che il paese sta attraversando.

Il progetto del Governo, che abbiamo più volte discusso, mette in discussione il modello sociale europeo, con il complesso delle sue istituzioni di protezione sociale, per passare ad un sistema competitivo, nel quale non ci sono diritti garantiti, ma tutto è affidato ai rapporti di forza e alla dinamica di un mercato senza regole. Ma proprio perché sono in gioco i diritti fondamentali, interessi diffusi, ed è quindi in discussione la stessa idea di giustizia sociale, il movimento sindacale può farsi interprete dell’interesse generale del paese, della sua coesione, dei diritti costituzionali, e può allargare il consenso più vasto alla sua iniziativa.

Allargare il consenso: questo deve essere oggi il nostro obiettivo principale, perché è il solo modo di mettere in crisi le scelte politiche del centro destra.

Il Governo cerca di presentarsi come l’unica vera forza riformatrice, mentre il sindacato saprebbe solo dire dei no. Questa tesi va rovesciata mettendo in campo un progetto, una nostra piattaforma.

Dopo la manifestazione del 6 dicembre questo è il lavoro più urgente da fare.

L’incontro con il Governo ha prodotto un primo risultato: una sospensione dei tempi di approvazione della delega e l’apertura di una fase di confronto. Non è ancora l’avvio di una vera e propria trattativa, ma è una fase interlocutoria nella quale possiamo mettere a punto le nostre proposte e i nostri obiettivi.

Proposte e obiettivi, alla ricerca dei quali vogliamo partecipare assieme a FNP e UILP. Sulle pensioni, che ci coinvolgono direttamente, siamo particolarmente impegnati sulla tutela del potere d’acquisto dei pensionati e per la protezione sociale delle fasce più deboli con al centro il problema della non autosufficienza.

Sulla Non autosufficienza ricordo che è stato varato un testo di legge unificato che prevede l’istituzione di un fondo nazionale specifico, che il ministro Tremonti ha bloccato dirottando altrove le risorse che sembravano già destinate al fondo.

 

Potere d’acquisto delle pensioni

Sulla difesa del potere d’acquisto delle pensioni credo sia opportuno riprendere il filo del discorso da dove lo avevamo lasciato nel nostro CD del 21 ottobre scorso.

Nel corso di quel CD avevamo esaminato le priorità emerse dalla Assemblea nazionale SPI che si era tenuta nei giorni 8,9,10 0ttobre a Bellaria.

In particolare l’attenzione era stata rivolta allo studio e alla proposta del CER che indicava una linea di azione volta a tutelare il potere d’acquisto agendo sulle pensioni nette attraverso la leva del fisco, che richiedeva circa 4.500 miliardi di vecchie lire anno. Linea che in alcuni interventi era stata considerata debole perché lasciava esposte all’erosione le pensioni più "giovani" e meno basse.

Si tratta oggi di verificare il percorso fatto da allora, i passaggi compiuti. Esaminare quali sono oggi gli obiettivi comuni e prioritari dei pensionati ed in quale piattaforma sono stati inseriti.

I direttivi unitari di SPI FNP UILP del 12 novembre sono stati una tappa importante nel merito per il tipo di formulazione unitaria e per la risonanza che hanno avuto nel porre all’ordine del giorno nell’agenda del paese la questione della perdita di potere d’acquisto delle pensioni.

Due sono i riferimenti più importanti e che riprendo per completezza di informazione.

La relazione introduttiva unitaria che a pagina quattro analizza le cause della perdita del potere d’acquisto e dice:

"La divaricazione tra inflazione "ufficiale" e inflazione reale e la non indicizzazione delle pensioni – insieme all’assenza di qualsiasi tipo di collegamento del valore delle pensioni alle retribuzioni e alla crescita della ricchezza complessiva del Paese – sono tra le ragioni della perdita progressiva di valore delle pensioni".

Quindi in questa analisi sul banco degli accusati sono messi due strumenti:

  1. Il sistema di rilevazione dell’ISTAT che calcola l’inflazione con un paniere di prodotti costruito sui consumi di una famiglia tipo di quattro persone, mentre i consumi degli anziani sono chiaramente diversi e più centrati su alimentari, casa e servizi pubblici, che registrano percentuali di inflazione più elevate.
  2. Il sistema di perequazione (rivalutazione) delle pensioni che, solo una volta l’anno, calcola solo l’inflazione rilevata con quel sistema, e che dal 1992 non comprende più nel calcolo la ricchezza del paese (PIL).

Le richieste unitarie dei sindacati dei pensionati si trovano a pagina cinque della relazione, e sono esattamente così descritte:

"Ma quali possono essere le nostre proposte per la rivalutazione delle pensioni? Noi crediamo che si possa agire su diversi fronti.

1° Agire sulla leva fiscale.

E a questo proposito proponiamo:

L’abolizione della discriminazione tra lavoratori dipendenti e pensionati per quanto riguarda l’area di esenzione fiscale determinata dalle deduzioni (introdotta con la Finanziaria dello scorso anno e immodificata con la finanziaria di quest’anno) che continua ad essere fissata a 7.500 euro per i lavoratori dipendenti e 7.000 euro per i pensionati.
Interventi mirati a favore dei pensionati incapienti (cioè di quei pensionati che non possono usufruire degli sgravi fiscali perché non sono sottoposti a imposizione fiscale da parte del Governo centrale, avendo entrate modeste).
Detrazioni mirate per gli anziani, collegate all’età e al reddito.

2° Agire sul fronte dell’inflazione.

E a questo proposito proponiamo:

Avviare una riflessione anche in sede tecnica su come realizzare metodi di rilevazione dell’andamento dei prezzi e delle tariffe che tengano conto dei consumi degli anziani.
Fare pressioni sul Ministero dell’Economia affinché determini un tasso di inflazione per il 2003 non inferiore al 2,7-2,8%. Si tratta come sapete, del tasso che è poi utilizzato dagli enti previdenziali per rivalutare gli importi delle pensioni, dal 1° gennaio per tutto il 2004.

3° Aprire un confronto con il Governo.

Per recuperare parte del valore perduto delle pensioni. Si tratta indubbiamente, dell’operazione più difficile, ma anche della più necessaria. E a questo proposito proponiamo:

L’istituzione di un'apposita sede di confronto Governo - sindacati dei pensionati (come peraltro espressamente previsto dal 1992, con conferma nelle leggi di riforma Dini n. 335/1995) in cui valutare l’andamento del reddito reale dei pensionati e delle famiglie di anziani, nonché quanta parte dell’incremento della ricchezza del paese possa e debba essere attribuita anche agli anziani, mediante un adeguamento a hoc delle pensioni in essere".

Nel documento finale dei direttivi, che vi è stato fornito assieme alla convocazione, le due priorità dei pensionati sopra descritte, sono così sintetizzate:

"Ciò premesso, i Consigli Generali di Spi-Fnp-Uilp convengono, con il sostegno delle Confederazioni, sull’esigenza di aprire una vertenza con il Governo attraverso uno specifico tavolo di confronto teso:

  1. Al miglioramento del reddito dei pensionati attraverso il recupero del potere d’acquisto delle pensioni e più in generale per la predisposizione dei meccanismi che consentano un'effettiva e sistematica tutela dei redditi da pensioni oggi fortemente corrosi dal carovita a livelli inaccettabili, con particolare attenzione alle pensioni più basse a partire dai trattamenti minimi esclusi dall’incremento al "milione".
  2. All’approvazione di un Disegno di legge per la tutela della non autosufficienza che abbia la copertura di uno specifico fondo alimentato dalla fiscalità generale"

Le Confederazioni presenti alla riunione dei tre direttivi, hanno espresso un sostanziale accordo e promesso che la questione sarebbe stata assunta dalle stesse Confederazioni.

Nel memento in cui si è aperto un confronto con il Governo e si sta predisponendo una piattaforma unitaria è opportuno dire subito che il nostro obiettivo è di chiedere che le due priorità dei pensionati diventino due punti fondamentali della piattaforma unitaria.

Intanto lo dobbiamo chiedere alla CGIL.

Da una prima occhiata che ho dato al documento del CD nazionale CGIL di mercoledì scorso, ho visto che le due priorità sono riprese al punto 2.2 e al punto 4. Maurizio Laini, che era presente al CD CGIL, ci dirà come è stato il dibattito di merito e come saremo coinvolti anche noi sulla discussione per la costruzione della piattaforma unitaria.

 

Per il momento credo, che sulla questione della difesa del potere d’acquisto delle pensioni, si possa tracciare questa prima sintesi:

La questione della perdita del potere d’acquisto delle pensioni, oltre a diventare una priorità unitaria dei pensionati e ad essere assunta dalle Confederazioni, è diventata - anche grazie a noi - questione reale che riguarda il paese. Non è un caso se il Sole 24 ore gli ha dedicato un'intera pagina. Dobbiamo sapere che tale questione è andata all’ordine del giorno, soprattutto perché l’abbiamo portata nelle piazze, nei cortei, nei presidi del 28 novembre, sulla stampa. Quindi il fatto che resti una priorità dipende anche da come sapremo farla vivere nelle nostre iniziative.

Ad esempio: le pensioni dal 1° gennaio sono rivalutate del 2,5%. Credo sia un'occasione per ricordare che quel tasso di inflazione e quel tipo di perequazione non proteggono adeguatamente il loro potere d’acquisto. Potremmo tornare nelle piazze con i gazebo e nei mercati con i volantini a fare "controinformazione".

Su quale tavolo affrontare la questione. Credo che il problema si risolva se il confronto tra Confederazioni e Governo avrà continuità e sarà in grado di affrontare i problemi più importanti.

Sul merito delle richieste, credo che la definizione più completa sia contenuta nella relazione di Miniati ai tre direttivi di ottobre, perché precisa i tre livelli di intervento. Ma qui saranno decisivi le quantità di risorse che si acquisiranno e le priorità che saranno unitariamente definite nella piattaforma unitaria, e su questo c’è ancora lavoro da fare.

Decisivo è quindi anche per noi, che si vada alla definizione di una piattaforma unitaria che rappresenti l’interesse più generale del paese, che nelle sue scelte e richieste sappia parlare ai giovani lavoratori come agli anziani e pensionati.

 

La Finanziaria

Dopo aver parlato della nostra "busta paga" è utile dare uno sguardo alla situazione che stiamo attraversando, resa difficile:

dal crescente e incontrastato carovita, al taglio dei servizi sociali e sanitari;
dalla fine della concertazione e della politica dei redditi decretata dal Governo, che intacca la coesione sociale;
dalla messa in crisi del protocollo del 93 sul sistema contrattuale, che rende più difficile il rinnovo dei contratti, penalizza ed esaspera i lavoratori.

Sono politiche e misure che concorrono a peggiorare le condizioni di vita di lavoratori e pensionati e realizzano un massiccio trasferimento di ricchezza a vantaggio delle classi più agiate.

Intanto il Governo in Parlamento impedisce il confronto e impone la fiducia sui decreti della Finanziaria per "proteggerla" dai 2.000 emendamenti presentati dalle forze del centro destra. Questo degli emendamenti è un dato indicativo delle difficoltà nelle quali si dibatte la maggioranza di centro destra.

Maggioranza che ritrova la sua baldanza e unità sulle leggi che riguardano gli interessi del Presidente del Consiglio, il quale è seccato e irritato per la bocciatura della legge Gasparri da parte del presidente della Repubblica Ciampi. Bocciatura giusta per impedire una legge che allarga ulteriormente il monopolio di Berlusconi nel delicato settore dell’informazione.

A proposito di informazione, voglio aprire una finestra per denunciare la vergogna del fatto che ad una settimana dalla elezione delle RSU nella scuola, la splendida vittoria della CGIL, che anche a Bergamo diventa il primo sindacato (passando dal 28,61% al 37,16%), resti una notizia fantasma che conoscono solo i pochi addetti ai lavori. Questo perché in barba ad ogni più elementare diritto all’informazione, i quotidiani locali non hanno ancora scritto una riga in merito e le TV tacciono. Il risultato positivo è confermato anche dal livello nazionale, che vede la CGIL aumentare di sei punti la sua percentuale.

Riprendo e chiudo il capitolo finanziaria, ricordando che il paese resta alle prese con il suo crescente "declino", con il governo che per il terzo anno promette la ripresa che non ci sarà, in primo luogo per l’assenza di adeguate e qualificate politiche di sostegno alla stessa.

 

A Bergamo

Negli ultimi mesi si è rimesso in moto anche a livello territoriale il lavoro unitario, prima con le riunioni delle segreterie di SPI FNP e UILP e poi con quelle degli attivisti a livello di distretto. Le riunioni di zona hanno discusso di Pensioni e Finanziaria con l’impegno di proseguire il lavoro comune sull’attuazione della rete dei servizi prevista dalla legge 328/00, e lo sviluppo della negoziazione sociale.

Nella negoziazione sociale ognuno di noi dovrà dare il meglio per concretizzare risultati, perché gli spazi sono ridotti e i problemi molti. Infatti, la riduzione dei trasferimenti agli enti locali deciso dalla Finanziaria, e il taglio dei servizi deciso dalla Regione ricadono sui comuni e fanno esplodere contraddizioni che devono essere denunciate e affrontate.

La prima contraddizione riguarda la Lega Nord. Da quando è al governo, nonostante tutta la demagogia a buon mercato sul federalismo e sulla devolution, si è registrato un aumento del "centralismo statale" con un taglio alle risorse per le comunità locali e quindi per i servizi ai cittadini.

La seconda riguarda il fatto che molte amministrazioni, magari dello stesso colore del Governo (vedi città di Bergamo), non riconoscono il ruolo negoziale del sindacato, poi tirano pesantemente la giacchetta delle organizzazioni di volontariato (Auser compresa), per tentare di sopperire con il volontariato al taglio dei servizi.

Con queste amministrazioni bisogna essere chiari. Non si tratta solo del riconoscimento negoziale delle nostre organizzazioni, si tratta soprattutto di precisare che il volontariato può integrare ma non può sostituire i servizi sociali, che devono restare diritti e non diventare carità.

Nel 2004 la stragrande maggioranza dei nostri comuni vanno alle elezioni amministrative; dobbiamo contribuire ad esplicitare i bisogni della popolazione anziana affinché già nella definizione dei programmi elettorali si possa verificare quali impegni concreti si assumono coloro che si apprestano a governare nei prossimi anni.

 

In Lombardia

Con la Regione Lombardia è stato recentemente siglato un accordo che allarga l’area dell’esenzione dal pagamento dei ticket per la spesa farmaceutica (pensionati, lavoratori in mobilità e in cassa integrazione, fino a un reddito di 8.263 euro, con successivi incrementi in ragione dei familiari a carico, soggetti di trapianti d’organo), ed estende inoltre l’esenzione per i servizi di pronto soccorso ai pensionati della fascia 65-75 anni, che prima pagavano il ticket.

Un primo risultato, limitato ed insufficiente, che però offre una risposta ad alcune delle fasce sociali più deboli, ma che ne esclude altre, quali ad esempio: famiglie povere e malati cronici.

Un accordo parziale che riduce il danno, che si aggiunge a quelli intervenuti sulle Case di riposo e sull’Assistenza domiciliare integrata (ADI) e non chiude il confronto con la Regione né sui ticket né sul resto della politica sanitaria. Una politica che resta fuori controllo, che riduce i servizi e fa pagare due volte le prestazioni ai cittadini.

Confronto che andrà proseguito per conseguire modifiche più radicali alle politiche sociali e sanitarie della Regione.

Infine sulla gratuità dei trasporti ricordo è stata recentemente varata una nuova legge regionale che entrerà in vigore nel luglio 2004, casualmente dopo le elezioni amministrative. Quindi fino a quella data resteranno in vigore le vecchie esenzioni. In un prossimo appuntamento esamineremo cosa prevede e come si applica la nuova legge.

 

In Europa

Per contrastare le tendenze ad una gestione unilaterale degli equilibri mondiali da parte degli USA è essenziale la costruzione politica dell’Europa, portando a compimento sia l’allargamento dell’Unione, sia la riforma delle sue istituzioni sulla base di un nuovo trattato costituzionale.

Questo processo si è invece rallentato e si sono registrati in poco tempo:

  1. la crisi del patto di stabilità
  2. il rinvio del varo della Costituzione.

Due fatti che, visti in sé, possono anche essere rimediati. Purtroppo sono il sintomo della modifica di un clima e di una volontà, che ora rafforza coloro che vogliono un’Europa a scartamento ridotto e non protagonista nello scacchiere internazionale.

Berlusconi si è distinto tra coloro che hanno rallentato questo processo di costruzione, in ossequio ai voleri di Busch.

Riprendere il percorso di costruzione dell’Europa, non può che essere uno dei compiti delle organizzazioni sindacali italiane ed europee.

 

Per la Pace

Il 2003 si chiude con il botto della cattura di Saddam Hussein. L’arresto del dittatore è un fatto positivo che accelera la necessità di una svolta in Iraq.

L’urgenza è quella di un passaggio di responsabilità nella gestione della situazione irachena, che deve passare dalle forze occupanti a quelle dell’ONU, con il rapido avvio di un processo di costruzione di una legittima autorità civile che rappresenti democraticamente la sovranità nazionale dell’Iraq.

Condizioni queste che possono ridurre la devastazione sociale e contenere l’esplosione virulenta del terrorismo e della violenza, che a Nassiriya ha colpito anche i nostri soldati presenti in Iraq.

Nella tavola rotonda organizzata dallo SPI nazionale l’11 dicembre a Roma, dedicata al ruolo della cooperazione per la pace, si è fatto il punto sulla situazione internazionale. Tra gli obiettivi dell’iniziativa quello di sostenere l’accordo di Ginevra per la pace tra Palestina ed Israele, perché c’è la forte convinzione che dalla soluzione palestinese dipenda gran parte dello scenario politico di tutta l’area mediorientale.

Nel corso dello stesso dibattito sono emerse alcune valutazioni importanti che vi voglio riassumere in estrema sintesi:

  1. la democrazia non si esporta ma si costruisce
  2. il terrorismo si alimenta dalla disperazione e dall’ingiustizia
  3. la guerra è "inutile" perché non riesce a chiudere i conflitti che l’hanno motivata e generata
  4. la giustizia sociale e il primato della "politica" restano i punti di riferimento fondamentali per la costruzione della pace.

Sono valutazioni con le quali nel 2004 continueremo nel nostro impegno ad operare contro l’ingiustizia e il terrorismo, per la pace in ogni paese del mondo.

 

In conclusione

Nel ringraziarvi anche a nome della segreteria per l’impegno che avete profuso in questo 2003, che ci ha permesso di superare un anno difficile facendo crescere ancora la nostra organizzazione, esprimo a voi e alle vostre famiglie auguri di buone feste e buon anno.

NB: Alla ripresa, oltre al dibattito sulla definizione della piattaforma unitaria, affronteremo:

  1. il programma di lavoro 2004
  2. il tesseramento
  3. lo stato dell’organizzazione.

Buon lavoro

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