Scaletta dell'intervento introduttivo
del Segretario Generale Edoardo Bano
al Comitato Direttivo

Spi Cgil dell'8 febbraio 2005

 

 

Finanziaria 2005 e tasse

 

Giudizio di CGIL CISL UIL sulla manovra del governo
(Legge Finanziaria 2005: legge n° 311 del 30 dicembre 2004):

Ingiusta, iniqua e dannosa. Non rispondente alle esigenze del paese.
Le incertezze sullo sviluppo rendono tale manovra ancora più rischiosa.
La bocciatura della Commissione Europea dei conti pubblici italiani (del 2 febbraio 05) non fa che confermare le preoccupazioni e i giudizi espressi dalle organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL.

La crescita rallenta, la qualità manca, grave la perdita di competitività

Il risultato sono le crescenti crisi produttive e occupazionali (vedi: Alitalia, Fiat, Terni. Vedi: tessile e meccanico (es. Bergamo), sia al nord sia al sud.

La ricetta lanciata da Berlusconi nel 2001, in sintesi prevedeva:

Meno Stato, meno sindacato, meno regole, meno servizi = meno tasse.
Basta con un Fisco vessatorio, diceva, e sul passato una bella sanatoria (leggi condoni di ogni sorta).
Le tasse pagate per aliquote sopra il 33%, sono immorali.
Libero mercato: diamo più soldi ai ricchi, "loro" creeranno più lavoro, sviluppo e occupazione.

 

Come si è tentato di realizzare la ricetta "miracolosa"?

Prima con l’attacco ai diritti nel lavoro, vedi articolo 18 e legge 30 sul mercato del lavoro.
Poi quello alle pensioni, vedi controriforma fatta nel 2004, che, se il governo non cambierà, si completerà nel 2008.
Infine l’attacco allo Stato sociale (Welfare): con tagli a sanità, servizi sociali, scuola.

 

Dopo quattro anni, è evidente il fallimento della ricetta del 2001.

Per rendercene conto, osserviamo a che punto sono alcune delle grandi promesse del 2001.

Nuovo sviluppo e lavoro promessi: si vedono invece crisi, incertezze, precarietà crescenti. Da quattro anni calano i tassi di crescita (vedi PIL 2001/2004.
Un milione di pensione a tutti: 5 milioni di pensionati sono ancora in attesa dell’aumento. Quelli che l’hanno avuto sono circa 1,5 milioni. Ma basta avere un piccolo contributo, magari quello per le spese di affitto, per dover ridare indietro l’aumento ricevuto.
Meno tasse per tutti: intanto negli ultimi tre anni sono aumentate. Ma adesso, con il cosiddetto 2° modulo fiscale, si rilancia la vecchia promessa.
Grandi opere: ancora non si vedono, ma ci si può già consolare con i condoni, mentre prosegue la cementificazione delle coste e l’aggressione ai parchi e alle aree verdi.

Nonostante sia evidente il fallimento della sua politica, il governo con la Finanziaria 2005 – purtroppo per il paese e tutti noi – rilancia la stessa ricetta e continua a "vendere l’immagine" di un paese che non c’è. A scambiare i desideri per la realtà.

Di fronte alle crescenti difficoltà, come un prestigiatore che toglie il coniglio dal cilindro, rilancia il vecchio cavallo di battaglia; la "beffa" del taglio delle tasse.

 

Berlusconi rilancia le "meno tasse per tutti"

1) La delega fiscale, che nel 2001 il governo si è impegnato a realizzare, capovolge il senso del nostro sistema fiscale.

Prima si pagavano le tasse per sostenere la spesa pubblica e lo stato sociale; adesso si tagliano spesa pubblica e spesa sociale per ridurre le tasse (ai ricchi).

2) Si prevede, a regime, di arrivare a due sole aliquote: 23% e 33%.

3) Ci si lava la bocca inventando la "No Tax Area" (la fascia di reddito esente da tassazione) e "la trasformazione delle detrazioni in deduzioni", vendendoli come azioni rivoluzionarie e riformatrici del fisco italiano; quando invece si tratta di un diverso (ri)utilizzo delle vecchie esenzioni di reddito e detrazioni d’imposta, con inesistenti o scarsissimi benefici per gli interessati.

 

4) Il primo modulo fiscale (2003/2004), sarebbe stato, secondo il governo, a favore dei redditi bassi (sic!). Ma non si capisce di quali benefici si parli.

Forse di quelli avuti dagli incapienti, esclusi da ogni beneficio sia nel primo sia nel secondo modulo?
Forse del fiscal drag, scippato nel 2002, nel 2003, nel 2004 e anche nel 2005?
Oppure si sta parlando del reddito che si sono mangiate le addizionali IRPEF regionali e comunali, l’Ici e la Tarsu? Quello mangiato dai ticket e dal taglio dei vari servizi sociali, dovuti alla riduzione dei trasferimenti dello Stato ai Comuni?

A tutto ciò rispondiamo: scusate, ma non ci siamo accorti dei vostri benefici, bensì dell’aumento dei prezzi, dei servizi e della perdita del potere d’acquisto delle pensioni.

 

5) Adesso c’è il secondo modulo fiscale (2005)

In sostanza a favore dei ricchi. Quelli che nel primo modulo – poverini – erano stati penalizzati (sic!). Prevede che:

I pensionati senza carichi di famiglia non hanno nessun beneficio fiscale fino a un reddito di 18.817,76 € anno (pari a 1.447,52 € mese). Quelli con il coniuge a carico hanno solo qualche briciola in più. L’amara scoperta i pensionati INPDAP la faranno solo questo mese, mentre quelli INPS dovranno attendere il prossimo mese di marzo.
Le nuove aliquote si fermano al 39% (prima arrivavano fino al 45%) e per i redditi sopra i 100.000 € anno; al posto dell’aliquota del 45%, si paga solo un "contributo di solidarietà" del 4%. Si passa qui dal dovere di contribuire in base a quanto si ha (la progressività prevista dalla Costituzione Italiana) alla mera "solidarietà"; che magari domani non è più neanche dovuta. Pare che tutto faccia brodo pur di ridurre le tasse ai ricchi; anche mettere sotto i piedi principi fondamentali della convivenza civile, come quelli sanciti dalla Costituzione in materia fiscale.
Nel frattempo, la Finanziaria 2005, accanto ai condoni per gli evasori, dal 1° febbraio fa scattare aumenti di numerose imposte indirette (catasto, documenti, bolli, brevetti ecc.) e altre tasse di vario tipo; che tolgono altro reddito dalle tasche nostre.

 

Con quali risorse si dovrebbe "coprire" il taglio delle tasse ai ricchi?

Diverse possono essere le strade percorribili, dipende da molte cose. Vediamone alcune:

Si potrebbero aumentare le tasse agli artigiani, commercianti, lavoratori autonomi, professionisti, attraverso la revisione automatica degli studi di settore, come già previsto dalla Finanziaria. Ma è credibile che un governo che fa condoni a gogò, faccia scucire dalle tasche ben 3,8 miliardi di €?
Si può volare più bassi, e in silenzio aumentare le diverse e svariate imposte e tasse. Ad esempio quelle sulla casa, sui documenti, sui valori bollati, sui brevetti ecc. Come quelli scattati dal 1° febbraio scorso per effetto della Finanziaria. Sì, proprio quella che dovrebbe "tagliare le tasse".
Si tentare di fare "alta macelleria sociale", solo a spese nostre. Tentando di recuperare solo da noi le risorse necessarie, tagliando ulteriormente e pesantemente sanità, pensioni, servizi sociali. Si può fare, ma devono mettere in conto la nostra reazione.
Se poi le coperture non ci sono, se non c’è la condizione politica per "imporre" ulteriori stangate sui soliti (noi), allora potrebbero tentare di aumentare il deficit pubblico, chiedendo all’Europa di poter sfondare il Patto di stabilità.

 

Oppure, se tutto ciò è complicato e difficile, si può sempre tentare di vivacchiare. Come?

Ad esempio "cartolarizzando" (leggi [s]vendendo) gli immobili dello Stato, le sedi dell’INPS (vedi quella di Bergamo), le caserme dell’esercito, le strade dell’ANAS, ecc.
Poi, quando saranno passate le elezioni (aprile 2005 le regionali, estate 2006 le politiche) diranno che, loro (il governo) volevano, ma la situazione non lo consentiva. L’opposizione era carogna. I sindacati prevenuti. L’Europa troppo rigida e burocratica.
Cioè, diranno ancora una volta che era colpa degli altri. Può darsi che questa possa essere la strada di riserva, ovviamente per loro, non per noi, tantomeno per il paese.

 

Tale rilancio provoca diverse reazioni

Il sindacato si è ricompattato e chiede cambio radicale della politica del governo.
La Confindustria, la grande alleata del 2001, sotto i colpi della crisi adesso chiede al governo un cambio di linea, accusandolo di non sostenere adeguatamente gli investimenti, la ricerca, la formazione e le infrastrutture necessarie per competere.
L’Europa non consente fughe all’indietro con il superamento del 3% del rapporto tra PIL e Deficit Pubblico.
Il Governo e la maggioranza che lo sostiene sono di frequente in fibrillazione, per le contraddizioni che scoppiano a causa delle delusioni e delle crisi che avvengono negli strati sociali di loro riferimento.
A tale proposito sono indicativi i riflessi di questa situazione sugli esiti delle elezioni europee e amministrative del giugno scorso, nonché su quelle politiche di 9 (7+2) collegi elettorali, tutti vinti dal Centrosinistra.

 

Le richieste prioritarie dei pensionati

In questa comunicazione non posso mancare di ricordare almeno i titoli delle tre priorità unitarie dei pensionati.

  1. Lotta al carovita
  2. Potere d’acquisto delle pensioni (paniere e perequazione annuale)
  3. Non autosufficienza.

Ricordo inoltre che, dopo una manifestazione nazionale a Roma con un milione di persone il 3 aprile 2004, due presidi di piazza il 5 marzo e il 20 ottobre 2004, il governo fa ancora la scimmietta: non vede, non sente, non parla e ovviamente non convoca.

 

Le richieste di CGIL CISL UIL

Le confederazioni ritengono che il paese si possa ancora risollevare. Ovviamente se si cambia alla svelta e radicalmente politica economica e sociale.

Puntando su:

Una diversa politica fiscale, che reperisca le risorse dai ceti più ricchi e premi i cittadini che pagano il dovuto; dia benefici a favore dei redditi più bassi, per sostenere anche così le famiglie e i consumi.
Il sostegno e finanziamento (in termini mirati) degli investimenti delle imprese, nella ricerca, nell’innovazione; delle politiche della formazione, del lavoro e dell’occupazione.
Un welfare (stato sociale), fondato sull’equità, in difesa delle pensioni, della sanità e assistenza.

 

La ripresa dell’iniziativa sindacale

Sulle iniziative delle prossime settimane, posso solo dire che il 15 febbraio prossimo a Milano CGIL CISL UIL hanno convocato un’assemblea nazionale dei delegati, per decidere le iniziative utili a fronteggiare la crisi produttiva e occupazionale e rispondere alla Finanziaria, approvata il 30 dicembre 2004.

Ieri a Roma si è svolta una riunione unitaria delle segreterie nazionali di SPI FNP UILP, unitamente ai segretari regionali, per esaminare il programma di iniziative dei pensionati.

L’esito della riunione sarà noto nelle prossime ore. Siamo in attesa del comunicato unitario.

Nella Regione Lombardia

Ricordo la piattaforma sul Welfare di CGIL CISL UIL nei confronti della Regione; il confronto che noi pensionati abbiamo aperto con la regione su quella che chiamiamo la vertenza "Dare voce a chi non l’ha"; la questione aperta della sanità e dei ticket. Non dimentichiamoci infine che il 3 aprile ci sono le elezioni regionali.

A livello territoriale

Nei prossimi giorni dovremmo riunire le segreterie territoriali per riprendere l’iniziativa anche a livello locale (negoziazione sociale, legge 328/00, piani di zona, RSA, ecc).

Infine, preciso che, per ragioni di spazio, non mi soffermo sulle questioni più generali e su quelle di carattere internazionale.

 

Conclusione

Oggi all’Ordine del giorno del nostro Comitato direttivo ci sono: tesseramento ed il programma di lavoro 2005.

Sul tesseramento esprimo un ringraziamento per i risultati conseguiti nel 2004 e chiedo subito l’impegno per il 2005. Dobbiamo crescere ancora.

Sul programma di lavoro anticipo solo che, verso fine aprile, ci sarà la giornata della memoria, organizzata dallo SPI regionale, che nel 2005 fa tappa a Bergamo. Sarà presentata una pubblicazione, curata dall’ISREC di Bergamo, divisa in due parti: la prima è una approfondita analisi della composizione dei "resistenti" bergamaschi, la seconda comprende interviste ad una serie di dirigenti della CGIL di Bergamo, la cui esperienza partigiana è stata decisiva per la successiva scelta di militanza nella CGIL.

Inoltre, a settembre dovrebbe iniziare il percorso congressuale SPI e CGIL.

Su tesseramento e programma sono previste due specifiche comunicazioni che terranno subito dopo di me Francesco Viero e Gianni Peracchi.

Grazie e buon lavoro

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