Lettera pubblicata sul quotidiano
L'Eco di Bergamo il 2 giugno 2001

 

Spettabile redazione,

in seguito alla pubblicazione sul Vostro quotidiano in data 27 maggio u.s. dell’articolo "Farmaci, il ticket rientra dalla finestra", di Alberto Terrasi, preso dal sito internet www.ilnuovo.it, ci è sembrato doveroso scriverVi per chiarire alcune affermazioni in esso contenute. Riteniamo molto importante, infatti, che debba essere chiara anche ai cittadini (e non solamente agli addetti ai lavori) la differenza che intercorre fra un ticket e un copagamento sui farmaci, visto che si tratta di manovre che hanno un impatto diretto sul loro agire quotidiano nel caso subentrino problemi di salute.

Il ticket (abolito sui farmaci dalla legge finanziaria 2001, a partire dal 1° gennaio) era una somma di denaro che doveva obbligatoriamente essere corrisposta a fronte della prescrizione di un farmaco, mentre il copagamento (introdotto, con decorrenza dal prossimo luglio dalla stessa legge finanziaria, per alcune categorie di farmaci su cui è scaduta la protezione brevettuale) è una forma facoltativa di compartecipazione al costo di un farmaco, dovuta alla scelta esplicita da parte del paziente di farsi prescrivere un certo farmaco rispetto ad altri, del tutto identici, messi a disposizione a titolo completamente gratuito da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, da luglio cambierà il regime di rimborso dei farmaci per i quali esistono degli equivalenti generici (cioè medicinali già utilizzati da molti anni per i quali è scaduta la protezione brevettuale) a minor costo. Quindi, non si può tecnicamente parlare di reintroduzione del ticket, come indicato nell’articolo, bensì di un copagamento che dovrà essere versato da coloro che preferiranno il farmaco di marca al farmaco a minor costo (ripetiamo, integralmente rimborsato e del tutto equivalente al precedente). Va, inoltre, sottolineato che la legge finanziaria prevede l’obbligo da parte del medico prescrittore di informare il paziente dell’esistenza di questo nuovo regime di rimborso: il copagamento scatterà solo per volontà del paziente qualora decida di preferire il farmaco di marca al generico corrispondente.

Cesav
Centro di economia sanitaria
dell'Istituto Mario Negri
Bergamo

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