Lo SPI CGIL si appresta ad
affrontare una fase particolarmente difficile per quanto riguarda la tutela e la
promozione dei diritti della popolazione anziana, in particolare di quella più esposta
sul piano economico e sociale.
Nellattuale contesto politico, infatti, non si scorge il benché
minimo riferimento che faccia pensare alla costruzione di una società libera e solidale,
nella quale primeggino diritti universali di cittadinanza.
Sono inequivocabili le decisioni assunte e le proposte avanzate nei
primi mesi di attività di questo governo, nonostante gli slogan bugiardi e demagogici
delle pensioni minime ad un milione al mese.
Oltre alle leggi sulle rogatorie, sul falso in bilancio, sulle
successioni, sullaumento dellIRPEF e sulla reintroduzione dei ticket, il
governo ha affacciato ipotesi di revisione del sistema sanitario, pensionistico,
dellistruzione e del sistema di regole del mercato del lavoro che incrinano la
possibilità di sopravvivenza di uno stato sociale universalistico ed accessibile.
Si prospetta un modello sociale insostenibile, dove larbitrio di
pochi prevaricherebbe e limiterebbe la libertà di molti, dove ciascuno potrebbe essere
costretto a fare per conto proprio prescindendo da ogni ipotesi mutualistica e di
solidarietà sociale.
Un modello ostile alle persone anziane, che deve essere contrastato.
Lo SPI si riconosce pienamente, come parte attiva e propositiva, nelle
vertenze nazionali e regionali sulla non autosufficienza ed intende fornire un utile
contributo ai confronti aperti con le istituzioni competenti per il riconoscimento del
valore del lavoro di cura e per la conquista di una carta dei diritti di chi cura e di chi
viene curato.
Ritiene, a questo riguardo, importante accompagnare le rivendicazioni
con adeguati momenti di mobilitazione, così come accaduto lo scorso anno.
A Bergamo e in Lombardia in questi ultimi anni lo SPI ha dovuto
misurarsi in un contesto locale simile a quello che oggi si vuole esportare su scala
nazionale.
Tra mille difficoltà ha svolto, comunque, un ruolo significativo ed ha
saputo cogliere qualche significativo risultato (rimborso parte sanitaria delle rette,
qualità dei servizi, iniziative per la non autosufficienza).
Anche sul piano dellapprofondimento e dellelaborazione di
temi propri del sindacato dei pensionati si sono registrati risultati discreti.
Le molteplici iniziative a livello centrale e nel territorio, sul
versante socio sanitario e assistenziale, su quello della sicurezza, nonché la ripresa
del confronto con il comune capoluogo per la vertenza Bergamo e con Asl, Provincia, Case
di riposo per quanto riguarda lipotesi elaborata a livello locale di applicazione
della legge sullassistenza, hanno contraddistinto le attività dello scorso anno.
Maggiori difficoltà si sono rilevate nellassumere fino in fondo
il senso e la pratica della contrattazione o concertazione territoriale, nel costruire
rapporti con le istituzioni periferiche, nel predisporre ipotesi di lavoro unitarie.
Queste difficoltà sembrano oggi superabili anche alla luce della
piattaforma unitaria definita nel mese di ottobre e grazie allaccordo regionale
sottoscritto con ANCI Lombardia, inviato a tutti i comuni.
Sviluppare meglio questo fronte sarà uno degli impegni prioritari
nellagenda dei prossimi mesi.
Si dovranno, inoltre, sollecitare opportune risposte di fronte alle
inadempienze degli enti preposti allapplicazione della legge di riforma
dellassistenza.
A questo riguardo lo SPI di Bergamo ritiene fondamentale rilanciare il
progetto di unità sindacale, condizione indispensabile per ottenere nuovi risultati nel
territorio e per mantenere quelli già raggiunti a livello più generale.
Andrà, inoltre, prestata particolare attenzione ai temi previdenziali.
Così come dovranno trovare maggiore sviluppo le politiche
dellabitazione e dei trasporti a livello locale.
Per quanto riguarda i prossimi impegni, è utile ribadire: il
potenziamento ulteriore - in collaborazione con la CDLT - del fronte dei servizi;
lampliamento del dato associativo; la prosecuzione e la sperimentazione territoriale
dei piani sociali di zona; la massima diffusione possibile dellISEE;
lintegrazione con le prestazioni sanitarie; la messa in rete - sotto legida
della provincia - dei servizi socio sanitari assistenziali e la loro riprogettazione in
efficace sistema integrato, la formazione dei quadri dirigenti del territorio;
losservazione delle rette delle RSA; delle liste di attesa per le prestazioni
ospedaliere ed ambulatoriali; la centralità del concetto e della pratica della qualità
dei servizi socio assistenziali e sanitari.
Un progetto specifico su questo ultimo tema sarà avviato in
collaborazione con qualificate consulenti esterne nel corso dei prossimi mesi.
Lo SPI intende anche reinventare iniziative di merito che sappiano
aggregare un maggior numero di donne, che sappiano sollecitare la loro curiosità, le loro
enormi potenzialità, favorendo la costituzione di coordinamenti donne volti a sollecitare
impegno e partecipazione.
Sono inoltre in fase di potenziamento e miglioramento tutti i servizi
offerti alle anziane ed agli anziani: fiscale, red, Isee, alfabetizzazione sulla nuova
moneta, sportelli socio sanitari, sportello orientamento, area del benessere, cultura e
volontariato.
Si sono sviluppate le strutture di Terza università e dellAuser.
Lampliamento della quantità e della qualità dei moduli
formativi di Terza Università, laffiancamento alle tradizionali attività
dellAuser del progetto di nonni e nipoti, dei rapporti cioè tra diverse
generazioni, sono da considerare segnali positivi.
Nellambito delle leghe andrà rafforzato il rapporto tra queste
strutture, nel pieno rispetto della loro autonomia, e lo SPI CGIL.
Lo SPI di Bergamo intende consolidare i rapporti con le istituzioni
locali, anche con luniversità, in stretto rapporto con la Camera del Lavoro e con
le altre categorie della CGIL, nellottica di unorganizzazione che in piena
autonomia si apre ed ascolta le istanze del territorio.
Laffermazione della centralità del territorio, del decentramento
delle attività e delle iniziative non può che passare attraverso il potenziamento e la
valorizzazione della rete delle leghe territoriali, sia in termini politici che
organizzativi.
La rete territoriale dello SPI, le leghe, il giornale "SPI
Insieme", devono potenziare il loro intervento per ampliare la propria capacità di
ascolto dei bisogni e soprattutto per organizzare una capillare e corretta informazione
che contrasti il pericoloso monopolio, soprattutto, televisivo, unico in Europa e forse
nellintero continente, a disposizione dellattuale compagine di governo.
Lo SPI CGIL di Bergamo chiede che lintera organizzazione si
faccia carico di questo nuovo e delicatissimo problema, poiché una informazione
pluralista, concorrenziale e libera sta alle fondamenta di qualsiasi sistema che voglia
dirsi democratico.
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