Segreteria Generale

Roma, 25-10-2005

Care compagne, cari compagni,

la Segreteria Nazionale dello SPI, facendo seguito alla discussione del Direttivo Nazionale del 26 settembre u.s., ha deciso di proporre alla discussione congressuale alcuni emendamenti alla tesi 4 riguardanti il rapporto tra invecchiamento, politiche sociali ed economia, e il trattamento fiscale delle pensioni. Si tratta di emendamenti aggiuntivi che non si oppongono alle tesi principali ma le completano e cercano di allargare il dibattito su due temi che vorremmo portare all’attenzione di tutta la CGIL.

I testi allegati sono solo indicativi della tematica; le singole strutture possono utilizzarli come base di una loro autonoma elaborazione.

Naturalmente lo SPI parteciperà al dibattito generale della CGIL, in particolare sui temi della contrattazione e della democrazia sindacale a partire dalle materie che riguardano la propria pratica sindacale (contrattazione sociale – rappresentanza dei soggetti sociali) facendo vivere nella discussione i contenuti del documento approvato dal Direttivo, precedentemente inviato.

Cordiali saluti.

Betty Leone

P.S.

Ricordiamo che sul tema della difesa del potere d’acquisto delle pensioni, oltre all’emendamento proposto sulla riduzione del carico fiscale, lo SPI riconferma la propria piattaforma ripresa nella tesi 7 del Documento Congressuale CGIL e cioè:

apertura di un tavolo di contrattazione con il Governo per destinare alle pensioni una parte della ricchezza prodotta dal Paese (cioè il PIL, che nel suo calcolo comprende l’insieme della massa salariale)
costruzione di un paniere ISTAT tarato sui bisogni degli anziani
restituzione del fiscal drag
controllo dei prezzi e tariffe amministrate
equiparazione della no-tax area dei pensionati a quella dei lavoratori dipendenti
sostegno ai pensionati più poveri, fiscalmente incapienti.

 

 

Tesi 4 punto 1

Dopo il IV capoverso aggiungere:

"Questa urgenza è tanto più vera perché, grazie alle politiche di protezione sociale, al miglioramento delle condizioni di vita, all’evoluzione della scienza medica, l’attesa di vita delle persone è aumentata. Si tratta di un risultato straordinario che impone però nuove scelte economiche e sociali. L’invecchiamento delle popolazione è ormai un dato strutturale delle società avanzate, particolarmente in Europa e in Italia. Non è scontato che una società nella quale aumenta la popolazione anziana, sia una società condannata al declino. E’ infatti possibile utilizzare la "risorsa" anziani per la socialità, le relazioni umane, i lavori di cura, la crescita culturale, contrastando la disgregazione sociale indotta dalla competizione, rafforzando quindi la stabilità economica e costruendo un sistema di sicurezza per le nuove generazioni che permetta di affrontare anche il problema della denatalità.

Si tratta perciò di costruire un sistema di crescita in cui l’interdipendenza tra produzione economica e produzione sociale rimetta in discussione il principio della competizione vissuto come obiettivo piuttosto che come vincolo."

Al V capoverso – inizio I rigo

sopprimere "occorre avviare" e sostituire con "occorre per questo reperire nuove risorse avviando……"

 

 Tesi 4 punto 2

Al III capoverso rigo 2-3 sopprimere "in un contesto di coesione sociale" e inserire dopo il III capoverso:

La coesione sociale come fattore di stabilità economica attraverso la creazione di benessere e l’affermazione dell’identità di cittadinanza

 

Tesi 4 punto 3

Penultimo paragrafo, prima delle parole "Occorre infine rivedere…. " inserire il seguente periodo:

"Per i redditi da pensione, trattandosi di risparmio previdenziale non più contrattabile, va posta la questione di un carico fiscale ridotto"

Così emendato, l’intero paragrafo risulterebbe il seguente:

"L’inflazione incide pesantemente sui redditi da lavoro e da pensione aumentando le disuguaglianze, erodendo il potere d’acquisto e incidendo pesantemente sulla determinazione dell’imponibile (drenaggio fiscale). Per attutirne l’impatto è necessario evitare il fenomeno dello slittamento degli scaglioni di imposta, facendo pagare le tasse su base reale anziché nominale. Per i redditi da pensione, trattandosi di risparmio previdenziale non più contrattabile, va posta la questione di un carico fiscale ridotto. Occorre infine rivedere l’intero sistema delle deduzioni per risolvere il problema degli incapienti

 

 

 

Ordine del giorno su Legge 194 e consultori

La Legge 194 "Norme sulla tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza" è una buona legge, frutto di una mediazione politica, sociale e culturale alta.

Le donne hanno usato questa legge con grande saggezza tanto che le interruzioni volontarie della gravidanza sono diminuite di più del 40%.

Fondamentalmente è stato l’apporto dei consultori familiari, anche se con il tempo sono stati depotenziati.

Per questo non accettiamo l’attacco che si sta portando ai consultori e alla legge 194, che in realtà significa l’attacco alla libertà e alla autodeterminazione delle donne.

In un clima politico, sociale sempre più preoccupante per la dignità e la libertà delle donne rifiutiamo qualsiasi ingerenza esterna, pressione ed intrusione del governo nelle scelte che riguardano la sessualità, la procreazione libera e consapevole e la tutela della salute delle donne.

Per questo chiediamo:

che la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, frutto della grande stagione di mobilitazione delle donne negli anni ’70 e che simbolicamente rappresenta il riconoscimento del diritto alla autodeterminazione, sia attuata pienamente su tutto il territorio nazionale, con un adeguato potenziamento del personale dedicato a questo servizio;
un forte impegno finanziario del Governo affinché tutta la rete dei consultori in Italia sia sviluppata, rispettando in ogni singola regione la percentuale imposta per legge della loro presenza sul territorio (dove sono andati a finire i 200 miliardi di lire messi a disposizione dalle Regioni con la legge 34/96, un consultorio ogni 20 mila abitanti?); l’ampliamento dell’organico socio-sanitario che in questi anni ha visto un forte impoverimento delle risorse del personale sempre più massiccio, con un pesante aggravio del lavoro per operatrici ed operatori dei consultori; l’adeguamento di tutte le strutture (con un incremento, in particolare, dei consultori per le/gli adolescenti) che restituisca alla comunità un servizio originariamente all’avanguardia in tutta Europa rispetto alle politiche per la promozione della salute, riguardo l’offerta attiva sul territorio, le modalità di accoglienza, d’ascolto e partecipazione democratica delle donne alla vita degli stessi;
la presenza di almeno una mediatrice culturale per ogni consultorio;
l’immediato utilizzo della RU 486 (pillola abortiva) su tutto il territorio nazionale, nel pieno rispetto della legge 194 che nel testo prevede "l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza";
l’acquisto della Pillola del giorno dopo (Norlevo) senza ricetta medica.

A sostegno di queste richieste ci impegniamo a relazionarci con la rete delle organizzazioni femminili per la promozione di iniziative sul territorio e di lavorare da subito per una grande manifestazione nazionale da tenersi entro gennaio 2006, come ha proposto la rete delle donne di Milano.

 

 

 

Ordine del giorno votato dal congresso comprensoriale SPI CGIL di Bergamo del 15 e 16 dicembre 2005
sulle Pensioni

Il congresso dello SPI CGIL di Bergamo esprime forte preoccupazione per le crescenti iniziative che concorrono a "decontribuire" il sistema pensionistico pubblico.

Non si combatte con più energia il lavoro nero, che comporta l’evasione contributiva.

Cresce l’area del lavoro precario che sottrae contributi al sistema.

L’apprendistato, esteso fino a 29 anni di età, allarga l’area del lavoro per il quale le aziende non versano contributi.

La riduzione "a pioggia" del 1% (pari a 2 miliardi di euro) dei contributi a carico delle imprese, contenuta nella Finanziaria 2006.

La "solidarietà" che si fa verso le categorie forti (esempio, entrata INPDAI nell’INPS).

Il ritardo nell’armonizzazione dei contributi e delle prestazioni dentro la previdenza pubblica.

Sono tutti aspetti che riducono i contributi in entrata e aumentano i costi delle prestazioni in uscita. Se, ci aggiungiamo due anni di ritardo della previdenza complementare e il positivo invecchiamento della popolazione si rischia in tempi brevi, di avere una situazione esplosiva. C’è quindi la necessità di ridurre tutte le aree di "decontribuzione" e realizzare un crescente intervento equilibratore della fiscalità generale, in assenza del quale l’equilibrio del sistema salta.

In questo quadro il congresso chiede alla CGIL di riesaminare con particolare attenzione qualsiasi ipotesi che può alterare l’equilibrio del sistema. A tale scopo si chiede di riesaminare la proposta contenuta nella tesi 7, che recita: "..occorre realizzare le convenzioni con i paesi d’origine per garantire la reciprocità dei diritti sociali e previdenziali e sancire il diritto dei lavoratori immigrati che lasciano l’Italia per sempre alla liquidazione dei contributi versati".

Proposta che potrebbe incentivare altre richieste di liquidazione dei contributi e indebolire ulteriormente la stabilità del sistema.

Il congresso indica nell’obiettivo della costruzione di un'effettiva uguaglianza dei diritti del lavoro, previdenziali e sociali, l’orizzonte nel quale collocare anche la pensione per i lavoratori immigrati. Pertanto si propone che al raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia, vengano loro liquidate le prestazioni previste.

Per quanto riguarda le "posizioni previdenziali silenti", il congresso chiede a SPI e CGIL di promuovere le iniziative necessarie per portare a soluzione il problema, consentendo agli interessati di iscriversi a un fondo, che potrebbe essere il Fondo delle casalinghe, di costruire le condizioni per realizzare un futuro pensionistico, recuperando i contributi versati, che diversamente resterebbero silenti.

Approvato con un astenuto

 

 

 

Ordine del giorno del congresso SPI CGIL Bergamo
sul problema della casa

Il congresso dello SPI assume gli obiettivi declinati dal SUNIA nei suoi ultimi documenti nazionali ed in particolare per:

  1. Un mercato delle locazioni fondato sulla contrattazione.
  2. La ricerca di nuovi modelli di finanziamento per realizzare alloggi in locazione.
  3. Il rilancio dell’edilizia sociale.
  4. Il rafforzamento delle politiche di sostegno e di accesso del mercato locativo.

Approvato con un astenuto

 

 

 

Ordine del giorno per l’utilizzo di Istituti di credito
non coinvolti nel commercio di armamenti

 "La Cgil ha avuto ed ha un ruolo molto importante nel movimento della pace, che ha attraversato in questi anni l’Europa e il mondo. Abbiamo sempre legato il nostro impegno al nesso tra affermazione della pace, ripudio della guerra, tanto più nel principio della guerra preventiva – affermata come teoria geopolitica unilaterale dell’amministrazione repubblicana degli Stati Uniti – e possibilità di difesa, promozione, estensione dei diritti del lavoro e dell’ambiente, tra pace dunque e possibilità di sviluppo sostenibile in Italia, in Europa, nel mondo. Per questo abbiamo definito la pace come strategia razionale di sopravvivenza di un mondo globale interdipendente e su questo abbiamo costruito gli assi della nostra politica internazionale e fondato giudizi, iniziative, mobilitazioni, attraverso una crescita costante di cultura e sensibilità, spese nel riaffermare in maniera nettissima il valore dell’articolo 11 della nostra Costituzione".

Punto 4 del preambolo alla tesi congressuali

Per realizzare in modo ancora più incisivo il ripudio alla guerra espresso nel preambolo alle tesi congressuali, alla luce della corsa agli armamenti manifestatasi a livello internazionale negli ultimi anni e il ruolo di mediazione finanziaria che alcuni istituti di credito svolgono in questo settore, il Congresso ritiene che la Cgil nel suo complesso continui a mantenere alto il livello di attenzione nella scelta dei partner esterni all’Organizzazione, coerentemente ai valori sanciti nel nostro statuto.

 

 

 

DOCUMENTO FINALE DEL  IX CONGRESSO SPI CGIL

Lo SPI CGIL di Bergamo assume il documento elaborato dal direttivo nazionale dello SPI come contributo integrativo e complementare al documento unitario approvato nei congressi di base.

In questi anni lo SPI e la CGIL, anche a Bergamo, hanno contrastato con una mobilitazione determinata e vasta le politiche attuate dal governo in carica, contrarie e lesive dei diritti dei pensionati e dei lavoratori.

La straordinaria manifestazione a Roma del 23 marzo 2002, insieme alle altre, ha consentito di arginare l’attacco formidabile portato al sistema dei diritti ed al movimento sindacale confederale.

Anche chi aveva avanzato un’apertura di credito all’inizio di questa legislazione all’attuale governo, si è via via ricreduto ed oggi si può nuovamente parlare di unità di intenti e di giudizi, confermata dallo sciopero generale unitario di 4 ore del 25 novembre scorso.

Nella mobilitazione di carattere generale, lo SPI non ha mai fatto mancare il proprio contributo, determinante ed incisivo.

Lo Spi CGIL di Bergamo è cresciuto organizzativamente ed ha acquisito ulteriori consensi nel corso dei cinque anni appena trascorsi.

Ha conseguito, con FNP e UILP e con le confederazioni risultati positivi, anche se non sufficientemente generalizzati, nel confronto con le istituzioni locali, in particolare con la nuova amministrazione, comunale che ha dato un segno di grande discontinuità rispetto alla precedente nella considerazione delle istanze del movimento sindacale.

Non deve rallentare, per questa ragione, il processo di riforma della sua azione, del suo radicamento nel territorio, di continuo miglioramento delle sue iniziative e di rimozione dei limiti e degli ostacoli in esse incontrati.

Le responsabilità della situazione di crisi del Paese sono e devono essere chiare: le politiche attuate, ribadiamo, sono andate, contrariamente a quanto sbandierato dalla maggior parte dei media, in direzione opposta a quella degli interessi delle pensionate e dei pensionati.

Il necessario superamento di questa situazione e delle inevitabili ricadute nel nostro territorio, comporterà anche in futuro il protagonismo dei pensionati e delle pensionate.

Questo potrà misurarsi o in un quadro concertativo di politiche dei redditi, di difesa dello stato sociale e di tutela delle pensioni oppure di mobilitazione se le scelte, che il prossimo governo deciderà di mettere in campo, non daranno segnali di discontinuità rispetto alla situazione attuale.

Il Sindacato dei pensionati della CGIL è una forza innovativa nel panorama sociale e sindacale ed intende svolgere un ruolo determinante per il risanamento della nostra società, nel pieno rispetto della propria autonomia, cercando di interpretare e rappresentare al meglio le istanze, i bisogni, gli interessi di una larga fascia della popolazione anziana, sempre più importante in termini sociali e demografici.

Lo Spi CGIL di Bergamo valuta positivamente lo sforzo di unità interna compiuto in occasione di questo congresso, nella consapevolezza che le distinzioni poste in campo, viste le argomentazioni di merito sulle quasi si basano, potevano essere ulteriormente condotte ad unitarietà.

Il giudizio sullo sforzo continuo a ricercare efficaci sintesi comuni non può che essere positivo.

Questo deve valere anche per i rapporti con CISL e UIL al fine a perseguire la massima unità di intenti e di azione possibile.

Ciò non significa rinunciare alla propria identità ma può significare la costruzione di posizioni più efficaci, in un quadro di regole condivise sulla democrazia, rappresentanza e pluralismo, nel rapporto con le istituzioni , utili a realizzare gli obiettivi di tutela degli interessi che il movimento sindacale confederale italiano rappresenta nel suo complesso.

Nei prossimi mesi, se dovesse cambiare, come auspichiamo, il quadro politico nazionale, andrà affrontata più concretamente e nel merito la discussione di cosa fare.

La convergenza di giudizio realizzata sinora nel movimento sindacale su ciò che non va oggi, dovrà essere costruita anche rispetto alle scelte da porre in atto in futuro.

Lo Spi CGIL di Bergamo ritiene che il proprio ruolo "confederale" debba avere maggiore riconoscimento sia all’interno della confederazione che in rapporto con le categorie dei lavoratori attivi.

Lo Spi è consapevole di essere utile alla soluzione di problemi organizzativi, di mobilitazione, di risorse, di elaborazione, per l’intera organizzazione, ma rivendica un adeguato riconoscimento politico ed organizzativo.

Se i pensionati sono e saranno sempre di più una risorsa per la nostra società ciò deve valere anche per le organizzazioni che li rappresentano.

Questo significa, anche a livello locale, valorizzare fino in fondo la piena contitolarità sui temi della negoziazione sociale, per le materie, ovviamente che riguardano la fascia di popolazione meno giovane.

Il rafforzamento dei rapporti unitari tra le confederazioni e i sindacati dei pensionati è un elemento imprescindibile per rilanciare il confronto con gli attori sociali ed istituzionali del territorio, partendo dalle piattaforme formalizzate da Spi, Fnp e Uilp e dall’intesa recentemente intercorsa tra le confederazioni.

Va in questa direzione la richiesta a FNP e UILP di aggiornare le piattaforme territoriali per far fronte alle pesanti ricadute dei tagli del governo al sistema delle autonomie locali, compreso il dimezzamento del fondo nazionale per le politiche sociali e, conseguentemente, del welfare locale.

I fronti sui quali lo Spi di Bergamo intende essere presente con grande attenzione nell’immediato futuro sono diversi.

A titolo esemplificativo si possono ricordare:

1- il riordino del sistema ospedaliero nel territorio;

2- il controllo dell’appropriatezza e dell’accessibilità delle prestazioni sanitarie (ticket, liste d’attesa, ecc.);

3- la ridefinizione di piani di zona dei 14 ambiti distrettuali;

4- l’armonizzazione dei servizi sanitari e socio assistenziali in un efficace sistema a rete;

5- la qualificazione e l’estensione del sistema di trasporti e viabilità pubblica;

6- la lotta al caro vita (vedi ad esempio la positiva iniziativa di FEDERCONSUMATORI a Bergamo sull’osservatorio su prezzi e tariffe);

7- la sicurezza e la vivibilità nei quartieri cittadini e nei paesi della provincia;

8- l’ampliamento della interlocuzione con i centri di aggregazione sociale;

9- la promozione di nuovi rapporti intergenerazionali.

Non va dimenticato, infatti, che gli interessi delle iscritte e degli iscritti allo SPI, ma più in generale della nostra popolazione anziana, non sono solo quelli tradizionali legati all’assistenza ma anche quelli legati ad una maggiore qualità della vita.

L’invecchiamento attivo impone una riflessione radicale in questo senso ed i temi della socialità e della tenuta delle condizioni economiche delle pensionate e dei pensionati vanno, quindi, valorizzati ulteriormente nel dibattito e nell’azione dello Spi, in stretta relazione con T.U., Auser ed ETLI.

In questa prospettiva è fondamentale perseguire l’obiettivo di mantenere un sistema pensionistico pubblico, integrato da quello della previdenza complementare dei fondi negoziali, equilibrato ed efficace.

Lo Spi intende aprire una discussione al proprio interno su nuove e più moderne modalità di comunicazione e di semplificazione dei messaggi politico sindacali.

Questo al fine di aumentare i livelli di partecipazione di chi non è abituato a fare politica sindacale in senso stretto.

Va progettato un nuovo modello organizzativo che consenta un maggiore coinvolgimento delle donne dello Spi CGIL.

Questa riflessione investirà per forza di cose i nostri modi di discutere e di comunicare ma anche il nostri livelli di insediamento nel territorio.

Un modello sindacale incentrato su qualificati livelli di elaborazione e di organizzazione al centro uniti ad una grande articolazione nel territorio, accompagnata da autonomia e possibilità di azione delle leghe, potrebbe essere sperimentato meglio e di più di quanto non si sia fatto finora.

Infine lo SPI di Bergamo intende proseguire con determinazione la raccolta di firme per la proposta di legge sulla non autosufficienza, per riconoscere diritti a chi ogni giorno vive il dramma della disabilità.

Approvato all’unanimità

Bergamo, 15 – 16 dicembre 2005

 

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