Lo SPI CGIL di Bergamo assume il documento
elaborato dal direttivo nazionale dello SPI come contributo integrativo e complementare al
documento unitario approvato nei congressi di base.
In questi anni lo SPI e la CGIL, anche a Bergamo,
hanno contrastato con una mobilitazione determinata e vasta le politiche attuate dal
governo in carica, contrarie e lesive dei diritti dei pensionati e dei lavoratori.
La straordinaria manifestazione a Roma del 23
marzo 2002, insieme alle altre, ha consentito di arginare lattacco formidabile
portato al sistema dei diritti ed al movimento sindacale confederale.
Anche chi aveva avanzato unapertura di
credito allinizio di questa legislazione allattuale governo, si è via via
ricreduto ed oggi si può nuovamente parlare di unità di intenti e di giudizi, confermata
dallo sciopero generale unitario di 4 ore del 25 novembre scorso.
Nella mobilitazione di carattere generale, lo SPI
non ha mai fatto mancare il proprio contributo, determinante ed incisivo.
Lo Spi CGIL di Bergamo è cresciuto
organizzativamente ed ha acquisito ulteriori consensi nel corso dei cinque anni appena
trascorsi.
Ha conseguito, con FNP e UILP e con le
confederazioni risultati positivi, anche se non sufficientemente generalizzati, nel
confronto con le istituzioni locali, in particolare con la nuova amministrazione, comunale
che ha dato un segno di grande discontinuità rispetto alla precedente nella
considerazione delle istanze del movimento sindacale.
Non deve rallentare, per questa ragione, il
processo di riforma della sua azione, del suo radicamento nel territorio, di continuo
miglioramento delle sue iniziative e di rimozione dei limiti e degli ostacoli in esse
incontrati.
Le responsabilità della situazione di crisi del
Paese sono e devono essere chiare: le politiche attuate, ribadiamo, sono andate,
contrariamente a quanto sbandierato dalla maggior parte dei media, in direzione opposta a
quella degli interessi delle pensionate e dei pensionati.
Il necessario superamento di questa situazione e
delle inevitabili ricadute nel nostro territorio, comporterà anche in futuro il
protagonismo dei pensionati e delle pensionate.
Questo potrà misurarsi o in un quadro
concertativo di politiche dei redditi, di difesa dello stato sociale e di tutela delle
pensioni oppure di mobilitazione se le scelte, che il prossimo governo deciderà di
mettere in campo, non daranno segnali di discontinuità rispetto alla situazione attuale.
Il Sindacato dei pensionati della CGIL è una
forza innovativa nel panorama sociale e sindacale ed intende svolgere un ruolo
determinante per il risanamento della nostra società, nel pieno rispetto della propria
autonomia, cercando di interpretare e rappresentare al meglio le istanze, i bisogni, gli
interessi di una larga fascia della popolazione anziana, sempre più importante in termini
sociali e demografici.
Lo Spi CGIL di Bergamo valuta positivamente lo
sforzo di unità interna compiuto in occasione di questo congresso, nella consapevolezza
che le distinzioni poste in campo, viste le argomentazioni di merito sulle quasi si
basano, potevano essere ulteriormente condotte ad unitarietà.
Il giudizio sullo sforzo continuo a ricercare
efficaci sintesi comuni non può che essere positivo.
Questo deve valere anche per i rapporti con CISL e
UIL al fine a perseguire la massima unità di intenti e di azione possibile.
Ciò non significa rinunciare alla propria
identità ma può significare la costruzione di posizioni più efficaci, in un quadro di
regole condivise sulla democrazia, rappresentanza e pluralismo, nel rapporto con le
istituzioni , utili a realizzare gli obiettivi di tutela degli interessi che il movimento
sindacale confederale italiano rappresenta nel suo complesso.
Nei prossimi mesi, se dovesse cambiare, come
auspichiamo, il quadro politico nazionale, andrà affrontata più concretamente e nel
merito la discussione di cosa fare.
La convergenza di giudizio realizzata sinora nel
movimento sindacale su ciò che non va oggi, dovrà essere costruita anche rispetto alle
scelte da porre in atto in futuro.
Lo Spi CGIL di Bergamo ritiene che il proprio
ruolo "confederale" debba avere maggiore riconoscimento sia allinterno
della confederazione che in rapporto con le categorie dei lavoratori attivi.
Lo Spi è consapevole di essere utile alla
soluzione di problemi organizzativi, di mobilitazione, di risorse, di elaborazione, per
lintera organizzazione, ma rivendica un adeguato riconoscimento politico ed
organizzativo.
Se i pensionati sono e saranno sempre di più una
risorsa per la nostra società ciò deve valere anche per le organizzazioni che li
rappresentano.
Questo significa, anche a livello locale,
valorizzare fino in fondo la piena contitolarità sui temi della negoziazione sociale, per
le materie, ovviamente che riguardano la fascia di popolazione meno giovane.
Il rafforzamento dei rapporti unitari tra le
confederazioni e i sindacati dei pensionati è un elemento imprescindibile per rilanciare
il confronto con gli attori sociali ed istituzionali del territorio, partendo dalle
piattaforme formalizzate da Spi, Fnp e Uilp e dallintesa recentemente intercorsa tra
le confederazioni.
Va in questa direzione la richiesta a FNP e UILP
di aggiornare le piattaforme territoriali per far fronte alle pesanti ricadute dei tagli
del governo al sistema delle autonomie locali, compreso il dimezzamento del fondo
nazionale per le politiche sociali e, conseguentemente, del welfare locale.
I fronti sui quali lo Spi di Bergamo intende
essere presente con grande attenzione nellimmediato futuro sono diversi.
A titolo esemplificativo si possono ricordare:
1- il riordino del sistema ospedaliero nel
territorio;
2- il controllo dellappropriatezza e
dellaccessibilità delle prestazioni sanitarie (ticket, liste dattesa, ecc.);
3- la ridefinizione di piani di zona dei 14 ambiti
distrettuali;
4- larmonizzazione dei servizi sanitari e
socio assistenziali in un efficace sistema a rete;
5- la qualificazione e lestensione del
sistema di trasporti e viabilità pubblica;
6- la lotta al caro vita (vedi ad esempio la
positiva iniziativa di FEDERCONSUMATORI a Bergamo sullosservatorio su prezzi e
tariffe);
7- la sicurezza e la vivibilità nei quartieri
cittadini e nei paesi della provincia;
8- lampliamento della interlocuzione con i
centri di aggregazione sociale;
9- la promozione di nuovi rapporti
intergenerazionali.
Non va dimenticato, infatti, che gli interessi
delle iscritte e degli iscritti allo SPI, ma più in generale della nostra popolazione
anziana, non sono solo quelli tradizionali legati allassistenza ma anche quelli
legati ad una maggiore qualità della vita.
Linvecchiamento attivo impone una
riflessione radicale in questo senso ed i temi della socialità e della tenuta delle
condizioni economiche delle pensionate e dei pensionati vanno, quindi, valorizzati
ulteriormente nel dibattito e nellazione dello Spi, in stretta relazione con T.U.,
Auser ed ETLI.
In questa prospettiva è fondamentale perseguire
lobiettivo di mantenere un sistema pensionistico pubblico, integrato da quello della
previdenza complementare dei fondi negoziali, equilibrato ed efficace.
Lo Spi intende aprire una discussione al proprio
interno su nuove e più moderne modalità di comunicazione e di semplificazione dei
messaggi politico sindacali.
Questo al fine di aumentare i livelli di
partecipazione di chi non è abituato a fare politica sindacale in senso stretto.
Va progettato un nuovo modello organizzativo che
consenta un maggiore coinvolgimento delle donne dello Spi CGIL.
Questa riflessione investirà per forza di cose i
nostri modi di discutere e di comunicare ma anche il nostri livelli di insediamento nel
territorio.
Un modello sindacale incentrato su qualificati
livelli di elaborazione e di organizzazione al centro uniti ad una grande articolazione
nel territorio, accompagnata da autonomia e possibilità di azione delle leghe, potrebbe
essere sperimentato meglio e di più di quanto non si sia fatto finora.
Infine lo SPI di Bergamo intende proseguire con
determinazione la raccolta di firme per la proposta di legge sulla non autosufficienza,
per riconoscere diritti a chi ogni giorno vive il dramma della disabilità.
Approvato allunanimità
Bergamo, 15 16 dicembre 2005