2004, caldo ed anziani

 

Quest’anno le condizioni climatiche non fanno certamente impazzire di gioia chi ama il caldo e le estati torride, ma sono un po’ più clementi nei confronti delle persone anziane.

Dopo questa annotazione di ordine "metereologico" è bene riprendere alcune considerazioni in relazione al rapporto tra caldo ed anziani, al centro di numerose polemiche lo scorso anno ed oggetto anche in questi giorni di forti preoccupazioni.

Il notevole balzo dell’incremento della mortalità delle persone anziane del 2003 veniva, da alcuni, imputato alla eccezionale calura dell’estate scorsa.

Altri invece, e noi tra questi, ritenevano che il caldo fosse sì un elemento che aveva concorso a quel fenomeno ma che le cause di mortalità e disagio delle persone anziane fossero, soprattutto, riconducibili a situazioni di abbandono, di difficoltà non percepite, di solitudine.

Le analisi di allora sono le stesse di oggi.

In questo contesto, dunque, le proposte, che si sono alternate a livello nazionale, dei custodi degli anziani, di mandare i nonni nei supermercati per alleviare la calura dell’estate e di mandarli in visita nelle caserme dei vigili del fuoco durante i fine settimana, sono quantomeno insufficienti.

Molto insufficienti.

La direzione da prendere è un’altra, a nostro avviso.

E’ quella di qualificare e potenziare, fin dove è possibile, ogni intervento domiciliare: di cura, di assistenza, di semplice compagnia nelle abitazioni dei soggetti più deboli della popolazione.

La domiciliarità è un fronte su cui investire risorse umane ed economiche importanti.

Purtroppo i tagli dei trasferimenti agli enti locali operati nel corso degli ultimi anni e i contenuti della prossima manovra di correzione della finanza pubblica non hanno consentito e rendono difficile la realizzazione di questo fondamentale obiettivo.

L’ingente penalizzazione economica degli enti locali, in barba al tanto sbandierato federalismo, non giova certo alla promozione e allo sviluppo di politiche efficaci per gli anziani.

In ogni caso contiamo sulla mobilitazione e sulle buone prassi amministrative di tanti enti locali, che a loro volta possono disporre di un ricco tessuto sociale ed associazionistico che già oggi fornisce supporti qualificati in ambito socio assistenziale, senza con ciò sostituirsi in funzioni proprie delle istituzioni.

La nuova coalizione politica che si è insediata in Comune a Bergamo ha dichiarato con nettezza l’intenzione di porre molta attenzione alle politiche per le persone e per gli anziani in particolare.

Siamo convinti che questi intenti si tradurranno in azioni concrete, economicamente sostenibili, che segneranno un salto di qualità rispetto alla passata amministrazione.

Al riguardo, i sindacati dei pensionati sono disponibili e interessati ad aprire rapidamente una discussione e un confronto con tutte le amministrazioni comunali che da poco sono state rinnovate, oltre che, naturalmente, con tutte quelle rimaste in carica.

Gianni Peracchi
Segreteria SPI CGIL Bergamo

 

 Bergamo, 14 luglio 2004

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