Partono
buoni e voucher
Molta enfasi, ma non è tutto oro...
Partono in questi giorni sia i buoni sociali erogati da alcuni Comuni
associati nei Piani di Zona, sia i "voucher" socio-sanitari erogati
dallASL per lassistenza sanitaria domiciliare. Soprattutto su questi ultimi è
stata posta molta enfasi, dalla regione, parlando di "modello Lombardo" di
welfare e di nuove opportunità assistenziali per le famiglie. La realtà è però assai
diversa.
1. I Buoni socio assistenziali dei Comuni
Già in alcune zone (Bergamo, Seriate, Romano Lombardo, Treviglio) sono state definite le
procedure di erogazione e fissati i criteri. Presto anche le altre zone delibereranno in
merito. Il Buono erogato ha un carattere nettamente sociale e assistenziale (non
sanitario, quindi), è finalizzato al mantenimento a domicilio del soggetto non
autosufficiente e sostituisce il vecchio buono regionale di cui solo pochi cittadini hanno
potuto usufruire. I finanziamenti del buono regionale non sono stati affidati ai Comuni ma
dirottati sui "voucher" sanitari. Alcuni regolamenti adottati dai Comuni
(associati nei Piani di Zona della Legge 328/2000) sono stati preceduti da un intenso
dibattito e tengono positivamente conto dei gravi limiti che avevano caratterizzato il
buono regionale e pertanto:
 | non si limitano agli anziani ma a tutte le gravi situazioni di marginalità e non
autosufficienza; |
 | prevedono che il buono venga erogato a fronte di un progetto individuale di assistenza
sottoscritto dai familiari che si impegnano responsabilmente a concordare con i servizi
sociali la propria attività di assistenza (nel buone regionale non erano previsti vincoli
e ci sono stati abusi); |
 | data la scarsità di risorse è stata fissata una soglia di carattere economico (per lo
più 8.000 euro di ISEE) per privilegiare le situazioni più in difficoltà; |
 | gli importi sono articolati in fasce, secondo la gravità, e limporto massimo
oscilla tra i 350 e i 400 euro al mese; |
 | è prevista una verifica periodica sullefficacia del buono; |
 | la possibilità di fare domanda non è a termine ma resta aperta più volte nel corso
dellanno così da consentire laccesso anche alle nuove situazioni di
non-autosufficienza, senza aspettare la graduatoria dellanno dopo. |
Per richiedere lerogazione del buono è necessario rivolgersi al
proprio Comune.
Alcuni sono gli elementi di criticità di questi provvedimenti: per essere davvero
efficaci richiedono un forte intervento dei Servizi Sociali (stesura dei piani
assistenziali insieme alle famiglie; monitoraggio costante e verifica intermedia; aiuto e
supporto alle famiglie) ma in molti Comuni della provincia il servizio di assistenza
sociale non è sufficientemente strutturato (nonostante sia espressamente previsto come
Livello Essenziale di Assistenza da una specifica norma). La Regione impone inoltre di
utilizzare gli stessi magri fondi sia per lerogazione dei buoni che per la creazione
degli sportelli di servizio sociale. Ad esempio, per il distretto di Treviglio è prevista
lerogazione, al massimo, di una trentina di buoni.
Inoltre questo provvedimento non tiene sufficientemente conto dellampiezza che ha
ormai raggiunto il fenomeno delle assistenti domiciliari (le cosiddette
"badanti" straniere assunte direttamente dalla famiglia); sarebbe stato utile
prevedere lerogazione (almeno per una parte dei fondi, e sempre in modo vincolato
allaccertamento delle condizioni economiche con lISEE) di buoni assistenziali
spendibili per pagare "badanti" accreditate (cioè iscritte in appositi albi
comunali o di zona che garantiscano una preparazione professionale adeguata e un
superamento delle irregolarità fiscali e di soggiorno).
2. I voucher per lassistenza domiciliare integrata
LAssistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio di natura sanitaria e prevede
limpiego, a domicilio, di infermieri e specialisti (fisiatri, nutrizionisti,
geriatri, fisioterapisti, medici di cure palliative e anti-dolorifiche...); finora il
servizio era erogato direttamente dallASL su richiesta del medico di base o
dellospedale al momento della dimissione di un paziente bisognoso di cure al proprio
domicilio. Nella furia di svalutare e abbattere tutto ciò che è pubblico, la Regione
Lombardia ha deciso di chiudere il servizio ADI delle ASL, anche là dove funzionava
davvero bene (non mancano esempi positivi anche in provincia di Bergamo), per sostituirlo
con un sistema basato sui "voucher" (cioè assegni) spendibili per
lacquisto di prestazioni di assistenza sanitaria al domicilio erogate da operatori
professionali in concorrenza tra loro sul mercato. Molta enfasi la Regione mette nel
vantare la "libertà di scelta" della famiglia nel poter acquistare il servizio
dalloperatore preferito; in realtà si tratta di un passo indietro per
lassistenza sanitaria. Infatti:
 | il lavoro di équipe tra specialisti risulterà ancora più difficile di quanto non sia
già adesso (le famiglie sanno bene quanto sia difficile ottenere lintervento a
domicilio di un neurologo o di geriatra); da subito si dovrà rinunciare al fisoterapista,
almeno là dove il servizio non continuerà ad essere erogato dallASL. |
 | Cè il rischio concreto di una preferenza degli operatori per i casi meno
complicati sul piano assistenziale (i medici e gli infermieri dellASL erano invece
assolutamente tenuti ad assistere tutti i casi segnalati dai medici di base). |
 | Il nuovo sistema quantifica in anticipo i "voucher" spendibili e lascia a
rischio di mancata assistenza i nuovi casi che si presenteranno. È la probabile
anticamera della trasformazione del servizio in un sistema di assicurazioni private: chi
paga di più avrà più assistenza. |
 | Con la grave carenza infermieristica che esiste nel nostro territorio non siamo di
fronte a una schiera di operatori in concorrenza tra loro ansiosi di offrirsi sul mercato;
siamo invece di fronte al probabile ridimensionamento di un servizio, quello
dellASL, in cambio di una prospettiva molto incerta. |
La CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali confederali, ha
sottoscritto con lASL di Bergamo un importante accordo che cerca di ridurre i rischi
e i danni delle scelte regionali:
 | lASL di Bergamo sarà comunque impegnata ad assicurare la continuità del servizio
soprattutto nei casi più gravi; |
 | lASL cercherà di promuovere la partecipazione al sistema dei voucher di erogatori
affidabili (case di riposo, Comunità Montane) che siano una garanzia per i malati e i
loro familiari; |
 | lASL conserverà, con un proprio operatore qualificato, a livello distrettuale, un
ruolo di supervisione e controllo dei singoli casi assistiti. |
La CGIL è impegnata a seguire con particolare attenzione questa
delicata fase di passaggio e a proseguire il confronto, da un lato con i Comuni sulle
materie sociali, e dallaltro con lASL per evitare che siano i malati, le
persone non completamente autosufficienti e le loro famiglie a pagare il prezzo di
decisioni regionali sbagliate: le sedi territoriali del sindacato sono a disposizione di
tutti coloro che vorranno segnalare problemi e criticità o chiedere informazioni.
Orazio Amboni
Responsabile politiche della salute e
del territorio Segreteria CGIL Bergamo
Gianni Peracchi
Segreteria SPI - CGIL Bergamo
Bergamo, luglio 2003 |