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Proposta dei sindacati
Cgil-Cisl-Uil pensionati
ai candidati sindaci del comune di Bergamo sulla qualita' della vita delle persone anziane in citta'

 

 

1. Pensionate, pensionati e cultura

Le pensionate e i pensionati esprimono oggi in città una gamma di bisogni ampia e, diversamente dal passato, articolata. Lo dimostra il successo delle iniziative di carattere culturale, associativo, o anche solo ludico; lo dimostra la frequenza dei pensionati alle iniziative culturali proposte più in generale alla città: siano esse di natura pubblica o privata, di natura associativa od occasionali; siano iniziative culturali come le Università per anziani o semplici proposte di attività fisica o laboratori; siano cartelloni compositi e programmi come "Estate vivi la tua città" o la stagione teatrale, operistica e sinfonica, le proposte non vanno mai deserte, anzi vedono una massiccia partecipazione di persone in pensione.

L'idea forza dei sindacati pensionati CISL-CGIL-UIL è quella di avere disponibile un luogo fisico, polivalente, polifunzionale, per le attività di educazione degli adulti o ricorrenti, svolte dal privato o dal pubblico, comunque coordinate in un unico, visibile, partecipato progetto annuale.

Più concretamente la nostra proposta va nel senso di immaginare il riutilizzo di una grande struttura dismessa (una scuola? Il Polaresco? L'ex "Matteo Rota"? altro?) per attività di carattere formativo, culturale, aggregativo e fisico rivolte (in particolare) alle pensionate e ai pensionati di tutta la città ma aperte a tutte le età.

Una "cittadella dell'educazione permanente", con palestra, biblioteca, disponibilità di quotidiani, aule, laboratori, aula magna, spazi multifunzionali da consegnare alla gestione di associazioni e gruppi.

Parte di questo progetto potrebbe essere rappresentato dalla gestione di alcune specifiche attività dentro i centri di aggregazione, favorendo così l’innovazione nel modello di gestione dei centri per anziani della città di Bergamo.

Sul bisogno di cultura, sulla contemporanea necessità di gratificare il pensionato interessato utente delle iniziative e per incentivare chi ancora non partecipa, si possono pensare strumenti necessari per una politica attiva della educazione degli adulti.

Pensiamo ad una "carta d'argento" gratuita creata per gli ultra-sessantacinquenni, in analogia a quanto già esiste in altri paesi europei: posti più comodi nei teatri ad ugual prezzo, costo del trasporto compreso nel biglietto di ingresso alle manifestazioni, partecipazione alle prove generali degli spettacoli, ecc.

 

2. La condizione degli anziani in citta'

Bergamo ha bisogno di una politica socio-sanitaria pensata, esplicita e organica sugli anziani:

ha bisogno, che le scelte non siano più il frutto di occasionali buoni o cattivi consigli, di emergenze successive, di stratificazioni consolidate;
ha bisogno di conoscere le esigenze degli anziani e, anzi, di assumere queste ultime dentro un progetto, partendo dalla conoscenza dei dati.
Si propone pertanto di istituire uno specifico osservatorio sulla condizione degli anziani a Bergamo

L'osservatorio avrebbe il compito di accertare:

a - l'aumento quantitativo e la situazione anagrafica (sesso, categoria lavorativa di provenienza ecc.) delle persone ultrasessantacinquenni;

b - i dati epidemiologici sulle condizioni di salute di questa popolazione e sul tipo di ricorso alle strutture sanitarie;

c - la disponibilità degli interessati e delle famiglie a fruire di servizi sul territorio, come prevenzione al ricovero nelle RSA;

d - le condizioni di vita di questa popolazione, per individuare le situazioni di maggior disagio, oggi spesso ignorate, onde intervenire nel modo più mirato al soddisfacimento dei bisogni.

L'azione di monitoraggio non deve comunque significare elusione o rinvio di alcune scelte di fondo, che rivestono carattere di urgenza, ma se mai deve servire a ricalibrarle nel tempo.

 

3. Anziani e assistenza

La prima di queste scelte consiste nel decentramento dei servizi per gli anziani di Bergamo.

I sindacati ritengono che, sia per motivi di carattere socio-affettivo sia per motivi di carattere economico, occorra un grande sforzo di investimento su tutti quei servizi alternativi alle case di riposo per gli anziani, che consentano loro di rimanere all'interno della propria famiglia o comunque della loro casa, a contatto con il loro quartiere, nel pieno possesso delle loro relazioni.

In primo luogo si propone l'incremento delle risorse a sostegno della domiciliarità e in particolare l'aumento quantitativo dell'assistenza domiciliare.

Questa opzione vede in una linea ideale lo sviluppo integrato di servizi che vadano dal Centro Anziani al Centro Diurno al Servizio Assistenza Domiciliare all'Assistenza Domiciliare Integrata alle Residenze Sanitarie Assistenziali, al Day Hospital, al ricovero ospedaliero: ognuno di questi servizi dovrebbe rappresentare il "gradino" di una scala discendente che l'anziano dovrebbe percorrere in tempi dilazionati al massimo e di cui, quando possibile, non dovrebbe raggiungere mai il fondo.

A ciò c'è da aggiungere che i diversi "gradini" hanno costi diversi, che salgono quanto più l'anziano discende: il primo è il meno costoso, l'ultimo è di gran lunga il più impegnativo anche sotto il profilo economico, sia per le famiglie e i parenti, sia per gli Enti locali (siamo già ad una media di £. 5.000.000 al mese, compresa la quota sanitaria nelle RSA).

Si propone perciò per gli anziani più disagiati e soli:

a - l'istituzione di centri diurni aperti dal mattino, che rispondano ai bisogni di assistenza di base: socializzazione, pranzo, parrucchiere, lavanderia, disbrigo di pratiche varie, servizio di trasporto per esigenze sanitarie ecc. .

Per far questo, occorre individuare spazi adeguati nelle Circoscrizioni, anche con l’utilizzo e la riqualificazione di locali già esistenti. Tutto ciò può essere realizzato a costi minimi, utilizzando in modo razionale le ASA;

b - l'attivazione di un Centro diurno integrato per gli anziani parzialmente autosufficienti o non-autosufficienti, che necessitano di cure sanitarie e psicologiche (soprattutto Alzheimer) o riabilitative;

c - l'impegno del Distretto sanitario dell'ASL di Bergamo per una progettazione dell'ADI (Assistenza domiciliare integrata) armonizzata con i servizi comunali (SAD), che debba essere potenziata negli orari e nelle giornate, soprattutto per i casi più gravi.

Quanto sopra al fine di potenziare e riqualificare il sostegno alle famiglie con persone non autosufficienti.

Per attuare tutti questi interventi, è urgente organizzare e rendere operativa l'Unità di valutazione geriatrica (UVG) presso il Distretto dell'ASL: è questo lo strumento più idoneo a valutare in forma multidisciplinare ed integrata i singoli casi, che vanno considerati in tutti gli aspetti e bisogni. In questa valutazione devono essere coinvolti in primo luogo il medico di base; poi il geriatra, gli infermieri, le assistenti sociali ecc..

L'UVG dovrebbe valutare e definire l'intervento più corretto e complessivo per ciascuna persona, individuando l'ente assistenziale, il Centro diurno integrato, RSA o altro, più idoneo, cui indirizzarla.

 

4. Gli anziani come risorsa

Come si vede, queste linee muovono da una priorità di campo: l'attenzione agli anziani deboli, a coloro che vivono in situazioni di maggiori difficoltà.

I pensionati infatti si percepiscono come una risorsa per i meno fortunati partendo dalla constatazione che la condizione degli anziani a Bergamo non è uniforme, ma fortemente legata a situazioni economiche, familiari, di salute.

Ciò significa che:

ci sono anziani destinatari di interventi sociali ed anziani disponibili ad essere una risorsa per le politiche sociali;
che l'accesso ai servizi, la compartecipazione alla spesa, il diritto di rivendicare interventi, si presentano in modi diversi da persona a persona.
se per tutti i pensionati vanno individuate strade innovative che offrano cultura, socialità, vivibilità degli spazi, trasporto, prevenzione, per alcuni meno fortunati vanno sostenuti con decisione il diritto primario all'assistenza e il diritto ad un'accettabile qualità della vita.

Per ottimizzare le risorse esistenti, occorre stabilire uno stretto rapporto con l'ASSI del Distretto Sanitario e promuovere il decentramento del servizio comunale, con il coinvolgimento e l'impegno dei Presidenti e dei Consigli delle Circoscrizioni della città: ciò è peraltro già previsto dal Regolamento sulle Circoscrizioni.

Tale decentramento può favorire un migliore e più razionale utilizzo del volontariato in ogni quartiere, parrocchia e Centri anziani (microprogetti).

E' urgente potenziare e riqualificare la formazione degli assistenti che operano nel mondo degli anziani. Le ricerche dimostrano una carenza di personale infermieristico e di assistenti sociali per gli anziani.

Per quanto riguarda le case di riposo pubbliche e private presenti in città, è necessario sollecitare la predisposizione di programmi da parte dei Consigli di Amministrazione che consentano alle Amministrazioni comunale e provinciale di esercitare le funzioni di orientamento, di verifica e di controllo previste a livello istituzionale.

Inoltre bisogna mirare a portare anche gradualmente le RSA della città nei quartieri e nelle circoscrizioni attraverso la gestione di un ruolo di promozione della rete dei servizi per gli anziani della città: palestre, servizi domiciliari, servizi materiali come pasti e lavanderia, strutture medico-specialistiche per anziani, strutture per la riabilitazione ecc..

Infine, bisognerebbe migliorare la qualità della vita degli ospiti con una diversa politica strutturale, organizzativa, economica e degli orari, volta a soddisfare prioritariamente i bisogni degli ospiti e a salvaguardare la qualità della loro vita.

 

5. Anziani e compartecipazione alle spese per servizi

Il Sindacato propone una rapida adozione da parte dell’Amministrazione comunale dell’ Indicatore della Situazione Economica (ISE), strumento di valutazione della capacità dei singoli cittadini alla compartecipazione delle spese per i Servizi.

L’ ISE può dimostrarsi utile sul calcolo di TARSU e ICI, sui criteri di assegnazione degli alloggi pubblici, sulla determinazione delle rette delle RSA, sulla compartecipazione dei costi del SAD, del Telesoccorso e per l’assegnazione di assegni e sussidi vari.

 

6. Altri obiettivi per gli anziani

A proposito di politica della CASA, dobbiamo evidenziare la necessità di vincolare ad uso abitativo tutte le attuali proprietà del Comune.

Sosteniamo infatti la necessità di definire ulteriori restrizioni nella modifica della destinazione d’uso degli immobili pubblici, per sostenere la popolazione anziana che ancora abita in affitto dentro i borghi e nel centro storico. Nelle ris-trutturazioni siamo per favorire la realizzazione di mini-appartamenti per persone anziane.

Si propone l’apertura di un tavolo di trattative sul problema sicurezza, da intendersi in senso lato, tra Prefettura, Questura, Comune, Circoscrizioni e Sindacati. E’ un’esigenza molto sentita dagli anziani perché possano circolare in città con fiducia. Che si operi per evitare scippi, furti in appartamenti, violenze, rumori esagerati anche notturni.

Infine, evidenziamo problemi che possono apparire meno importanti, che se risolti, migliorerebbero la vivibilità della nostra città quali: pulizia dei marciapiedi, servizi igienici pubblici, messa in sicurezza dei percorsi interni del cimitero, realizzazione di un locale adeguato per le cerimonie funebri civili.

Le Segreterie cittadine dei
Sindacati Pensionati CGIL-CISL-UIL

 

Bergamo, 1 giugno 1999

grafici
vai alla proposta dello Spi Cgil
del 1° dicembre 1998

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