Aumentano sensibilmente le tasse comunali
Stangata Ici e Irpef per i cittadini di Bergamo
di Guido Mentasti
Brutta sorpresa questo mese per tutti i cittadini del nostro capoluogo.
Dovranno infatti pagare il 10% in più di Ici (imposta comunale sugli immobili) aumentata,
per la prima casa, dal 5,3 al 5,9 , mentre la detrazione fissa cresce di sole
20 mila lire (da 250.000 a 270.000).
Sulle case sfitte l'Ici passa dal 6 al 6,5 . Viene inoltra
istituita, per la prima volta, l'addizionale dello 0,2% sull'Irpef.
Si tratta di circa 14 miliardi in più, il 7% dell'intero bilancio
comunale, sottratti dalle tasche dei cittadini.
Niente male per una giunta - di centro destra - che si è fatta
eleggere, un anno fa, con la promessa di "liberare i cittadini dal peso opprimente
delle tasse".
Mentre, proprio quest'anno, il tanto vituperato governo di centro
sinistra, pungolato dal Sindacato, ha restituito mediamente 500 mila lire di tasse ad ogni
contribuente italiano.
Questa vera e propria stangata fiscale della Giunta comunale di
Bergamo, che costerà mediamente circa 300 mila lire per ogni famiglia, non appare
motivata dai minori trasferimenti ottenuti dallo Stato (i 6 miliardi in meno corrispondono
infatti quasi integralmente alle minori spese a carico del Comune per il trasferimento
allo Stato delle retribuzioni dei bidelli e delle spese di pulizia delle scuole), né dal
presunto "buco" lasciato nel bilancio cittadino dalla precedente amministrazione
(il vice sindaco Tentorio ha affermato che l'avanzo di gestione per il 1999 sarà
probabilmente di 1 miliardo).
Ci saranno, è vero, delle nuove spese. Nessuna obiezione, per quelle
causate della lievitazione dei prezzi. Ma ci saranno anche quelle derivanti dalla mancata
riorganizzazione della macchina comunale, dall'aumento da 8 a 12 degli assessorati e dalla
crescita, a dir poco "generosa", della retribuzione degli incarichi vari (vedi
compenso dell'addetto-stampa e capo di gabinetto raddoppiato e quello del direttore
artistico del Donizetti, quasi triplicato).
Ed il tutto riducendo, sia pure di poco, le spese nei settori sociali,
nell'istruzione pubblica, nella cultura, nella gestione del territorio e dell'ambiente.
Il bello - si fa per dire - è che, siccome un'amministrazione non
riesce mai a spendere tutto ciò che ha preventivato, buona parte delle tasse che
pagheremo in più quest'anno, ce la ritroveremo l'anno prossimo come "avanzo di
gestione" oppure, meglio ancora, come "utile dell'impresa Comune".
Niente male, ancora una volta, per degli "oculati manager"!
|