Il ruolo dei comuni e del sindacato
Territorio e politiche sociali
di Orazio Amboni
(della Segretaria Camera del Lavoro di Bergamo)
Lattività dei servizi sociali erogata dai Comuni nella nostra
provincia è molto variabile; a seconda delle scelte politiche dellamministrazione
in carica, della tradizione del Comune, delle dimensioni e disponibilità di bilancio. Nei
casi peggiori i Comuni si limitano ad erogare qualche contributo o a far fronte ad
adempimenti dovuti come il ricovero di minori o di anziani. Molto diffusa è una logica
puramente di emergenza; altrettanto diffusa è anche una logica di delega totale
allASL di servizi importanti come lassistenza domiciliare (è quanto emerso
nel seminario di Proteo Cgil del 21 giugno cui ha partecipato Paola Toniolo Piva, autrice
del volume "Lassessorato sociale: idee per un nuovo welfare", ndr).
Non contribuiscono a migliorare la situazione né la grande frammentazione in tanti
piccoli comuni, né il nuovo centralismo regionale della Giunta Formigoni che svuota i
Comuni di compiti e responsabilità.
In direzione opposta va, invece, la legge, già approvata dalla Camera,
di riforma dellassistenza. Ai comuni vengono affidati importanti compiti nel campo
dellassistenza sociale. Superando la selva di disposizioni e di competenze del
passato, si fa del Comune il centro programmatore (progettare, coordinare, erogare i
servizi) perché è proprio il Comune listituzione più vicina al cittadino e ai
suoi bisogni.
Compito del Comune non sarà tanto la gestione diretta dei servizi
quanto la programmazione: stabilire priorità, fissare standard di qualità, controllare i
risultati. La gestione vera e propria potrà essere svolta da enti, associazioni, imprese,
soprattutto del settore no-profit. Ma la rappresentanza dei bisogni collettivi dovrà
essere sempre nelle mani dellente pubblico che non può essere ridotto a puro ente
pagatore al servizio del no-profit.
Per evitare un ruolo puramente di emergenza o di risarcimento è
necessario innanzitutto che i comuni si mettano in rete per zone o distretti, concentrando
così le energie; è poi necessario che adottino delle politiche sociali in grado di
favorire la capacità di auto-organizzazione (associazionismo, volontariato, reti di
famiglie, ecc
) rafforzando tutti quegli elementi di inclusione sociale già
potenzialmente presenti ma che lasciati a sé stessi si svilupperebbero solo nelle
situazioni già avanzate. In questo contesto anche la gestione di servizi potrebbe
ottenere risultati migliori e non assorbire lintero bilancio del comune.
Il compito del sindacato sul territorio dovrà essere quello di saper
organizzare e rappresentare i bisogni, specie dei più deboli; saper interloquire con
lamministrazione nei momenti più importanti come la predisposizione dei bilanci
preventivi, esercitare un controllo sulla qualità e lappropriatezza dei servizi
erogati. In parte, nella nostra provincia, è una strada già iniziata.
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