Due nuove case di riposo verranno aperte nei prossimi mesiDalmine e Seriate: lavori in corso
di Giulia Orfetti
Nonostante le ripetute battute darresto, proseguono i lavori di
costruzione delle case di riposo di Seriate e Dalmine. Per la verità entrambe le
strutture avrebbero dovuto essere consegnate tempo fa, ma, si sa, tra cavilli burocratici
e ritardi delle ditte, è facile che queste cose sfuggano di mano.
E soprattutto a Seriate che la situazione pare più confusa per
"la casa di riposo che ancora non cè", come la definisce
ironicamente il responsabile della locale Lega Spi Beniamino Nava. E non si può dargli
torto visto che, in base ai termini fissati nella gara dappalto, la struttura
avrebbe dovuto essere terminata già nel dicembre 1998. "Adesso ci dicono che la
consegneranno entro la fine del 2000, ma abbiamo buone ragioni (vedi foto, ndr) per
credere che non entrerà in funzione che tra un anno". Tuttavia, le polemiche
circa il termine dei lavori non sono le uniche che investono questa Rsa, una
ristrutturazione che ospiterà, una volta in funzione, 50 anziani non autosufficienti
totali (Nat), 10 pazienti non autosufficienti parziali (Nap) e un centro diurno integrato.
Anche la dislocazione stessa delledificio - costato in totale 11 miliardi a Comune e
Regione - ha fatto sorgere non poche discussioni allinterno del Consiglio Comunale
di Seriate. Posta nei pressi del Pronto soccorso, in una delle zone più centrali del
paese, la casa di riposo manca effettivamente di tranquillità e di spazi verdi: "Una
Rsa dovrebbe potere respirare ed essere collocata in una zona facilmente raggiungibile"
sottolinea Beniamino Nava, ma "spostarla in unaltra area avrebbe significato
perdere i sei miliardi di finanziamento regionale", controbatte il dottor Roberto
Ghisi, medico e capogruppo de "La casa comune", lista civica di centro sinistra,
allopposizione nel Consiglio Comunale. Per quanto concerne la mancanza di giardini,
è ancora tutto da decidere lutilizzo che verrà fatto dellarea verde vicino
alla struttura, da cui il Comune propone di ricavare un parcheggio per la Rsa, mentre i
residenti vorrebbero che diventasse un parco. "Il nostro gruppo
spiega Ghisi - ha proposto di riservare uno spazio limitato a dieci parcheggi per le
emergenze e di destinare il resto alla costruzione di un parco, di cui, oltre ai
residenti, potrebbero usufruire anche gli ospiti del centro diurno". Nemmeno la
futura gestione della struttura è esente da polemiche: lamministrazione comunale ha
già approvato, con una delibera che ha visto lopposizione di tutte le minoranze, un
capitolato in cui si stabilisce che la gestione della Rsa sarà affidata, per 15 anni
rinnovabili, ad una cooperativa in grado di versare un anticipo di 2 miliardi. "In
base ai parametri e i criteri fissati dallamministrazione comunale, non si vede
quale tra le cooperative sociali della provincia possa essere in grado di concorrere alla
gara dappalto" commenta Nava. Anche Ghisi si dice contrario al sistema di
selezione adottato: "Non è giusto discriminare in partenza le cooperative che non
hanno disponibilità finanziarie e, comunque sia, il tempo stabilito per la gestione è
troppo lungo".
Meno travagliata sembra essere la storia della Rsa di Dalmine, la cui
apertura è ormai una questione di mesi. Realizzata su un lotto di 6500 metri quadrati
concessi dalla "Dalmine" nel 1993, la costruzione della casa di riposo è
cominciata nel 1995 ed è proseguita, non senza qualche interruzione, fino ad oggi. Nata
dodici anni fa da unidea di Don Antonio Zucchelli, parroco della chiesa di Dalmine
centro, "scopo della Rsa è di riportare nel paese i Dalminesi dispersi nelle case
di riposo della provincia", afferma Lorella Alessio, Assessore alle politiche
sociali del Comune. La struttura, che sorgerà nel centro del paese, in prossimità del
centro diurno per anziani, ospiterà in totale 88 pazienti, 55 Nat e 33 Nap e, come quella
di Seriate, avrà al proprio interno un centro diurno integrato. Finanziata, oltre che
dalla Regione, da donazioni dei cittadini, della Fondazione Cariplo, S.Giuseppe e della
Banca Popolare, la gestione della Rsa sarà affidata dalla Fondazione S.Giuseppe alla
cooperativa Icos, del gruppo Iuvans di Milano. Il Comune, invece, si occuperà
semplicemente della stipulazione di convenzioni con le cooperative per la fornitura dei
servizi che la casa offrirà. In proposito, lAssessore Alessio rileva che "lamministrazione
locale di Dalmine fornisce già una serie di servizi agli anziani, direttamente o tramite
accordi con cooperative e in futuro la tendenza sarà quella di allargare ulteriormente la
proposta di servizi, auspicando che le persone anziane possano restare a vivere nelle
proprie case il più a lungo possibile".