| Il 10 dicembre 1948 veniva
promulgata, a Parigi, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. E' l'elenco di tutto ciò che spetta a ogni essere umano. E' l'elenco di ciò che ogni essere umano deve a tutti gli altri.
Dopo oltre cinquant'anni, una grande parte di questi diritti è sconosciuta e calpestata in una grande parte del mondo, per gran parte dell'umanità. Il mondo dei ricchi e dei potenti si interessa ai diritti dell'uomo solo quando i suoi diritti sono violati, solo quando a violarli è il mondo dei poveri, degli "altri". La difesa dei diritti si trasforma in punizione armata di chi li infrange, se chi li infrange è già considerato, a qualche altro titolo "nemico". Possiamo testimoniare di violazioni estreme sottratte a ogni sanzione o denuncia, e nascoste per interesse, ignorate per distrazione, sconosciute per indifferenza. Vogliamo, soprattutto, testimoniare che i diritti si praticano attivamente, che rispettarli significa agire per attuarli. Vogliamo testimoniare che i diritti aprono orizzonti e possibilità, non oppongono barriere e divieti. La Dichiarazione del 1948 è un programma di amicizia e di solidarietà, un progetto concreto e fattibile di umanità. Questi diritti sono già sanciti, adesso bisogna che vengano applicati. Rigoberta Menciù (Nobel per la Pace 1992), Gino Strada (fondatore di Emergency), Alex Zanotelli (missionario comboniano, ex direttore di Nigrizia, fondatore dei "Beati i costruttori di pace"
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