Abc dei lavoratori

Una guida alla conoscenza
dei diritti
di chi lavora

A cura di
Donatella
Giussani

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aggiornamento:
7 settembre 2000
Le norme che regolano il rapporto di lavoro dei metalmeccanici

La contingenza

La scala mobile o contingenza era quel meccanismo che faceva variare la retribuzione ogni volta che variava il costo della vita. La sua funzione fondamentale era garantire il potere d’acquisto delle retribuzioni e metterle al riparo dall’aumento del costo della vita. La sua storia inizia nel 1945, e termina definitivamente con l’accordo del 31/7/92. Con il rinnovo del contratto 8 giugno 1999 i nuovi minimi tabellari hanno conglobato i valori dell’ex indennità di contingenza secondo i valori in vigore a quella data.

La storia dell’indennità di contingenza
La contingenza era nata immediatamente dopo la fine della guerra. Era stata voluta dal sindacato per difendere i salari dall’enorme inflazione dell’immediato dopo guerra; mentre era stata accettata dai padroni perchè speravano con essa di avere eliminato dalle fabbriche in ristrutturazione un grosso elemento di tensione sociale.
Il primo periodo
L’accordo interconfederale del 6 dicembre 1945 istituiva la contingenza per l’Italia settentrionale. Con il concordato del 23/5/1946 veniva estesa a tutta l’Italia. Il meccanismo della scala mobile era a carattere provinciale.Le variazioni di contingenza erano calcolate sulle variazioni del costo della vita provincia per provincia. I valori e le modalità di applicazione della contingenza erano diversi nelle varie province. Gli importi erano comunque uguali per tutte le categorie (operai, impiegati) ma erano differenti per sesso o per età. L’accordo Interconfederale del 5/9/1949 dispose il primo blocco della contingenza.
Il secondo periodo
Dopo quasi due anni di stasi, la scala mobile é stata rimessa in funzione con l’accordo del 21/3/1951. Il sistema ha subito una profonda modificazione:
- l’indice del costo della vita é divenuto unico per tutto il territorio nazionale e quindi il numero di scatti che maturano è divenuto identico per tutti;
- il valore del punto di contingenza é stato differenziato per qualifica, per età e sesso;
- inoltre il territorio nazionale é stato diviso in due gruppi territoriali: gruppo A e gruppo B. Nel gruppo B (Centro-Sud) il valore del punto é inferiore del 20%.
- il valore del punto é stato definito pari all’1% dei corrispondenti livelli salariali in vigore in quel momento.
Il terzo periodo
Una clausola dell’accordo del 1951 prevedeva il diritto per le parti di chiedere la revisione del meccanismo quando l’indice del costo della vita avesse superato l’aumento del 25% rispetto al periodo base. La Confindustria assunse questa iniziativa. Venne istituita una commissione tecnica paritetica per studiare la questione e il nuovo accordo sulla scala mobile fu siglato il 15/1/1957 ed entrò in vigore il 1° maggio dello stesso anno.
Non si verificarono rilevanti variazioni strutturali rispetto alla situazione precedente, ma solo alcune modifiche di funzionamento. Queste hanno dato carattere pressochè definitivo alla struttura della contingenza.

Il paniere
La contingenza variava in funzione dell’andamento dell’indice del costo della vita. Questo, che veniva definito indice sindacale, era costruito in modo del tutto particolare.
Era stato concordato, convenzionalmente, il riferimento ai consumi tipici di una famiglia operaia, composta da due genitori e da due figli a carico. L’insieme dei consumi tipici di questa famiglia costituiva il cosiddetto paniere di spesa, definito da certe qualità e quantità di merci di consumo popolare. Si trattava ovviamente di un paniere convenzionale, in quanto i consumi reali delle singole famiglie differivano fra loro.

Il punto di contingenza
A partire dal maggio 1957, ogni tre mesi, in 16 città capoluogo di regione si calcolava quale somma fosse divenuta necessaria, ai nuovi prezzi, per comprare sempre la stessa quantità di beni che rientravano nel bilancio convenzionale della famiglia operaia tipica (paniere). Il rapporto tra la nuova somma e la vecchia indicava la percentuale di aumento del costo della vita, e su quella percentuale si applicava la scala mobile sulla contingenza.
La spesa necessaria nel 1956 per il paniere venne assunta come base 100 di partenza, e, a ogni 1% di aumento dell’indice sindacale del costo della vita, si fece corrispondere una somma di contingenza allora pari all’1% delle retribuzioni correnti. Questa indennità di contingenza venne stabilita di valori diversi a seconda della qualifica, sesso, età, luogo di lavoro e dimensioni della fabbrica (inferiore per le aziende fino a 50 addetti). Le differenze calcolate in base alla collocazione geografica vennero abolite nel 1969 con l’accordo di superamento delle gabbie salariali, mentre quelle per sesso furono superate nel 1970. Le differenze per età durarono fino al 1971. Quelle per qualifica e quelle derivanti dalla classe di grandezza delle aziende vennero abolite nel febbraio 1977. Per un manovale comune nel 1956 il punto di contingenza era di 396 lire mensili. Tale cifra rappresentava proprio l’1% della sua paga che allora era di 39 mila lire al mese. Per un impiegato di prima categoria il punto valeva invece 948 lire al mese. Tali valori del punto di contingenza sono rimasti in vigore praticamente fino all’accordo interconfederale del 1975.

La vertenza del 1975
Mentre all’inizio del 1957 un punto di contingenza scattava in caso di un aumento reale dell’1% dell’indice del costo della vita, a fine ‘74, scattava per aumenti reali assai inferiori all’1%. Quando il costo della vita aumentava dell’1% anche l’indice cresceva proporzionalmente, ed essendo ormai a valore 252, quando aumentava dell’1% faceva scattare di 2,52 i punti di contingenza.
Alla fine del ‘74, il costo della vita era aumentato più di una volta e mezza rispetto all’inizio del 1957 e l’indice della scala mobile aveva raggiunto perlappunto il valore di 252. Nel frattempo i salari erano quasi quadruplicati.
In quel periodo un manovale comune percepiva una retribuzione mensile di 160 mila lire. Per difendere questa cifra dall’inflazione sarebbe stato necessario che, a ogni 1% di aumento del costo della vita, egli ricuperasse dalla contingenza 1.600 lire al mese. Invece percepiva 2,52 punti per 396 lire mensili, cioè 998 lire al mese. Di conseguenza si determinava una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni.
L’esigenza di alzare il valore del punto di contingenza, al fine di adeguarlo alla variata evoluzione dei salari, è stato il centro della vertenza intercategoriale conclusasi il 25/1/1975. Gli elementi più significativi dell’accordo sono stati:
- la definizione di un punto di contingenza uguale per tutti i lavoratori, pari al valore del punto più alto di allora (impiegato di 7° livello: 948 lire al mese);
- l’azzeramento dell’indice a novembre del 1974 (nuova base 100);
- l’applicazione del punto pesante pari a 2,52 volte quello precedente (lire 948 x 2,52 = 2.389 lire mensili).
Nel gennaio del 1977, un ennesimo accordo interconfederale, poi trasformato in legge dello Stato, ha eliminato, dal calcolo per l’indennità di liquidazione, la contingenza che sarebbe maturata a partire dal febbraio 1977.
Nel marzo dello stesso anno, nella determinazione dell’aumento del costo della vita, non si è tenuto conto degli aumenti delle tariffe ferroviarie e dei quotidiani con la perdita di 1,3 punti. I 34 punti, maturati dal 1/2/1975 al 31/1/1977, sono stati assorbiti dal Ccnl del 17/7/1979 in paga base.

La vertenza sul costo del lavoro
Il 22/1/1983 é stato stipulato un nuovo accordo sulla contingenza, che ha modificato il valore punto e ha rallentato la capacità di copertura della scala mobile, con l’impegno ad adottare lo stesso modo di calcolo per il pubblico impiego, sostituendo l’istituto di indennità integrativa. Ipunti significativi erano i seguenti:
- con il 31/1/1983 é stato riportato a 100 l’indice;
- sono state assunte, come nuova base dell’indice, le spese della famiglia-tipo del trimestre agosto/ottobre 1982 (non é stato modificato il paniere);
- a ogni variazione di punto dell’indice sono state attribuite 6.800 lire;
- si é iniziato a calcolare gli aumenti di punto al netto delle frazioni, che poi hanno concorso a formare i punti successivi;
- il punto di contingenza é stato diminuito del 15%.
Il valore di 6.800 lire per ogni punto é stato calcolato partendo dall’ultimo azzeramento effettuato l’1/2/1975..L’indice del costo della vita raggiungeva, all’epoca, 335 punti. Questo significa che il costo della vita di una famiglia era aumentato di 3,35 volte. Vuol dire che, a ogni variazione dell’1% del costo della vita, l’aumento dei punti di contingenza era di 3,35. Il punto pesante era pari a 3,35 volte il punto precedente, quindi applicando una diminuzione del 15% si sono ottenute le 6.800 lire mensili (2.389 lire x 3,35 - 15%).

Decreto legge del 14/2/1984
Con il decreto legge del 14/2/1984, e la successiva legge del 12 giugno 1894 n. 219, si stabiliva che: per i primi sei mesi dell’anno 1984, i punti di variazione dell’indennità di contingenza non potevano essere più di 2 alla scadenza del 1° febbraio e più di 2 a quella del 1° maggio. Ciò ha comportato il mancato pagamento di 2 punti nel mese di febbraio e 2 punti in quello di maggio.
Ultimo meccanismo di contingenza
A partire dal 31 gennaio 1986 e fino alla data del 31 dicembre 1991, in applicazione della legge 16 Febbraio 1986 n. 38, é entrato in vigore l’ultimo meccanismo di scala mobile caratterizzato da:
- cadenza semestrale (novembre-maggio);
- rivalutazione al 100% di una parte della retribuzione (580 mila lire nel semestre novembre 1985-aprile 1986) formata da paga base più contingenza;
- la quota da rivalutare al 100% cambiava di semestre in semestre poiché veniva integrata con la rivalutazione precedente;
- rivalutazione della parte eccedente al 25%.
Con questo meccanismo di fatto si era operata una diversificazione per livello (o categoria) degli aumenti di contingenza, poiché il valore che si prevedeva come base (paga base + contingenza) differiva da livello a livello.
Infine con l’Accordo sul costo del lavoro del 31/7/1992 si é stabilito che viene a cessare il sistema di indicizzazione dei salari di cui alla legge 13/7/1990, n. 90 già scaduta il 31/12/1991.

Ecco la contingenza, congelata l’1/11/91

Livelli
Contingenza
Api Federmeccanica Intersind
Federm. e Intersind
Api
1 1 1 989.940 989.622
2 2 2 995.300 994.934
3 3 3 999.245 998.848
4 4 4 1.002.652 1.002.226
5 5 5 1.008.955 1.008.475
6 5S 6 1.013.532 1.013.015
7 6 7 1.020.384 1.019.808
8 7 8 1.027.975 1.027.344
9 - - - 1.036.734


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