FIM-CISL FIOM-CGIL UILM-UIL CONVEGNO NAZIONALE DELLE RSU
GLOBALIZZAZIONE
E MULTINAZIONALI Milano, Camera del Lavoro 29 gennaio 1999 * * * * * * LE MAQUILADORAS Le Maquiladoras sono fabbriche che lavorano con contratti di subappalto. Il termine maquila viene dal verbo spagnolo maquilar che significa, per il mugnaio, prendere per sé una parte della farina macinata in cambio dellutilizzo del mulino concesso al contadino. Nate negli anni 60 in Messico si sono poi estese in tutto il Centro America, anche grazie a leggi accomodanti e soprattutto alliniziativa per il bacino caribico creata su pressione di Washingtono.
Lantefatto In conseguenza della fine del programma sui braccianti nel 1964 ( che regolava i flussi legali di manodopera messicana verso gli Stati Uniti), si cominciano a stabilire le maquiladoras, formalmente in Messico dal 1966, come parte del programma governativo di utilizzo della manodopera che arrivava lungo la frontiera settentrionale con gli Stati uniti. Questo fatto coincide, negli anni sessanta, con la perdita di competitività degli Stati Uniti nei mercati mondiali derivante in parte dalla sua decrescente produttività e dai suoi alti costi di produzione. Dal 1965 al 1982 le maquiladoras
operavano sulla base di modesti investimenti di capitale,
scarsa applicazione di tecnologia e predominanza di
attività intensive di assemblaggio. Tra il 1974 e il 1976 si produce la
crisi della maquiladora, determinata dalla recessione
delleconomia statunitense, che produsse la chiusura
di molte fabbriche, la caduta degli investimenti e il
licenziamento di 32.000 lavoratori e lavoratrici o la
riduzione dellorario di lavoro. In molti altri casi
la maquiladora assunse un carattere
"capriccioso", molte sparirono, lasciando i
lavoratori senza nulla. In questo periodo comincia la ristrutturazione dellindustria: trasformazione tecnologica tendente a introdurre tecniche produttive di punta, particolarmente nelle grandi fabbriche, modificano il carattere intensivo della forza lavoro Gli incrementi degli anni 70 e 80 si determinarono negli stati di frontiera della Bassa California del Nord, Sonora, Chihuahua, Coahuila, Nuevo Leon e Tamaulpas. Negli anni del Trattato di Libero Commercio dellAmerica del Nord, il numero di Maquilas in municipalità non di frontiera passò a rappresentare dal 27,4% nel 1993 al 35,6% nel 1997. Da questo si distaccano Guanajuato e Yucatan Le maquiladoras e il trattato di libero commercio.Dopo l'approvazione del trattato di libero commercio nel 1993 (che entrò in vigore nel 1994) ci si illuse che avrebbe portato miglioramenti salariali, più occupazione, tecnologia e competitività. Possiamo oggi analizzare i suoi effetti e giungere alle seguenti conclusioni: - il TLC promuove certamente gli investimenti stranieri, però senza avere i benefici menzionati. Non si può esigere che un investitore straniero: - usi un determinato livello di tecnologia e tanto meno che la trasferisca; - che si serva di prodotti nazionali (attualmente si sa che viene utilizzato solo il 2% di prodotti nazionali); - che favorisca le sue esportazioni o che reinvesta una parte dei suoi utili; - e neanche che si associ con investitori messicani. Per il passato si può dire che gli investimenti stranieri non hanno collaborato alla modernizzazione generale dell'industria messicana. Nel settore manifatturiero messicano, quello che è più aumentato grazie alle maquiladoras, si ha diminuzione di occupazione, nel periodo nel quale entro in vigore il TLC dal 1994 al 1997 (la produzione manifatturiera è cresciuta del 9,8% e contemporaneamente l'occupazione nel settore è diminuita del 9,9%: ciò si deve al fatto che è aumentata insieme ad un processo di modernizzazione che ha portato un risparmio di manodopera e nello stesso tempo al fatto di rifornirsi di prodotti attraverso importazioni, produce occupazione indiretta all'estero e licenziamenti tra i suoi antichi fornitori nazionali. Sappiamo che attualmente le maquiladoras hanno creato circa 1.000.000 di posti dalla sua applicazione e tuttavia il numero attuale di giovani che entrano nella popolazione attiva è di circa 1.000.000. Il governo afferma che sono stati recuperati i posti perduti durante la crisi. A giugno del 1997 vi sono 583.234 posti fissi in più che nel 1994, però, durante questo periodo, la popolazione in età da lavoro è cresciuta di 3.500.000. Una parte di questi trovano occupazione in lavori precari, ma nel secondo trimestre del 1996, vi erano 427.479 persone in disoccupazione totale (che non hanno lavorato, cioé neanche un'ora a settimana). In Messico una stima reale della disoccupazione non è il problema più grave; non essendoci indennità di disoccupazione e date le precarie condizioni economiche della maggiorparte dei lavoratori, la gente non può vivere senza lavorare, per cui si cercano un lavoro precario e quindi non appaiono nelle statiche dei disoccupati. Questo è il problema principale: la sottocupazione o l'occupazione precaria. Nel 1996 il 19,53% dei lavoratori guadagnavano meno del salario minimo e il 64,88% non aveva nessuna prestazione di tipo sociale (assicurazione sociale, vacanze, tredicesima (?), ecc.). Attualmente si stima che in Messico ci siano 6 milioni di disoccupati e 12 milioni di sottocupati. Negli ultimi 20 anni il potere di acquisto del salario in Messicoè diminuito dell'86%. Per ottenere il livello di acquisto che aveva nel 1976, sarebbe necessario un aumento salariale del 275%. In 10 anni il paniere dei prodotti di prima necessità è aumentato del 1.109%, mentre il salario minimo ha avuto un incremento di solo il 308%. Nel 1987 con un salario minimo si potevano acquistare 31 dei 53 prodotti del paniere, oggi se ne possono comprare soltanto 7. Per cui, un lavoratore, nel 1987, doveva lavorare 8 ore e 38 minuti per acquistare il paniere, nel 1994 doveva lavorare 17 ore e 57 minuti e nel 1997 25 ore e 13 minuti. Il salario reale (potere di acquisto del salario) ha subito una caduta precipitosa dal 1977, il salario minimo medio nazionale nel settembre del 1977 poteva comprare solamente la quarta parte (23,6%) di quello che poteva acquistare il primo dicembre del 1976. Solo negli ultimi 6 anni ha perduto un 20,77% (ossia una quinta parte). Noi stessi ci rendiamo conto di ciò nella vita quotidiana: che cosa possiamo comprare con un salario minimo? La legge stabilisce che il salario minimo debba essere sufficiente per soddisfare le normali necessità di un capo famiglia in campo materiale, sociale e culturale e per provvedere all'educazione obbligatoria dei figli. Si sta attuando la legge? Quale è stato il miglioramente dei salari?
Impatto sociale delle maquiladoras. Il problema del controllo del potere nelle maquilas nelle quali si usano diversi meccanismi di controllo, presenta differenti livelli. Esistono contratti individuali fino a 90 giorni, così come l'uso di regolamenti interni che in alcuni casi violano la legge federale sul lavoro. In materia sindacale, il tasso di sindacati nelle maquilas è di un 22%. Essendo questi tutti sindacati gialli, esiste una forte repressione verso i lavoratori che lottano per organizzarsi in sindacati indipendenti e si è perfino arrivati a licenziare i lavoratori solo per aver voluto difendere i propri diritti. In materia ambientale, la situazione è molto grave, a causa del fatto che il 75% delle maquiladoras producono residui pericolosi. Sette lavoratori su dieci sono esposti a sostenze tossiche nei loro compiti quitidiani e quasi 3 milioni e mezzo di abitanti delle città in cui si stabiliscono le maquiladoras utilizzano acqua contaminata e vivono con la costante minaccia di concentrazioni di gas e disastri ambientali. Le maquiladoras hanno lasciato nel nostro paese 72 mila tonnellate di scorie tossiche, dal 1993. Secondo dati forniti dal IMSS, gli incidenti sul lavoro hanno subito un incremento dell'83% rispetto al 1990, a causa delle condizioni di insicurezza delle aziende. Altro aspetto allarmante (specialmente alle frontiere) è che, secondo uno studio realizzato dal IMSS, il 13% dei lavoratori si droga, il 39% consuma alcolici e il 48% fuma, tutti mezzi utilizzati dai lavoratori come stimulanti per sostenere il ritmo di lavoro. Le ripercussioni sulla salute delle donne incinte sono considerevoli. Nonostante la percentuale maggiore di manodopera sia femminile, non vi sono condizioni speciali di trattamento per le donne e non si adempie neanche a quanto stabilito dalla LFT. esistono studi sull'alto tasso di bambini di peso inferiore (14%) delle lavoratrici della maquila. Questo fatto si presenta in numero tre volte superiore rispetto alle lavoratrici dei servizi. Altro problema è quello degli asili infantili. A Juarez esistono solo 3 asili per un totale di 1000 posti, mentre si calcola che vi siano 75.000 figli di lavoratori e tra questi 25.000 in età da dover essere accuditi in un asilo. Questo problema conduce a quallo della disattenzione nei confronti dell'infanzia e agli incidenti da essa causati. Mancanza di formazione e addestramento Scuole Aree verdi La carenza di abitazioni è molto alta e la domanda sorpass di molto la capacità di Infonavit, che ha diminuito il ritmo delle costruzioni negli ultimi anni. Le case assegnate i lavoratori non possono acquistarle in quanto non possono qualificarsi idonei a causa del basso salario. Uno dei problemi che devono affrontare le città di frontiera è quello della sicurezza pubblica. Abbiamo i casi di Tijuana e di Ciudad Juarez, dove la criminalità è aumentata in modo notevole negli ultimi 3 anni.
Che cosa possiamo fare di fronte al Trattato di Libero Commercio 1. Le imprese straniere si impegnino ad adempiere alle norme di condotta per le maquiladoras. 2. Si riveda il TLC e si aggiungano norme e il loro adempimento, come disposizioni sulla protezione dell'ambiente, norme sulla salute e la sicurezza, norme precise di lavoro. 3. Meccanismi che garantiscano la stabilità dell'occupazione nella maquiladora. Requisiti minimi di permanenza per le imprese straniere. 4. Protezione speciale per le donne sul posto di lavoro, con particolare attenzione al suo compito di riproduzione, accudimento dei figli e diritto ad una retribuzione equa. 5. Programmi di formazione e addestramento, con agevolazioni per inserirsi nel lavoro a livello tecnico, amministrativo e professionale. 6. Rispetto per i diritti lavorativi collettivi dei lavoratori: libertà sindacale, contrattazione collettiva e sciopero. 7. Stabilire il contributo delle imprese maquiladoras nelle spese per lo sviluppo sociale, i trasporti, le abitazioni e l'ambiente. 8. Salario equo e remunerativo per il lavoratore. Stabilire una relazione chiara tra produttività e salario. 9. Impegno delle imprese straniere che operano in Messico a non ridurre la qualità dell'occupazione e le condizioni di lavoro che accordano ai propri lavoratori nei paesi di origine.
Cos'altro possiamo realizzare? Organizzazione di sindacati democratici e indipendenti. Partecipazione politica. Organizzare un fronte di resistenza civile tra paesi. Creare fonti di lavoro (laboratori, cooperative di produzione e consumo, agricoltura) Alleanze sindacali internazionali Favorire una cultura di consumo solidale e nazionale.
Vantaggi offerti dal Governo Messicano alle Maquiladoras
TABELLA 1 QUADRO GENERALE DELLINDUSTRIA MAQUILADORA NELLO STATO DI CHIHUAHUA
Ricerca relizzata nel Novembre 1997
TABELLA 2 MAQUILADORAS NELLO STATO DI CHIHUAHUA
TABELLA 3
Fonte: INEGI, Inchiesta industriale mensile |
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