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GLI INTELLETTUALI
ITALIANI
CON I LAVORATORI E LA CGIL
Unalleanza inedita per dimensioni e
organicità caratterizza oggi gli orientamenti padronali e le scelte di politica e sociale
del Governo Berlusconi.
La battaglia sferrata contro i lavoratori italiani, allo scopo di fiaccarne la resistenza
e le organizzazioni, fa correre gravi rischi alla democrazia e allo sviluppo economico del
paese.
Lobiettivo non è solo contrattuale: si cerca oggi di plasmare il lavoro e la
società sulla base del comando padronale, ben rappresentato dal Grande Imprenditore
Padrone dellInformazione Capo assoluto del Governo, Silvio Berlusconi.
Lattacco allart. 18 dello Statuto dei Lavoratori, in sé gravissimo, è solo
il preludio alla demolizione di tutti i diritti, su cui è fondato lo Stato sociale,
frutto duna lunga stagione di durissime lotte. La perdita delle garanzie in campo
previdenziale e pensionistico mette i lavoratori anziani alla mercé del mercato e
consegna quelli giovani allarbitrio delle imprese.
La rottura della scuola pubblica, della scuola per tutti, il predominio, teorizzato e
programmatico, della scuola privata, la precoce separazione fra una scuola per la classe
dirigente e una scuola per i figli dei lavoratori meno abbienti, rivelano una visione
chiusa e retrograda dei processi formativi e della stessa convivenza civile. La legge
Bossi-Fini sullimmigrazione esprime una cultura del privilegio, della
discriminazione razziale e sessuale, della prevaricazione. Il rifiuto di qualsiasi serio
strumento negoziale è destinato a provocare lacerazioni sociali sempre più profonde.
Il conflitto tocca ormai le questioni fondamentali della libertà intellettuale e della
ricerca, si trasforma in una scelta di civiltà, alla quale nessuno può sottrarsi. La
logica confindustriale e governativa va rovesciata anche dal punto di vista delle forze
culturali. Le garanzie e i diritti non vanno tolti a chi faticosamente li ha acquisiti,
vanno estesi a chi non li ha, ai giovani in cerca di prima occupazione, agli addetti ai
molti lavori di tipo nuovo, alla vasta gamma delle nuove attività e professioni
lavorative.
Le intellettuali e gli intellettuali firmatarie e firmatari di questo appello sono
persuasi che esista una piena coerenza fra le prese di posizione e i movimenti delle
settimane passate e la scelta da compiere nella battaglia che sè aperta sui diritti
dei lavoratori in fabbrica, sulla scuola, sulla parità, sulloccupazione, sulla
contrattazione sindacale.
Manifestano perciò
la loro solidarietà nei confronti delle iniziative assunte dalla CGIL in
questultima fase e invitano i lavoratori intellettuali di tutte le categorie e di
tutti i settori a partecipare attivamente alla Manifestazione nazionale di Roma del 23
marzo e al successivo e conseguente sciopero-generale.
Promuovono, inoltre, un
incontro-dibattito con il Segretario Generale della Cgil, Sergio Cofferati, per entrare
nel merito delle questioni qui proposte. Lincontro si svolgerà lunedì 18 Marzo
p.v., alle ore 15,30, presso il Residence Ripetta, Via di Ripetta, Roma: sono invitate
tutte le forze intellettuali interessate.
Gian Mario ANSELMI, Alberto ASOR ROSA,
Gaetano AZZARITI, Maria Luisa BOCCIA, Gabriella BONACCHI, Camillo BREZZI, Remo BODEI, Gian
Luigi BECCARIA, Roberto BIGAZZI, Carlo BERNARDINI, Laura CARETTI, Carlo Felice CASULA,
Vincenzo CERAMI, Umberto COLDAGELLI, Daniele DEL GIUDICE, Tullio DE MAURO, Rita DI LEO,
Umberto ECO, Luigi FERRAJOLI, Gianni FERRARA, Silvana FERRERI, Luciano GALLINO, Livio
GARZANTI, Piero GELLI, Elena GIANINI BELOTTI, Giovanni GIUDICI, Sergio GIVONE, Paul
GINSBORG, Giorgio GHEZZI, Giorgio INGLESE, Paolo LEON, Gina LAGORIO, Giacomo MARRAMAO,
Luigi MARIUCCI, Lea MELANDRI, Tamar PITCH, Giovanni RABONI, Mimmo RAFELE, Lidia RAVERA,
Marco REVELLI, Eugenio RICCOMINI, Rossana ROSSANDA, Gian Enrico RUSCONI, Edoardo
SANGUINETI, Francesca SANVITALE, Chiara SARACENO, Paolo SYLOS LABINI, Corrado STAJANO,
Antonio TABUCCHI, Nicola TRANFAGLIA, Caterina TRISTANO, Mario TRONTI, Patrizia VALDUGA,
Gianni VATTIMO, Marina ZANCAN
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