![]() |
|
|
|
|
![]() |
|
| INDICE
EFFETTI DEI FATTORI NOCIVI SUL CICLO MESTRUALE E SULLA GAMETOGENESI FEMMINILE FATTORI NOCIVI E COMPORTAMENTO SESSUALE SUSCETTIBILITA TERATOGENICA E STADIO DI SVILUPPO EFFETTI DELLE SOSTANZE NOCIVE E ALLATTAMENTO PREVENZIONE DELLA PATOLOGIA DEL SENO "MALESSERI DI GENERE": DEPRESSIONE ED ANORESSIA. LA DONNA EXTRA-COMUNITARIA: SALUTE, FAMIGLIA, LAVORO Specificità
femminile - torna all'indice
EFFETTI DEI FATTORI NOCIVI SUL CICLO MESTRUALE E SULLA GAMETOGENESI FEMMINILE - - torna all'indice I1 periodo fertile della donna e caratterizzato dalla ritmicità del ciclo mestruale. Questo rappresenta l'evento esterno più eclatante ed è governato da una sofisticata interreazione degli ormoni regolati dall'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. E ormai noto che numerosi agenti ambientali ed occupazionali svolgono un'azione diretta su queste tre importanti strutture anatomiche, influendo cosi sul ciclo mestruale. Meno conosciuti invece sono gli effetti di queste sostanze su organi non deputati alle funzioni riproduttive come il fegato ed i reni che indirettamente possono modificare il ciclo endometriale (della mucosa uterina). Possiamo suddividere le diverse disfunzioni mestruali come segue: - Menorragia: mestruazione che si presenta ad intervalli regolari, ma con eccessiva perdita di sangue e di durata superiore alla norma. - Metrorragia: emorragia dell'utero che si verifica al di fuori del periodo mestruale, ad intervalli irregolari e per periodi prolungati. - Amenorrea: assenza di flussi mestruali per un periodo di tempo di tre mesi e piu, in donne in età fertile. - Oligomenorrea: diminuzione della frequenza dei flussi mestruali. - Polimenorrea: aumento della frequenza dei flussi mestruali. - Sanguinamenti uterini di tipo disfunzionale: derivanti da cicli anovulatori in donne in età riproduttiva con gonadi capaci di secernere ormoni estrogeni. Oltre a queste anomalie di durata, ritmo e quantità, le donne possono soffrire di un aumento del dolore mestruale (dismenorrea) e della sintomatologia tipica dei giorni precedenti al flusso (sindrome premestruale), accusando forte tensione mammaria, cefalea, gonfiore addominale, irritabilità. Cause riconosciute di tutti questi disturbi sono: lo stress, l'eccessivo affaticamento e tutte quelle condizioni che alterano i ritmi biologici circadiani: veglia - sonno, per esempio, durante il lavoro a turni. Le sostanze possono agire, interferendo sullo sviluppo del gamete femminile, l'ovulo, con due meccanismi differenti: quello endocrinologico governato dal sistema ipotalamo-ipofisi-ovaio, causando alterazioni del ciclo mestruale e quello più diretto che agisce alterando i follicoli ovarici. E dimostrato che molte sostanze agiscono modificando l'equilibrio endocrino creando una anomala irregolarità mestruale, fra questi menzioniamo: il piombo inorganico, il Ddt, i composti clorurati policiclici ed il mercurio che agisce accumulandosi a livello dell'ipotalamo e del corpo luteo ovarico. Per quanto concerne le conseguenze relative alle lesioni dirette sul follicolo ovarico, esse sono in relazione alla particolare fase di crescita in cui il follicolo viene colpito: - Agenti alchilanti, pesticidi organo-fosforici e fumo di sigarette agiscono sul follicolo durante la fase di riposo, anticipando il termine del periodo fertile della donna (menopausa precoce). - Se i follicoli sono lesi durante la fase di crescita indipendente dall'azione degli ormoni, il ripristino della fertilità dipenderà dal tempo necessario affinchè questi possano essere sostituiti da altri follicoli a riposo. - Nella terza fase, quella di crescita dipendente dagli ormoni gonadotropinici, il danno follicolare viene riparato in tempi molto piu brevi. Infine, molte sostanze sono note per la loro influenza sul ciclo mestruale, ma a tutt'oggi è sconosciuto il vero meccanismo d'azione, tra queste elenchiamo: cromo, idrocarburi, esteri dell'acidoftalico, formaldeide, acrilonitrile, etilene ed etilene ossido. Sanguinamenti uterini anomali, inoltre, possono essere secondari a disordini della coagulazione causati da anomalie nel numero delle piastrine e di altrifattori della coagulazione. L'ossido di mercurio ed il dicloretano, che svolgono un'azione epatotossica, alterano la coagulazione cosi come il benzene e le radiazioni ionizzanti, che sono posti in relazione alla leucemia mielocitica acuta e granulocitica cronica. Alterazioni del sistema ipotalamo-ipofisi-ovaio possono essere dovuti ad esercizi fisici ed allenamenti estenuanti: cicli anovulatori, amenorrea, ritardo puberale sono le patologie da lavoro di ballerine ed atlete che svolgono attività agonistica. Un'altra categoria lavorativa che può andare spesso incontro ad amenorrea e quella delle modelle nel campo della moda, in quanto il requisito essenziale per la loro professione, cioè l'eccessiva magrezza, può portare a questo disturbo.
E stato evidenziato un aumentato rischio di sterilità femminile con alterazioni del ciclo mestruale tra le donne che sono sottoposte a intensi sforzi fisici (ad esempio nelle "sportive professioniste"), tra le hostess (forse per lo stress, le continue variazioni del ritmo sonno-veglia) le esposte a gas anestetici e a stirene.
FATTORI NOCIVI E COMPORTAMENTO SESSUALE - torna all'indice I1 comportamento sessuale può subire delle modificazioni di rilievo a causa di un'eccessiva esposizione a esogeni industriali. Dati certi sono in nostro possesso per quanto riguarda il manganese ed il mercurio che portano a impotenza e calo della libido nel maschio. I1 tricloroetano, svolgendo un effetto narcotico, aumenta il tempo di latenza dell'eiaculazione, il piombo tetraetile causa impotenza, eiaculazione precoce, diminuzione del desiderio sessuale. Cause di alterazione dell'attività sessuale sono legate al tipo di organizzazione del lavoro: turni lavorativi notturni, affaticamento psichico e fisico, ritmi di lavoro elevati, insoddisfazione e tensione psicoemotiva sono i rischi emergenti di questa patologia. Riportiamo questi dati riferibili soprattutto alla sessualità maschile in quanto non è pensabile affrontare in modo complessivo la questione del benessere della donna senza prendere in considerazione una vita di relazione e di coppia soddisfacente. I1 problema dell'infertilità e sterilità non e mai riconducibile esclusivamente all'individualità femminile, ma alla coppia nei suoi articolati rapporti e implicazioni.
LA PATOLOGIA INFETTIVA - torna all'indice La patologia infettiva può interferire sulla capacità riproduttiva della donna sia durante la gravidanza che al di fuori di essa. Virus, batteri e protozoi possono sviluppare patologie a carico dei genitali femminili riducendo la fertilità. E stato evidenziato un aumentato rischio di sterilità maschile (con riduzione del numero e della mobilità degli spermatozoi o aumento delle loro anomalie morfologiche) tra i lavoratori esposti ad alcune sostanze chimiche quali piombo, mercurio, cadmio, rame, ormoni (es. nell'industria farmaceutica), carbarile ed altre sostanze usate in agricoltura, acido borico, solfuro di carbonio; cloroprene e a fattori di rischio quali l'esposizione a microonde, a radiazioni ionizzanti (minatori, operatori sanitari..), stress, posizione seduta fissa (ad es. nei conducenti professionali), fumo di sigaretta; abuso di alcool e caffè). L'esposizione professionale può avvenire nelle lavoratrici che vengono quotidianamente a contatto con il pubblico come insegnanti , bidelle, medici, paramedici, commesse, impiegate e fra le donne che svolgono lavori nell'ambiente rurale e nelle addette all'allevamento. A) Infezioni dell'apparato genitale femminile Le difese dellapparato genitale nei confronti dei microrganismi patogeni sono fisiologicamente assicurati da una serie di meccanismi di natura anatomica e biologica a livello locale e dalle difese immunitarie a livello più generale. I1 muco cervicale ad esempio, in virtù della sua consistenza gelatinosa possiede un'azione protettiva sia di tipo meccanico che di natura chimica, permettendo un buon isolamento tra i genitali interni (utero, tube, ovaio) e la vagina altamente contaminata da batteri di varia natura. Inoltre il grado di acidità naturale presente nella vagina, il suo spessore e la particolare struttura di rivestimento influenzati da una corretta azione ormonale, agiscono come importanti meccanismi di difesa naturale nei confronti delle infiammazioni. La principale via di trasmissione di questi agenti patogeni è quella sessuale, ma questa non è la via esclusiva. E noto come sia possibile la trasmissione attraverso ad esempio acqua, biancheria, indumenti. Pantaloni e collant possono avere un'azione irritante e traumatizzante e possono creare un ambiente eccessivamente caldo-umido che favorisce l'instaurarsi di una patologia infiammatoria. Anche alterazioni ormonali di varia natura possono modificare il naturale equilibrio dellecosistema vaginale. Alcune condizioni di lavoro quali la duratura e coatta posizione seduta o eretta possono creare congestione pelvica favorente l'instaurarsi di uno stato patologico. I principali agenti infettivi sono: trichomonas vaginalis, candida albicans, chlamydia tracomatis, gonococco, herpes virus, streptococco beta emolitico, mycoplasma, treponema pallidum, etc.. La sintomatologia varia da forme del tutto asintomatiche a quelle acute e croniche. I sintomi principali sono: bruciore, prurito, perdite vaginali con varie caratteristiche, arrossamento delle mucose, edema localizzato. Alcune infiammazioni, soprattutto se trascurate, possono provocare in circa il 10% dei casi delle lesioni anatomiche non più curabili, inducendo l'insorgenza di infertilità. Inoltre la capacità riproduttiva può essere ridotta dalle infezioni batteriche in quanto esse stesse possono creare le condizioni necessarie per lo sviluppo di altre patologie ad esempio focolai di endometriosi possono insediarsi in zone già interessate da stati flogistici. B) Le infezioni in gravidanza Durante la gravidanza, gli agenti infettivi possono creare dei gravi problemi compromettendone irreversibilmente l'esito. Le ripercussioni sul prodotto del concepimento (a seconda dell'epoca di gestazione) possono essere l'aborto, la morte endouterina, il ritardato accrescimento, il parto prematuro e le malformazioni. La malattia infettiva può, cioè, sia influenzare la normale prosecuzione della gravidanza riducendo la durata del periodo gestazionale, sia creare una predisposizione materna ad ulteriori complicazioni, quali quelle epatiche, renali e polmonari, che rendono l'organismo materno meno adatto ad alimentare e ad accogliere il feto. Può agire direttamente sulle fasi di fecondazione, di impianto, di embriogenesi e sullo sviluppo fetale. L'agente infettivo può superare la barriera placentare e creare una fetopatia infettiva, lasciando esiti malformativi a carico del concepito. Anche il momento del parto può essere fatale nella trasmissione materno-fetale di alcune infezioni. In questo caso sarà il neonato a manifestare la sintomatologia clinica acuta della patologia contratta. Non dobbiamo poi dimenticare che il feto può essere danneggiato anche dalle eventuali terapie mediche utilizzate per la cura dell'infezione materna. In campo ostetrico, hanno particolare rilevanza l'infezione rubeolica, herpetica, da citomegalovirus, la toxoplasmosi, la sifilide, lo streptococco beta emolitico, l'epatite virale e 1'A.I.D.S.. ROSOLIA E una malattia benigna a che presenta un decorso spesso con pochi sintomi guaribile in pochi giorni. Se però è una donna nei primi mesi di gravidanza ad ammalarsi, i danni sul bambino sono gravissimi: malformazioni cardiache, sordità, ritardo nello sviluppo psico-motorio, danni a carico degli occhi. Per prevenire tutto questo è sufficiente fare a tutte le giovani donne in età fertile un semplice esame del sangue per valutare la presenza di anticorpi contro la rosolia. Se la donna non è mai venuta a contatto con questo virus una vaccinazione eseguita non meno di tre mesi prima dellinizio di una gravidanza può preservarla da tutte le conseguenze di questa malattia.
TOXOPLASMOSI La causa di questa infezione è un protozoo che può essere presente nella carne, soprattutto suina, e nelle feci dei gatti. Infatti, linfezione che, nella maggior parte dei casi è del tutto priva di sintomi quindi difficilmente riconoscibile, può essere contratta tramite lingestione di carni crude o mal cotte e salumi. Altra modalità di contagio è il contatto con gli escrementi dei gatti in forma diretta, pulendo la vaschetta dei bisogni dei gatti o, in forma indiretta mangiando verdura o frutta cruda, che hanno subita una contaminazione da parte dei gatti randagi. Anche in questo caso con un semplice esame del sangue, è possibile sapere se la donna ha già contratto questa malattia in passato e quindi è protetta dagli anticorpi oppure se deve seguire delle semplici, ma fondamentali norme igieniche e profilattiche durante tutto il corso della gravidanza: cuocere accuratamente tutte le carni, lavare con cura e ripetutamente le verdure e la frutta che verranno consumate crude, lavarsi attentamente le mani prima dei pasti. Con questi semplici accorgimenti difficilmente la gestante contrarrà la toxoplasmosi che può causare danni neurologici al feto come idrocefalia e calcificazione intracraniche, lesione agli occhi come la corioretinite e aumento delle dimensioni del fegato e della milza.
EPATITE B Malattia molto diffusa nel nostro paese. Questo virus ha una trasmissione per via parenterale, attraverso cioè, trasfusioni di sangue e contatto con gli aghi infetti. Altra possibilità di contagio è tramite i rapporti sessuali con individui portatori del virus. Esiste la possibilità di un contagio verticale tra madre e feto durante la gravidanza, ma la via di trasmissione da parte di una donna portatrice di epatite acuta o cronica è il contatto col bambino durante e dopo il parto (infezione connatale). In questi casi, oltre la vaccinazione del neonato, ormai obbligatoria nel nostro paese, è possibile fare una profilassi con gamma globuline specifiche.
SIFILIDE Esiste la possibilità di una trasmissione dalla madre al feto che può causare aborto, ritardo di accrescimento, fino ad un quadro di sifilide congenita che presenta lesioni a carico delle ossa, delle cartilagini della cute e delle mucose. E obbligatorio nel corso della prima visita di gravidanza richiedere il test per lidentificazione a livello sierologico di questa malattia (reazione Wasserman), in caso di positività esiste una terapia antibiotica efficace sia per la madre che per il feto.
AIDS Il virus dellAIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita), malattia infettiva caratterizzata da un importante deficit nelle difese immunitarie che provoca linsorgenza di infezioni opportunistiche (polmoniti, meningiti, micosi generalizzate, ecc.) e di neoplasie (linfomi, sarcoma di Kaposi) è di recente scoperta. Il primo caso pubblicato nelle riviste scientifiche risale al 1981. Il virus è caratterizzato da un periodo di incubazione lungo: possono infatti trascorrere mesi ed anche anni dal momento del contagio, primo contatto dellorganismo con il virus, e la forma clinicamente rilevabile della malattia conclamata che presenta una prognosi infausta. Esiste quindi un tempo molto lungo in cui un individuo venuto a contatto con il virus non manifesta sintomi della malattia, ma risulta positivo nella ricerca degli anticorpi anti HIV (stato di sieropositività). Le modalità di trasmissioni del virus sono legate a scambio di sangue e rapporti sessuali. Le modalità di contagio sono quelle relative a: trasfusioni di sangue in- fetto (situazione questa ormai sotto controllo), scambio di siringhe infette (tipica abitudine dei tossicodipendenti che rappresentano in Italia il gruppo più fortemente colpito dal virus). Puntura accidentale con aghi e siringhe contaminati, questo riguarda le categorie professionali che quotidianamente possono venire a contatto con sangue infetto come infermieri, ostetriche, medici e personale paramedico. Rapporti sessuali: il virus è presente nel liquido seminale e nel secreto vaginale. I rapporti sessuali con persone infette non protetti dallutilizzo di preservativi consentono al virus di raggiungere lorganismo attraverso microlesioni che si possono creare durante il coito. Il preservativo oltre ad espletare una azione contraccettiva consente di espletare una funzione di barriera tra i liquidi biologici, ciò consente una buona protezione da tutte le malattie infettive sessualmente trasmesse (AIDS, sifilide, epatite B e C, clamidia, herpes virus, etc.). Nei primi anni di studio della malattia da HIV si era parlato di categorie a rischio, come per esempio di omosessuali maschi, ora si è potuto constatare come il problema del contagio riguardi tutti i rapporti sessuali. Inoltre è la donna ad essere più a rischio di infezione. Infine altra importante via di trasmissione è quella materno-fetale durante la gravidanza e il parto. Il contagio può avvenire nel corso della gestazione attraverso il contatto di sangue della madre infetta con quello del feto e soprattutto durante lespletamento del parto. Considerando che la maggior incidenza di sieropositività è presente nei giovani in età fertile, il problema della trasmissione materno-fetale è di estrema importanza e fonte di studio.
PATOLOGIA DEGENERATIVA - torna all'indice I1 rischio per una donna di contrarre un tumore maligno tra la nascita ed i 74 anni di età e del 23,0% (dati del Registro Tumori della Lombardia relativi alla Provincia di Varese). Il rischio maggiore è rappresentato dal tumore della mammella, che da solo rappresenta quasi un terzo del rischio complessivo di tumore. Il rischio di ammalarsi entro il 74esimo anno di età di tumore del- l'apparato genitale e il seguente: - collo dell'utero 0,8%; - corpo dell'utero 1,7%; - ovaio 1,1%; - altri tumori genitali 0,2%. Per il tumore maligno del collo dell'utero esiste una procedura di diagnosi precoce: il Pap-test. Per capire quanto è significativo questo esame basta ricordare che nel nostro Paese, grazie alla diffusione del Pap-test, nel corso di questi ultimi trentanni la mortalità femminile a causa dei tumori del collo uterino è diminuita di circa la metà. Possiamo considerare sicuramente questo dato un successo, in particolare perché tramite la diagnosi precoce e le campagne di prevenzione è possibile evidenziare le modificazioni pre-cancerose che possono essere curate, se diagnosticate in fase iniziale, portando alla completa guarigione. Il Pap-test, così chiamato dal nome del suo creatore, il medico greco Papanicolaou, è un esame di semplice esecuzione. Viene effettuato negli studi medico-ginecologici, nei consultori familiari e negli ambulatori ospedalieri. Esso consiste nel prelevare mediante una delicata spatola di legno e un tamponcino di cotone le cellule superficiali presenti nel collo uterino e nel canale cervicale. Queste cellule così prelevate vengono strisciate su un vetrino e fissate dal ginecologo. Un medico citologo può così leggerlo ed analizzarlo al microscopio. Quando lesito è negativo la donna può stare tranquilla che a livello del collo uterino non sono presenti lesioni. Il tumore però può insorgere negli anni successivi quindi questo semplice esame deve essere ripetuto nel tempo (almeno una volta ogni due anni). Questa buona abitudine consente di prevenire molti problemi permettendo una diagnosi pre-clinica, cioè prima che vi siano sintomi che a volte hanno un significato di malattia in via di evoluzione e già conclamata. Tutto questo non deve provocare ansia, le visite e gli esami vanno vissuti con serenità. Dedicare attenzione al proprio corpo è un dovere verso la propria persona. E consigliabile quindi iniziare in giovane età a sottoporsi a questo controllo. In genere si suggerisce di cominciare dopo i primi rapporti sessuali o comunque dopo il compimento dei 25 anni di età per le ragazze nubili.
GRAVIDANZA E LAVORO - torna all'indice Lincremento dell'occupazione femminile ha fatto sorgere un certo interesse per lo studio del rapporto tra i rischi dell'ambiente di lavoro e di vita e la funzione riproduttiva. I primi studi hanno messo in luce, già alla fine del secolo scorso, i gravi effetti tossici a carico dei lavoratori esposti a dosi elevate di piombo. Venivano per la prima volta cosi documentati e resi noti i dati riguardanti le alte incidenza di infertilità, aborti spontanei, nati morti, morti neonatali e alcuni casi di macrocefalia e convulsioni a carico di figli degli addetti alla lavorazione del piombo. La compromissione della capacità riproduttiva era evidente non solo fra i lavoratori e le lavoratrici addetti all'utilizzazione del minerale, ma si manifestava anche a carico delle mogli di ceramisti e di stampatori che indirettamente venivano a contatto con il piombo depositato sugli abiti da lavoro dei mariti. Molto spesso inoltre l'abitazione degli operai era in prossimità delle fabbriche e l'inquinamento atmosferico da piombo e da altre sostanze nocive non risparmiava nessun componente della famiglia. Malgrado queste importanti osservazioni sulla nocività del piombo, negli anni successivi non venne dato alcun peso al problema dei rischi della salute riproduttiva nei luoghi di lavoro. Le uniche iniziative a riguardo furono prese nei confronti delle donne esposte al rischio delle radiazioni ionizzanti in gravidanza.
Principi generali: TERATOGENESI - torna all'indice Un teratogeno è un farmaco, una sostanza
chimica, un virus, un agente di natura fisica o uno stato deficitario che, se presente
durante il periodo embrionale o fetale, porta ad alterazioni morfologiche e
conseguentemente funzionali nel periodo postnatale. PRINCIPI CARDINALI DI TERATOLOGIA (Wilson)- torna all'indice 1) TIMING DI ESPOSIZIONE "periodo critico" 2) SUSCETTIBILITA DELLA SPECIE 3) SPECIFICITA DELL'AGE NTE 4) DOSAGGIO DELL'AGENTE 5) EMBRIOTOSSICITA TERATOGENI - 4 CLASSI DI AGENTI- torna all'indice 1) RADIAZIONI 2) INFEZIONI (rosolia, varicella) 3) MALATTIE MATERNE (diabete mellito, PKU) 4) AGENTI CHIMICI (talidomide) Furono ancora altri due disastri avvenuti
nel 1970 negli Stati Uniti ad aumentare l'attenzione degli studiosi e dell'opinione
pubblica nei riguardi del rapporto tra esposizione dei lavoratori-padri a pesticidi, in
particolare al clordecone e al dibromocloropropano, e sterilità da deficit
della spermatogenesi. - fattori chimici (composti organici ed inorganici); - fattori fisici (radiazioni ionizzanti, microonde, ultrasuoni, rumore, vibrazioni, alte e basse temperature); - organizzazione del lavoro (fatica fisica e psichica, posture); - organizzazione e stato dei servizi sociali (pendolarismo, ore di permanenza fuori casa, lavoro domestico); - infezioni (virus, batteri, parassiti). La gravidanza apporta delle essenziali modificazioni all'organismo materno che rendono la gestante e la puerpera maggiormente sensibile agli agenti tossici ed alla fatica fisica. * Aumento della massa plasmatica e della portata cardiaca con un'intensificazione dell'apporto di sangue a favore degli organi del bacino e del distretto placentare. * Aumento della frequenza e della profondità degli atti respiratori (aumento dell'assorbimento per via respiratoria di inquinanti volatili). * Aumento del metabolismo basale (minimo consumo energetico per il mantenimento della circolazione, respirazione, tono muscolare, temperatura corporea), tutto questo porta ad una diminuzione delle riserve energetiche durante la gestazione. Un'attività lavorativa che comporti quindi fatica fisica, già di per se stessa fattore di squilibrio, porta a rischi per il nascituro (prematurità e dismaturità). Altro dato interessante emerge da quei
lavori che costringono a posizioni forzate per lungo tempo, soprattutto la stazione
eretta, la cui azione si assomma alla fisiologica stasi venosa a livello degli arti
inferiori, causando un ulteriore ostacolo al ritorno venoso, edemi declivi e varici alle
gambe. * Per quanto riguarda l'apparato digerente,
da un lato, vi e la maggior tendenza alla nausea ed al vomito e quindi all'eliminazione di
eventuali sostanze nocive assunte per bocca. Dall'altra vi e un rallentamento dei
movimenti intestinali che espone la donna ad un aumentato assorbimento. Si ricordano gli effetti: |
SUSCETTIBILITA TERATOGENICA
E STADIO DI SVILUPPO - torna all'indice
L'esposizione durante il preimpianto ed il periodo presomitico (0-14 giorni dopo il concepimento) non provoca alterazioni. Muore o si rigenera completamente. Durante l'organogenesi (15-60 giorni) l'embrione e molto sensibile e l'esposizione provoca difetti morfologici maggiori. Dopo questo periodo il feto è meno sensibile alle modificazioni morfologiche, ma possono avvenire delle modificazioni a livello della capacità funzionale degli organi. Gli ambiti di studio nel campo del rapporto tra gravidanza - ambiente e lavoro sono attualmente due: 1) la tossicologia dello sviluppo che studia l'effetto diretto delle sostanze nocive sul concepito la tossicologia riproduttiva, una branca della scienza che riguarda gli effetti diretti sulla fisiologia riproduttiva dell'adulto. E stato evidenziato un aumentato rischio di aborto spontaneo tra le donne esposte a vibrazioni meccaniche a bassa frequenza (agricoltura, tessile, calcestruzzo...), a piombo (smaltatura in ceramica, fonderie, saldature elettriche...), a gas anestetici (anestesiste, veterinarie, infermiere e tecniche di sala operatoria, dentiste) al lavoro nei laboratori chimici, a ossido di etilene (usato come sterilizzante) a stampaggio e lavorazione della plastica, rayon e viscosa, a radiazioni ionizzanti.
FATTORI CHIMICI- torna all'indice I lavoratori sono esposti ad un notevole
numero di sostanze chimiche che vengono utilizzate nelle diverse fasi dei processi
produttivi industriali.
FATTORI FISICI- torna all'indice Non meno dei fattori chimici di esposizione, i fattori fisici hanno estrema importanza nell'analisi della salute riproduttiva. Fino ad oggi, nonostante siano stati eseguiti studi a questo proposito a partire dai lontani anni '30 molte questioni legate alla stima dei rischi non sono state ancora risolte. Occorre cioè ancora definire i limiti di sicurezza e le misure preventive da adottare sui luoghi di lavoro e questo sarà possibile solo quando verranno identificate e codificate tutte le possibili conseguenze legate all'esposizione. Appartengono a questa categoria di rischi le radiazioni ionizzanti, le microonde, le vibrazioni, il rumore, le basse e le alte temperature. TOSSICI DA ABUSO PERSONALE- torna all'indice * ALCOOL L'assunzione di dosi elevate di alcool in gravidanza porta ad un'importante patologia fetale: la sindrome alcoolica fetale. I sintomi di questa sindrome compaiono solo a causa di un'assunzione cronica di alcool (2 gr. x kg. al giorno). Effetti minori possono essere causati da quantitativi inferiori di alcool, mentre non vi e un rischio aumentato nelle donne che assumono giornalmente l o 2 bicchieri di vino rispetto alle non bevitrici. I rischi comprendono: prematurità scarso sviluppo; malformazioni: dismorfia craniofacciale (es. naso a sella. strabismo), microcefalia, ritardo mentale e ponderale.
* CAFFE L'assunzione moderata di caffè in
gravidanza non comporta rischi per il feto. Alte dosi di caffeina corrispondenti a più di
6-8 tazze di caffè al giorno, possono essere poste in relazione con infertilità, aumento
dell'incidenza di aborti spontanei e basso peso alla nascita.
* FUMO DI SIGARETTE Il fumo non deve essere considerato solo un'abitudine personale (fumo attivo), ma anche un rischio di tipo ambientale a causa della sua enorme diffusione negli ambienti di vita e di lavoro (fumo passivo). Donne forti fumatrici durante la gravidanza non sembrano avere un elevato rischio di teratogenicità nel feto, ma vi è un aumento di prematurità e del rischio di basso peso alla nascita. Inoltre vi è un aumento della mortalità perinatale o neonatale e di aborto.
* DROGHE - Cocaina: causa modificazioni neurologiche nei neonati, aumentato rischio di malformazioni fetali, basso peso alla nascita. - Eroina: è difficile valutare l'effetto dell'eroina in gravidanza, in quanto non si possono determinare gli additivi con cui l'eroina viene tagliata. Inoltre non si possono valutare tutte le sostanze di cui solitamente le tossicodipendenti fanno largo uso oltre all'eroina stessa. Non vi è una specifica evidenza per classificare l'eroina come teratogeno. Certe sono invece le tragiche sequele presenti nei bambini esposti durante la vita intrauterina ad eroina (crisi d'astinenza curate in culla con metadone fino ad una completa disintossicazione dei neonati). Inoltre questi bambini presentano un basso peso alla nascita. - Marijuana e simili: vi è associazione fra uso in gravidanza di queste sostanze e malformazioni a carico del sistema nervoso centrale. - Psicofarmaci: tra gli psicofarmaci, ormai largamente utilizzati da un numero sempre più considerevole di donne, quello con sicuro effetto teratogeno e il litio carbonato (cardiopatie congenite). L'utilizzo di psicofarmaci (ansiolitici, ipnotici, antidepressivi), deve essere comunque fatto solo in casi di estrema gravità e sotto controllo dello specialista.
MALATTIE MATERNE - torna all'indice Tra gli agenti teratogeni dobbiamo ricordare che esistono alcune malattie materne, preesistenti la gravidanza, o insorte durante la gestazione stessa, che possono causare danni a livello fetale. Vogliamo qui farne solo un breve accenno facendo due esempi. Il diabete mellito insulino dipendente è una malattia caratterizzata dall'alterazione del metabolismo glucidico, che può causare se non precocemente curato effetti negativi sulla gestante e danni a livello fetale: aumentato rischio di aborto, aumento del volume del liquido amniotico e del rischio di parto pretermine, distacco di placenta, incidenza aumentata per le malformazioni fetali (difetti gastrointestinali, ipoplasia polmonare, anomalie renali e cardiologiche, etc.). La fenilchetonuria è una malattia
ereditaria caratterizzata dal deficit di un enzima che porta all'accumulo a livello dei
fluidi corporei di un aminoacido, la fenilalamina.
EFFETTI DELLE SOSTANZE NOCIVE E ALLATTAMENTO- torna all'indice Lallattamento al seno è sicuramente il metodo più naturale e dolce per nutrire il proprio bambino. Sono numerosi infatti i benefici che madre e figlio possono trarre da questa pratica che deve essere incoraggiata e sostenuta. Certamente tutte le mamme possono allattare con successo, con i giusti consigli pratici e con un valido aiuto da parte dei sanitari, ginecologi, ostetriche, pediatri e puericultrici e da parte dei famigliari prima fra tutti il marito. Il latte materno è il cibo ideale per permettere una crescita armonica ed adeguata del neonato. Dal punto di vista nutrizionale il latte della mamma contiene tutti i nutrienti essenziali per lo sviluppo del piccolo. Il latte inoltre è caratterizzato dalla ricchezza nel contenuto di anticorpi di origine materna che, passando nel latte, vengono assunti dal neonato creando una alta protezione nei confronti delle malattie infettive. In particolare possiamo proteggere il nostro bambino dalle malattie respiratorie, dalle enteriti e dalle malattie delle vie urinarie. E possiamo fare unefficace prevenzione nei confronti delle allergie come ad esempio eczemi e allergie alimentari. Altro aspetto non meno importante da considerare è quello affettivo ed emotivo: lallattamento al seno facilita il precoce instaurarsi di un buon rapporto tra madre e figlio ed è sicuramente un efficace momento di conoscenza, di contatto di scambio. La composizione del latte mostra diversità di contenuto: il latte di inizio poppata è meno ricco di grassi e di vitamina K e quindi meno calorico rispetto allultima parte più scarsa dal punto di vista quantitativo, ma più concentrata dal punto di vista nutrizionale. La durata della poppata riveste quindi un ruolo molto importante: interromperla prima che spontaneamente il bimbo si stacchi dal seno materno comporta non solo un impoverimento alimentare ma anche un anticipo del senso di fame del neonato che ha assunto un insufficiente quantità di cibo e quindi di calorie. La puerpera però non deve dimenticare che le sostanze, anche nel suo sangue passano nel latte. Per questo motivo sono stati riscontrati degli inquinanti nel colostro e nel latte materno. Fra questi si ricorda il cadmio, il DDT, il mercurio sia organico che inorganico, il tetracloroetilene, il piombo, i policlorobifenili, i polibromobifenili, i pesticidi e gli insetticidi. Il riscontro di queste sostanze è molto importante in quanto la suscettibilità del bambino nei primi mesi. di vita è estremamente elevata. Per esempio l'assorbimento intestinale nel neonato è superiore rispetto alladulto, la secrezione biliare delle sostanze è inferiore. Si vede quindi, in questo caso, quanto possa gravare sulla salute dei bambini l'assunzione per via orale di sostanze chimiche altamente nocive; Importanti deficit nello sviluppo mentale e neurologico sono stati riscontrati, per esempio, in bambini che hanno assunto latte materno inquinato da piombo. Ittero neonatale, ed alterazione degli indici di funzionalità del fegato sono stati riscontrati in bambini nutriti con latte materno contaminato da tetracloroetilene.
IL CLIMATERIO- torna all'indice Il periodo di transizione e di passaggio nellesistenza di una donna, compreso tra i quarantacinque ed i sessantacinque anni, periodo questo caratterizzato dal termine della capacità di avere bambini fino alla vecchiaia, è chiamato "climaterio". I numerosi cambiamenti di tipo fisico e psicologico che colpiscono la donna in questo anni sono dovuti allesaurimento dellattività e delle funzioni delle ovaie, che non solo producono ovuli necessari per il concepimento (ovulazione), ma anche ormoni (estrogeni e progestinici). E proprio la scarsità di estrogeni a determinare irregolarità del ciclo mestruale, vampate di calore e sudorazione profuse, rilassamento dei tessuti degli organi pelvici, disturbi alla vescica, atrofia delle mucose genitali, osteoporosi ed effetti psicologici, come ansia, insonnia, depressione. Certamente ogni singola donna manifesta questi sintomi in modo e in misura molto diversa e del tutto personale. E opportuno sottolineare infatti che questa particolare fase della vita è condizionata non solo dalle modificazioni di carattere ormonale, ma anche da fondamentali cambiamenti relativi al ruolo sociale della donna. La perdita del ciclo mestruale spesso considerato simbolo di femminilità, le alterazioni somatiche dovute ai primi processi di invecchiamento, le difficoltà nei rapporti sessuali, possono creare dei dissapori e delle incomprensioni con il partner. Inoltre lallontanamento dallattività lavorativa con il conseguente pensionamento ed il distacco dei figli, ormai grandi, dal nucleo familiare mettono in crisi i ruoli di lavoratrice da un lato e di madre sempre presente ed amorevole dallaltro. Questo drastico cambiamento deve essere affrontato serenamente, con atteggiamento positivo, non solo come fine di una stagione di vita e perdita di giovinezza. Il termine stesso di "climaterio", che in greco significa "piolo di una scatola", quindi punto critico dellesistenza umana, non deve segnare la fine della vita attiva della donna, ma più semplicemente un nuovo gradino da superare per ricercare e ritrovare una nuova condizione sociale caratterizzata da ruoli non meno interessanti ed importanti per se stessa e per la società.
Possiamo suddividere il climaterio in tre vere fasi: la premenopausa, un periodo variabile dai due ai sei anni, durante il quale il ciclo mestruale subisce delle alterazioni. Il flusso non è più regolare nella ciclicità: saltano le mestruazioni per uno o più mesi oppure si presentano due volte nellarco di un mese, oppure possono variare nel quantitativo del flusso: più scarse o più abbondanti, a volte vi possono essere delle perdite di sangue tra un ciclo e laltro. Generalmente in questi casi la donna che percepisce la irregolarità come un problema, trova loccasione per consultare il ginecologo che avrà lopportunità, attraverso la visita ginecologica ed alcuni esami di accertamento, di valutare se tutte queste anomalie sono legate alla sola premenopausa o se nascondono qualche problema (fibromi uterini, polipi endocervicali, tumori). Spesso è proprio grazie a questi iniziali sintomi che la donna si sottopone a un controllo, magari dopo parecchi anni dallultima visita e quindi la premenopausa diventa un momento importante per riprendere le regolari visite specialistiche. La premenopausa culmina con levento principale del climaterio: la menopausa, cioè la cessazione definitiva delle mestruazioni. Per convenzione, infatti, diciamo che un intero anno in cui i cicli mestruali non si verificano più si può parlare di menopausa vera e propria e quindi della fine della capacità riproduttiva della donna. Negli anni successivi allultima mestruazione abbiamo la postmenopausa, la terza ed ultima fase del climaterio. E proprio in questo periodo che, a causa della cessata attività delle ovaie, calano drasticamente gli ormoni estrogeni, causando tutti quei disturbi che , in misura meno variabile, caratterizzano al menopausa: vampate di calore, sudorazioni, palpitazioni, vertigini, cefalea, tachicardia (aumento della frequenza dei battiti cardiaci), lipotimie (svenimenti per calo della pressione arteriosa), oppure al contrario aumento della pressione. Numerosi sono i disturbi emotivo-psicologici che possono gravemente disturbare la donna: depressione, aumento dellirritabilità e dellansia, instabilità emotiva, insonnia ed infine variazione del desiderio sessuale (calo della libido). Anche a livello locale dei genitali si riscontrano delle variazioni, spesso la donna riferisce una sensazione di secchezza e di bruciore a livello vulvo-vaginale, generalmente dovuti ad uniniziale processo di atrofia a carico delle mucose. Questa condizione porta ad avere delle grosse difficoltà durante i rapporti sessuali che suscitano dolore e che, per questo motivo iniziano ad essere evitati. Altri problemi che possono insorgere col passare degli anni, sono quelli relativi al metabolismo dei grassi (aumento del colesterolo), degli zuccheri (aumento della glicemia) e del calcio: diminuisce la massa delle ossa che si fanno sempre più fragili, aumentando il rischio di fratture (osteoporosi). Abbiamo passato in rassegna tutti i possibili disturbi causati dalla menopausa che comunque deve essere vissuta dalla donna come una naturale fase di passaggio. Per ovviare in modo naturale ed efficace a questi problemi prendiamo in considerazione due importanti rimedi: prima di tutto una dieta corretta, ricca di frutta verdura e fibre e povera di grassi di origine animale (burro e carne) seguita dallassunzione di molta acqua e dallabbandono delle cattive abitudini come il fumo di sigaretta o lutilizzo di alcoolici. Laltro aspetto importante è quello legato allattività fisica. Infine è fondamentale tenersi sempre attive: leggere libri e giornali, viaggiare, frequentare amiche con cui parlare favorendo lo scambio di pensieri ed esperienze. Questo è il vero segreto per invecchiare con gioia e serenità. PREVENZIONE DELLA PATOLOGIA DEL SENO- torna all'indice Il più frequente tumore del sesso
femminile è, in Italia, il cancro alla mammella (1 donna su 15
nell'arco della sua vita si ammala di carcinoma mammario). Nel nostro paese circa 10.000
donne muoiono ogni anno a causa di questa grave malattia. Letà più a rischio per i tumori del seno è quella tra i 50 e i 70 anni; in particolare vediamo che il cancro alla mammella è molto raro prima dei 30 anni di vita e che è da questa età in poi che la sua frequenza aumenta. Altro fattore molto importante oltre alletà, è la "familiarità": si è evidenziato infatti da alcuni studi scientifici che le donne che hanno avuto nella loro famiglia più casi di cancro alla mammella, per esempio la madre, la zia, la sorella, hanno più possibilità di contrarre questa malattia. Importante è anche valutare la vita riproduttiva della donna: partorire ed allattare un figlio in età giovanile costituisce un fattore protettivo nei confronti di questo tumore. Evitare gli eccessi alimentari, in particolare ridurre i grassi e le proteine di origine animale (carne, burro e formaggio), privilegiare cibi ricchi di vitamine (come frutta e verdura) e di fitoestrogeni (come la soia, i legumi, le alghe marine, semi di lino, noci) aumentare il consumo di cibi ricchi di fibre ed ridurre il consumo di alcoolici può contribuire alla prevenzione. Leccesso di peso, in particolare lobesità, aumenta il rischio per le mammelle. Di fronte a queste affermazioni non bisogna avere alcun timore, ma al contrario occorre sapere che le donne hanno a loro disposizione alcuni metodi di controllo che, se applicati con correttezza, possono aiutare nella diagnosi precoce della malattia, cioè nellidentificazione - tramite accertamenti, visite ed esami appropriati - del tumore pure in assenza di sintomi specifici. Lautoesame del seno, cioè la palpazione delle mammelle, che la donna stessa può periodicamente praticare, è a questo proposito una tecnica molto valida. Losservazione delle mammelle davanti allo specchio, prima con le braccia rilasciate lungo i fianchi e poi con le braccia sollevate, permette di valutare i contorni del seno, eventuali zone di arrossamento, retrazione della pelle, irregolarità dei capezzoli. Lautopalpazione deve poi essere eseguita in posizione sdraiata: con la mano sinistra verrà esaminata la mammella destra tramite dei delicati movimenti circolari eseguiti su tutta la mammella senza trascurare il capezzolo. Per meglio distendere il seno è opportuno mettere il braccio dietro la nuca. Si ripetono gli stessi gesti per la mammella sinistra. E utile controllare le eventuali secrezione dai capezzoli: stringere tra il pollice e lindice il capezzolo per evidenziare la fuoriuscita di liquido lattescente o di sangue. La palpazione è spesso di difficile esecuzione, ma non deve creare ansia. Va fatta periodicamente e sempre dopo la fine delle mestruazioni. Quando la donna ha un dubbio e trova un nodulo duro, poco mobile, non dolente con i margini irregolari, è opportuno che si rivolga al proprio medico per un controllo. Senologi e ginecologi devono essere comunque interpellati dalla donna per visite periodiche di controllo. Una collaborazione tra paziente e medico è alla base di un progetto di prevenzione. Tra gli esami strumentali riveste un ruolo fondamentale la mammografia, che consiste in una radiografia delle mammelle che, con estrema precisione, può mettere in evidenza tumori di pochi millimetri di diametro che, con il solo esame clinico, non si potrebbero diagnosticare. Ai giorni nostri le apparecchiature utilizzate per la mammografia sono molto sofisticate, lemissione di radiazioni è limitata e le immagini ottenute sono accurate. Gli oncologi, cioè i medici che studiano i tumori maligni, consigliano di eseguire, anche in assenza di sintomi, una mammografia al compimento dei 40 anni, una a 45 e, a partire dai 50 anni, la frequenza di esecuzione deve essere a scadenza biennale. Complementare alla mammografia è lecografia, che ha soprattutto unutilità nel precisare le caratteristiche dei noduli riscontrati: dimensioni e contenuto liquido o solido delle diverse lesioni. Quando viene accertata la presenza di un nodulo di natura sospetta, è possibile eseguire un esame citologico tramite laspirazione - con un semplice ago - delle cellule presenti nel nodulo. Questa tecnica si chiama agoaspirato, è un esame semplice e non doloroso e fornisce informazioni precise sulla natura benigna o maligna del tumore. In conclusione è ancora la donna che, in prima persona, deve prestare attenzione e ascolto al proprio corpo per capirne i segnali e impostare un dialogo aperto col proprio medico.
"MALESSERI DI GENERE": DEPRESSIONE ED ANORESSIA.- torna all'indice Depressione Le ricerche eseguite in campo psichiatrico mettono in evidenza come il rapporto tra femmine e maschi colpiti da depressione è a svantaggio delle donne (rapporto 2,4 a 1). Per capire questo fenomeno si è posto laccento sui fattori biologici collegati a questa malattia e soprattutto sui fattori psicosociali: separazioni, lutti, disoccupazione, licenziamento. Questi eventi traumatici che infondono un "senso di perdita o fallimento" possono essere fattori scatenanti se avvengono in un momento di particolare vulnerabilità da parte dellindividuo. E la donna vive spesso in una situazione emotiva di debolezza: difficoltà lavorative o scarse prospettive di carriera e diseguali opportunità, carico familiare, cura dei figlie spesso dei famigliari anziani, problemi affettivi con il partner, ecc.. Parlare di salute mentale, disagio, malessere esistenziale significa tenere conto dellintreccio tra soggettività ed oggettività che interagiscono sempre tra loro. Sempre più importante è laccento posto tra depressione e vita quotidiana e si è voluto fare unanalisi dei lati più vulnerabili che predispongono la donna a soffrire di depressione. Conclusioni propositive di queste analisi per favorire la risoluzione del malessere è una maggiore consapevolezza di se e dei propri bisogni attraverso lascolto ed il riconoscimento dei desideri con laumento dellautostima e dellautoaffermazione che consentono una crescita ed una trasformazione interiore.
Anoressia e bulimia La società contemporanea sollecita pesantemente le donne, soprattutto in giovane età, ad aderire incondizionatamente a canoni estetici e di bellezza accompagnate a modelli di efficienza e capacità intellettuali e produttive sempre maggiori. Questa martellante pressione sociale che vuole la donna bella, e, per i canoni estetici attuali, bellezza è divenuto sinonimo di magrezza, in una sorta di omologata standardizzazione delle misure corporee, unita ad una richiesta di abilità, bravura , efficienza ed intraprendente dinamicità, ha creato un modello ideale femminile stereotipato. Ed ecco affiorare e crescere lultimo prodotto della società industriale degli ultimi venti anni, quella che è stata definita una vera e propria "epidemia sociale" i disturbi dellalimentazione: anoressia e bulimia. Anoressia mentale: disturbo caratterizzato dalla paura di essere o diventare grassi, di prevalenza femminile e tipico delletà adolescenziale. La ragazza rifiuta di alimentarsi ed ha unimmagine del proprio corpo alterata; si accompagna ad amenorrea. Bulimia: comportamento alimentare anomalo caratterizzato da attacchi bulimici con consumo irrefrenabile di grandi quantità di cibo a cui spesso segue vomito autoprovocato. Per comprendere questo fenomeno crescente e devastante che può condurre a delle conseguenze preoccupanti per la salute della giovane donna (nel 20% dei casi si ha morte per deperimento organico) è importante fare unanalisi globale clinica, storica e culturale del problema. Alla base del disturbo vi è una profonda crisi di identità femminile con una scarsa autostima e insicurezza e grandi difficoltà nel campo dellautonomia personale.
LA DONNA EXTRA-COMUNITARIA: SALUTE, FAMIGLIA, LAVORO- torna all'indice Il continuo aumento delle donne immigrate e la tendenza di alcuni gruppi stranieri a formare nel nostro paese una famiglia apre un capitolo nuovo e variegato nel campo dei problemi di salute della donna, fornendo un nuovo punto di vista transculturale dellevento gravidanza e parto e della salute. Il concetto di salute e stato di malattia/sofferenza, il concetto procreazione/nascita sono infatti legati ai modelli culturali, al tipo di socializzazione ed al vissuto personale. Vediamo prima di tutto il problema malattia. Lo straniero si vede catapultato in una realtà sociale totalmente diversa dalla propria. La nuova realtà, il nuovo ambiente di vita senza gli abituali punti di riferimento, senza il fondamentale senso di appartenenza che infonde sicurezza, sono in se stessi fonte di disagio/conflitto/sofferenza. Il cambiamento radicale che lemigrato extra-comunitario, proveniente da paesi totalmente diversi dal nostro modello occidentale, è costretto ad affrontare, è già di per sé, stressante e fonte di forte disagio. Lassenza di punti di riferimento e la difficoltà nel trovare unappartenenza culturale nel nuovo paese, scelto come patria per necessità, crea un conflitto ed uno stato di bisogno. Cambiano, allora, parametri e definizioni. La salute non è più solo mancanza di malattia, ma anche integrazione: è lo star-bene con gli altri appartenenti alla comunità nel rispetto reciproco. Da sempre il problema più grande che lextra-comunitario deve affrontare è quello di vincere la diffidenza nei suoi confronti. La sua presenza suscita nella comunità di accoglienza un cambiamento e conseguentemente paura, perché cambiare vuol dire sovvertire un ordine prestabilito ed accettato da tutti. Quindi è più facile e protettivo emarginare, piuttosto che integrare ed iniziare un utile processo di scambio e di confronto culturale. E più facile aderire ai luoghi comuni che vogliono lemigrato come elemento di disturbo che porta delinquenza e soprattutto malattia: una vera e propria fonte di contagio per la comunità. Eppure quando un extra-comunitario irregolare giunge nel nostro paese ha come unico bene la sua salute. Sola ricchezza che gli consentirà di cercare lavoro, di lavorare - se è fortunato - e comunque di sopravvivere in un ambiente estraneo e diffidente. In realtà, lunica vera malattia tipica degli stranieri è la cosiddetta " patologia di sradicamento". Lontano dai propri cari, dalla propria cultura, dal proprio clima, dalle proprie abitudini, dal proprio cibo lo straniero manifesta i sintomi della solitudine e del disadattamento ed i disturbi psicosomatici sono la manifestazione più frequente. In un simile contesto la malattia significa sconfitta, arresto del processo esperienziale, quindi in prima analisi lo straniero la nega, cercando di allontanarla da se. Solo quando si sente assolutamente costretto, quando il dolore è insopportabile, quando la malattia non è qualcosa di passeggero, solo allora, dopo vari tentativi di autocura, lo straniero accetta di rivolgersi ad un servizio di cura, pretendendo una guarigione immediata al fine di poter rientrare subito al lavoro. In questa ottica, la malattia, oltre che sofferenze e disagio, diventa una "sconfitta", in quanto possibile causa di fallimento dei propri progetti nel nuovo paese. Quindi, difficilmente lextra-comunitario, senza permesso di soggiorno, utilizza le strutture sanitarie, soprattutto in relazione al concetto di prevenzione, arrivando direttamente allo specialista quando la sua condizione di salute è particolarmente compromessa. Per lirregolare la paura di essere scoperto, denunciato ed espulso lo portano ad un isolamento che aggrava la malattia e non gli consente di frequentare con serenità una struttura sanitaria pubblica. Per la donna straniera, oltre a tutte queste considerazioni, vanno aggiunti altri aspetti che riguardano la condizione femminile. Per le donne vi è una doppia condizione di subalternità: quella relativa allo stato di emigrata e quella relativa al sesso. Tutto ciò aumenta la sua vulnerabilità. Al peso del lavoro extradomestico, spesso pesante e sottopagato, si aggiunge quello relativo al lavoro casalingo. Lisolamento è fortissimo per le donne, in particolare per le casalinghe. Le donne arabe, per esempio, arrivano in Italia per congiungersi al marito e, generalmente, si ritrovano gravide nel giro di pochi mesi dallarrivo. La gravidanza ha due ragioni: la prima è relativa alla decisione del marito che esige un figlio subito, la seconda è relativa al fatto che la donna irregolare in stato di gravidanza non viene rimpatriata, se scoperta. Per queste donne la solitudine è totale: stanno in casa aspettando il ritorno del marito alla sera e non escono perché non conoscono la lingua e non hanno il permesso del marito. Fortunatamente esiste la cerchia delle altre donne della comunità, uniche compagne con cui confrontarsi. Per queste donne il corpo non esiste: è nascosto agli sguardi degli altri dietro chador e abiti lunghi ed informi, ma soprattutto è nascosto a se stesse. Come è possibile "ascoltare" il proprio corpo nella malattia, nei segni e nei sintomi, se non si è imparato a valutare le modificazioni fisiologiche, a sentire le sensazioni corporee? Molte di queste donne, durante la prima infanzia, hanno subito mutilazioni, come la circoncisione e linfibulazione: basta questo per annullare per sempre il "sentire". La donna avverte maggiormente la mancanza di punti di riferimento, accompagnata da una grande paura dellignoto. Più facilmente assalita dalla nostalgia, quella dura, dolorosa che dà sofferenza e disagio. Un modo per superare tutto questo è quello di ricostruire nel nuovo paese, una famiglia che costituirà i nuovi/vecchi punti di riferimento.
BIBLIOGRAFIA- torna all'indice 1) J.M. Stellman, Donna e salute - donna e lavoro, Feltrinelli, Milano 1982. 2) AA.VV., La salute riproduttiva della donna lavoratrice Atti del Convegno ll/12 giugno 1984, Istituto Medicina Sociale, Roma 1984. 3) AA.W. Atti del Seminario nazionale CGIL - Roma 11/12 dicembre 1987, Rassegna di Medicina dei lavoratori, Supplemento al n. 13, aprile/giugno 1989, Roma 1989. 4) D. Brusik, Principles of genetic toxicology, Plenum Press, New York 1980. 5) J.G. Wilson, Corrent status of teratology, in J.G. Wilson, Handbook of teratology, Plenum Press, New York 1977. 6) D. Slone, S. Shapiro et coll., Drug and chemical risks to the fetus and newborn, Alan R. Liss, New York 1980. 7) M. Buscaglia, M. Peregallo, Ambiente e gravidanza, Collana Monografica di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Cofese, Palermo 1982. 8) J.G. Wilson, Environmental chemicals, in J.G. Wilson, Handbook of teratology, Plenum Press, New York 1977. 9) L.D. Longo, Environmental pollution and pregnancy: risk and uncertaintiesfor thefetus and infant, Am. J. Obstet. Gynecol., 137:162, 1980. 10) J.G. Wilson Critique of current methodsfor teratogenic testing in animals and suggestionsfor their improvement, in "Methods for detection of environmental agents that produce congenital defects" di T.H. Shepard, J.R. Miller e M. Marais, North Holland Publishing Company, Amsterdam 1975. 11) R. P. Bolande , Teratogenesis and oncogenesis, in J.G. Wilson, Handbook of teratology, Plenum Press, New York 1977. 12) K. Hemminki, M. Sorsa et coll., Genetic risks caused by occupational chemicals, Scand. J. Work Envirn. Health, 5:307, 1979.
13) S. Panova, S. Ivanova, Changes in the ovarian function and somefunctional indices of liver of wo men in proffessional conctact with metallic mercury Akush Ginekol., 15:136, 1976. 14) F.M. Sullivan, S.M. Barlow, Congenital malformations and other reproductive hazardsfrom environmental chemicals, Proc. R. Soc. London B., 205:91, 1979. 15) B.J. Koos, L.D. Longo, Mercury toxicity in the pregnant women, fetus and newborn infant: a review, Am. J. Obstet. Gynecol., 126:360, 1976. 16) T. H . Shepard , J. R. Miller e M. Marais , Introduction to "Methods for detection of environmental agents that produce congenital defects", North Holland Publishing Company, Amsterdam 1978. 17) AA.W., Drug and chemical action in pregnancy S. Fabro and Antony R. Scialli Ed., New York and Basel, 1986. 18) S.M. Barlow, F.M. Sullivan, Reproductive hazards of industrial chemicals, Academic Press, London, 1982. 19) M. Buscaglia, F. Molteni, D. Beretta, Attività lavorativa e gravidanza, Convegno Feto e Ambiente, Sassuolo, 7 maggio 1989, in stampa. 20) G. Pescetto, L. De Cecco, D. Pecorari, N. Ragni Manuale di ginecologia ed ostetricia, II Edizione, Società Editrice Universo, Roma, 1989. 21) D. Beretta, M. Buscaglia, Riproduzione e ambiente Collana Monografica di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Cofese, Palermo 1990. 22) AA.VV., Donne: produzione, riproduzione e salute. Rapporto di ricerca a cura della Fiom/Cgil di Milano, 1991. 23) Richard A. Gordon, Anoressia e bulimia Raffaello Cortina Editore. 24) AIDS, seconda edizione Regione Lombardia. 25) AA. VV., Epidemiologia e prevenzione La salute della donna: temi per una riflessione comune, 1996 Lauri Edizioni. 26) E. Bergamaschi E. Omodei Zorini, K. Schweilzer, Un benessere insopportabile, Franco Angeli Editori 1995. 27) P. Leonardi, Curare nella differenza. Psicoterapie del disagio femminile. Franco Angeli Ed.1995. 28) AA. VV., La salute degli immigrati: problemi e prospettive Quaderni I.S.MU. 6/1994. |